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You may say I’m a dreamer …

di Daniele Fumagalli

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one”

Daniele e la Storia

Follia. Può essere solo follia il movente che ti spinge a prenotare un viaggio nella città dei Beatles nell’ultima settimana di dicembre, con l’Europa semi-paralizzata dal gelo e il tuo capo che minaccia di non concederti le ferie in quei giorni. Troppe le variabili che devono combinarsi perfettamente tra di loro per far funzionare tutto. In queste circostanze devi solo sperare, altrimenti ha ragione la gente che ti dà del pazzo. Zero gradi a Bergamo e zero gradi a Liverpool, la partenza è già un enigma. Eppure fila tutto liscio e atterro regolarmente.

Mi è sufficiente il viaggio in autobus dall’aeroporto all’ostello per capire l’atmosfera che si respira in questa città magica: mi trovo a Liverpool da dieci minuti e in almeno otto di questi, parlo di calcio con un mio coetaneo del posto. Incontro Giorgio (non l’avevo mai visto dal vivo) che mi apostrofa con un irripetibile epiteto ed insieme scivoliamo verso l’ostello. Dico “scivoliamo” perché i marciapiedi sono completamente ghiacciati, ed io, da buon lombardo, inveisco contro l’amministrazione comunale perché non si è organizzata a dovere facendo passare gli spargi-sale come invece succede dalle mie parti (che poi non è neanche del tutto vero).

Ghiaccio e nebbia sono di fatto gli unici due elementi che possono ostacolare lo svolgimento del match di mercoledì contro gli ultimi in classifica. L’ostello è pieno di gente simpatica ed ospitale, così come il Philarmonic, dove sediamo in parte ad un arzillo 70enne che risiede a Penny Lane e lo dice quasi con disprezzo. Il Cavern è come lo immaginavo, il tempio del Rock & Roll dei 60’s. Il tempo per un paio di birre accompagnate dal sound acustico di un sosia di Dirk Kuyt, un paio di foto con John ed Eleanor Rigby, e si va a dormire.

Il giorno successivo, visita guidata allo stadio. Indescrivibile l’emozione provata dal sottoscritto nel farmi ritrarre con la statua di Shanks e davanti al memoriale dei 96, nel sedermi nella Kop e nel far visita al museo dedicato ai Reds all’interno dello stadio. Quelle foto, quei trofei, quei filmati…Decenni di storia scolpita nei cuori dei Reds di ogni lato del pianeta.

L’indomani è il gran giorno: il ghiaccio sulle strade si è sciolto, la partita si gioca di sicuro e l’ostello si è popolato di ragazzi provenienti dai più disparati angoli del globo (persino Australia e USA) giunti nel Lancashire appositamente per vedere una partita che sulla carta dovrebbe essere una passeggiata, se non una goleada. Ehm, bene. Sciarpe rosse al collo, si va al museo dei Beatles, dove il vero giornalista Giorgio ed il finto giornalista Daniele entrano a sbafo. Il Beatles Museum è il tempio del perfetto feticista dei Fab Four: dai Quarrymen a Imagine, la storia di John & Co. in parole, immagini, oggetti da collezione e ovviamente la loro immortale musica. Ma ora si è fatto tardi: Anfield ci aspetta. L’attesa è consumata tra birre, canti e colori. Esattamente la stessa festosa atmosfera che non si respira da alcune parti dell’Europa continentale, meglio non dilungarsi.

Entriamo nel nostro settore, mi sento come un bambino quando viene portato alle giostre. Un boato accoglie i nostri eroi in rosso quando il Capitano spunta fuori dal tunnel. Stevie ci sarà, Stevie segnerà qui sotto di noi. Segneranno lui e El Ninho. Anzi, doppietta del Ninho, goal del Capitano e persino di Ngog. Quattro a zero e tutti a casa.

Intanto, parte You’ll Never Walk Alone. La urlo a squarciagola, io sono qui ragazzi, sono qui a sostenervi dal vivo. Già, dopo qualche minuto Meireles, a tu per tu con Hennessey, si divora il possibile 1-0 a pochi metri da noi. I nostri danno la sensazione di poter segnare in qualsiasi momento. Certo, magari non in questa partita. I Wolves prendono coraggio, e i nostri non si accendono, salvo in qualche occasione che nasce dal calcio da fermo di Stevie G. , Johnson rimane arroccato, sulla destra non esistiamo (il ruolo di Meireles è quantomeno un mistero), Torres si intristisce, Ngog e Kuyt si impegnano ma combinano ben poco. Primo tempo abbastanza scialbo.

Le prospettive di vedere una vittoria schiacciante si riducono ad una vittoria e basta, ma quando Ward, approfittando di un’inspiegabile vaccata del reparto arretrato, infila la porta “difesa” da Reina ed esulta a un passo da noi, le speranze vengono ancor meno. Stadio ammutolito, si sentono solo i cori di scherno dei sostenitori del club delle Midlands e qualche tifoso Red spazientito per la pochezza della squadra hodgsoniana. I cambi a dir poco discutibili fanno il resto. Finisce 0-1, mai mi sarei immaginato un epilogo così scialbo.

Non smetterò mai di sostenervi, ragazzi. Ma siete in debito con me: un giorno tornerò e vi vorrò vedere tornare a splendere come nelle immagini scolpite nei cuori di ogni vostro tifoso. Per il momento posso dirmi felice di esserci comunque stato, dopotutto nella buona e nella cattiva sorte l’importante è esserci.

