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This Is Anfield
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WHEN I HAD JOURNEYED HALF OF OUR LIFE’S WAY…

Anfield, il mito decaduto di una fortezza oramai non più inespugnabile.

Is this the real life? Is this just (bad) fantasy? Caught in a landslide, no escape from reality… Se ce l’avessero detto un anno fa, quando venivamo travolti da una pandemia come campioni del mondo in carica, e con 20 punti di distacco dal Manchester City secondo, non ci avremmo puntato neanche una sterlina, e semmai l’avessimo fatto, ora saremmo stati milionari. Ed invece 365 giorni dopo, le prime parole di Bohemian Rhapsody dei Queen sembrano perfettamente racchiudere quelli che sono i pensieri di ogni Scouser, in un mix di incredulità e disperazione per quello che sta accadendo alla nostra fantastica squadra. 

Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita…Ed ecco che anche i primi versi della Commedia di Dante Alighieri, poco prima del suo ingresso nell’Inferno ( un caso?) descrivono con surreale precisione quella ch’è l’attuale situazione del Liverpool Football Club: così come il poeta fiorentino, nel mezzo della sua tranquilla vita, si era smarrito in una selva che tutto faceva presagire tranne che qualcosa di buono, il nostro amato Liverpool, nel ‘clou’ del suo ciclo sportivo, quando avrebbe dovuto ancor di più affermare la sua superiorità nei confronti delle altre squadre inglesi ed europee, sembra esser sprofondato in una spirale che sa tanto di Inferno Dantesco, una spirale che per ora non ci mostra né la via per quello spiraglio di luce, che potremmo inseguire per uscire da questa situazione, tantomeno la fine dell’Inferno stesso, un limite al di sotto del quale potremo finalmente dire ‘peggio di così impossibile che vada’. Siamo nel bel mezzo di un limbo in cui non sappiamo se andrà meglio, o se potrebbe incredibilmente andare ancora peggio.

La formazione titolare, che finalmente vede Jota in panchina.

E’ questo il Leitmotiv della stagione degli uomini di Jurgen Klopp, di quegli stessi ragazzi che l’anno scorso ci avevano fatto riempire il petto d’orgoglio, e che quest’anno sembrano essere sotto incantesimo. E ieri sera, per l’ennesima volta, questo motivo conduttore si è ripetuto e noi tifosi abbiam dovuto guardare i nostri giocatori cadere per la quinta volta consecutiva, IN CASA, in quel di Anfield che prima era una fortezza tanto inespugnabile da essere paragonato a Troia…Ma che ora sembra esser caduto definitivamente con gli avversari che hanno trovato i…”Rispettivi cavalli”, e dunque il Liverpool perde ancora, con il risultato di 0-1, contro un più che mediocre Chelsea, che ha dato l’impressione di non aver fatto letteralmente nulla per vincere la partita ieri sera…Dunque la domanda sorge spontanea, è così semplice vincere a casa nostra? Basta solo questo?

In una serata che sembrava poter essere diversa, una di quelle serate magiche…Scendiamo in campo sapendo che Leicester e United hanno perso punti preziosi, con l’ottima notizia del ritorno di Diogo Jota in panchina, ci sono tutti i presupposti per fare bene; e qual è il risultato? Già nel primo tempo si intravede che invece sarà una di quelle partite a cui spesso siamo stati abituati negli ultimi mesi, con il Chelsea che prima passa in vantaggio con un gol di Werner, poi annullato per fuorigioco ( e se l’avessero annullato a noi…) poi segna per davvero e il gol di Mount nessuno può annullarlo…Non tiriamo neanche una volta nello specchio e la prima frazione termina 0-1.

Alisson, chiamato ancora una volta a molteplici interventi.

Non solo il primo tempo termina 0-1, ma anche il secondo, che vede un Liverpool che non impensierisce MAI il Chelsea, e che può recriminare solo un rigore non concesso dall’arbitro, che sembrava abbastanza lampante da casa ma che già più volte in Premier League è successo non venisse dato, e certamente non solo al Liverpool Football Club. Morale della favola? Altri 3 punti persi per la via, il quarto posto che si allontana, e ci si aggiunge anche un’inspiegabile sostituzione di Salah al 60′ minuto, che lascia tutti di stucco ( compreso il suo procuratore).

Nessuno di noi un anno fa poteva immaginare questo, così come nessuno di noi ora sa come e quando terminerà questa situazione, c’è chi ci crede ancora, così come c’è chi non vede l’ora sia maggio per scrivere la parola fine sotto questo brutto capitolo della nostra storia, io semplicemente penso che anche noi, prima o poi, come Dante…”Usciremo a riveder le stelle”.

di Nicola Avolio

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