Un ringraziamento particolare a Giorgio che mi ha fatto da guida e ottimo compagno di avventura. Grazie anche alla mia fidanzata Paola, che pur non essendo fuori di testa per il Liverpool come il sottoscritto, capisce e rispetta questa mia follia. Grazie anche a Paolo per il sostegno morale mentre ero terribilmente indeciso se partire o meno per questa missione. Grazie a voi, Branch, per essere stati con noi.

YNWA

Comments

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20 risposte a You may say I’m a dreamer …

  • Primo! 😀

    Hey, gran bell’articolo! L’autore dev’essere veramente un grande (pirla). 😀

    YNWA

  • Confermo …. vedi tu cosa !!

  • tutte le volte che leggo gli articoli dei ragazzi di ritorno da Liverpool mi tornano alla mente quei fantastici passati in riva alla Mersey.
    Ottimo Danny, mi hai fatto rivivere quelle emozioni e visto che capiti spesso dalle parti di Brescia, gradirei organizzare un incontro così mi fai anche vedere qualche foto,ok?

  • bella danny…ynwa…

  • Veramente bello Daniele e finalmente e soprattutto lo speravo una frase come dico io cioè la tua:”Per il momento posso dirmi felice di esserci comunque stato, dopotutto nella buona e nella cattiva sorte l’importante è esserci.” Il resto e questo lo dico io passa in secondo piano!! YNWA

  • Inserita nuova voce nei Red Links, ti tratta di Football Transfer, poco gossip, solo dati reali.

  • …il buon Giorgio che si muove per Liverpool senza cartina 🙂 Tranne Falkner street (rimane un mistero) non ci siamo mai persi.

    Cmq Daniele ci torneremo il prossimo anno con nuovi calciatori, un nuovo allenatore e PROSPETTIVE DI GRANDE LIVERPOOL!!!

    ps. magari non a dicembre però 🙂

  • Ronny, il problema è che Daniele cancella le foto dove non viene bene. Quindi si sono quasi dimezzate.. 🙂

  • Il sosia di Sid Vicious se la tira un pò ….

  • Ma non era John Terry??? 🙂 Se gli dici Sid Vicious lo fai contento.

  • GRANDE Daniele.

    Ciao!

    YNWA

  • Another fantastic account of a members visit to Liverpool, I am only sorry Daniele that you saw what was probably the worst match Liverpool have played for years!!! I apologise on behalf of LFC. Also Danny, the weather did not help your cause. Speriamo che,next time you go, the sun is shining and Liverpool play as we all know they can.
    It might be a good idea if some one can get to-gether all the reports of the members visits to the magical city and compile a book of all their experiences. I would imagine it would be a best seller amongst all the Reds Fans.
    Ciao Tutti YNWA Charles

  • Welcome as ever Charles!! Ciao…YNWA!

  • Un pò del Liverpool Italian Branch sulla pagina di facebook LFC TUBE http://www.facebook.com/pages/LFC-Tube/257025930523?v=photos&ref=ts#!/album.php?aid=376530&id=257025930523

  • x Ronny: quand te voeret!

    x Roberto: bella te!

    x Stefano: però una vittoria o quantomeno la convalida del goal di Skrtel (cosa impossibile visto il fuorigioco multiplo) sarebbe stata cosa più gradita!

    x ElMasche: finalmente Anfield ha avuto l’onore di conoscermi dal vivo! 😀

    x Giorgio e Paolo: no ma, andate pure avanti, eh. 😀

    x Charles: Woy confirmed your opinion about the worst performance of the season (although IMHO this was probably one of the worst ten games EVER). The weather was fine (5 degrees more than my hometown), no wind and no rain; ‘twas just a very little bit foggy. Our main fear was the game off (and flights as well!) and I really wanted to watch Stevie G playing live but it wasnt 100% sure. Everything seemed to be alright until Wolves’ goal…You know the story then. However, concerning your idea to put our own experiences together in a book, that would be grand! Cheers

    YNWA

  • Grande Dan, mi aggiungo anche io ai complimenti, hai una bella capacità narrativa! Manco voglio immaginare cosa tu possa aver combinato in quel di Liverpool, poi stavi co Giorgione, capirai!!ahahahah che coppia d’assi! 😉

  • Grazie Matthew, anche se in tutta sincerità ho buttato giù quel pezzo velocemente, senza rileggerlo e con 38,6 di febbre, quindi non esattamente al top della lucidità.

    Ho omesso particolari molto più interessanti della partita, come quando a Stansted il metal-detector rilevava continuamente qualcosa nel mio bagaglio a mano ma nessuno capiva cosa: morale della favola, si trattava di una ciambella cioccolato e cannella che mi avevano regalato all’ostello, il che ha scatenato le risate a profusione degli addetti ai lavori, evidentemente abituati a trovare bombe a orologeria nelle torte.

  • Anche se un bel po’ in ritardo, eccomi anch’io: GRANDISSIMO Danny! 🙂
    Mi fa davvero piacere che ti sia potuto finalmente godere “definitely the best city in the world”. Poi io e te ci sentiamo meglio che mi devi raccontare un po’ le tue impressioni sul Merseyside 😉

    E Giorgio, beh, il nome è una garanzia… grandi ragazzi!