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Welcome to heaven

di Francesco Santoleri  

Francesco Santoleri

Cielo grigio. Pioviggine fastidiosa che viene giù. Io, Andrea, Mario e Tiziano siamo gli ultimi a scendere dai gradoni d’acciaio dell’aereo. Mi guardo intorno, c’è solo asfalto. Un addetto ai lavori ci dice con un indistinguibile accento scouse di allontanarci dalla pista d’atterraggio, ma noi siamo lì, immobili, pietrificati, incapaci di reagire. I nostri guardi si incrociano senza troppo interesse, siamo troppo emozionati nel guardarci intorno. Troppo emozionati nel goderci questo momento. Pian piano torniamo coscienti e decidiamo di scattare qualche foto, ma il signore di prima ci ordina con aria seccata di andar via. Entriamo all’interno dell’aeroporto e, sbrigata qualche commissione, usciamo subito. La scritta enorme sulla vetrata mi aiuta a rendermi conto della situazione: non posso crederci, sono fuori dal John Lennon Airport!
Descrivere delle emozioni così intense è pressoché impossibile, non ci sono aggettivi che rendano la gioia e l’eccitazione nel vedere l’amore della tua vita. Liverpool mi ha sempre affascinato, anche prima di essere un vero e proprio supporter dei Reds: avevo aspettative molto alte, quasi idealistiche, e nonostante ciò sono rimasto stregato dalla bellezza di questa città.

Dicevo, trovarmi di fronte all’enorme scritta in onore del leader dei Beatles mi aiutava a rendermi conto della situazione. L’emozione era così grande che mi sembrava tutto perfetto: mi guardavo intorno come un bambino nel paese dei balocchi, non ancora completamente consapevole del fatto che stavo realizzando il sogno di una vita. Saliti sull’autobus per il centro, subito mi resi conto del tipo di mentalità british, distante anni luce dalla nostra. Una cultura splendida, che sento mia, fatta di rispetto reciproco, civiltà ed intelligenza. Non facevi in tempo a sfiorare qualcuno, anche il più rude della città, che subito ti sentivi dire “Sorry!”, seguito da un sorriso sincero. Insomma, un altro mondo.

Arrivati all’Albert Dock, ci dividemmo: ognuno andò nel proprio hotel a rilassarsi per un po’, prima di ritrovarci in centro per iniziare a goderci la città. Un salto al The Cavern pub era d’obbligo, così come un giretto in centro. Le ore volavano fra una pinta di birra, due risate ed il vento tagliente del Merseyside. In men che non si dica si fece sera e dopo aver “cenato” (da vegetariano con i gusti molti sofisticati ho cercato di adattarmi, ma finivo per mangiare sempre le stesse cose) in un tipico locale british, ci siamo diretti verso Mathew Street per la prima serata nella folle Liverpool. Intanto ci raggiunsero Stefano Mori, il suo simpaticissimo amico Michele, il “playboy” Chris Smith (signore di Liverpool attualmente residente in Macedonia) ed il mastodontico Stephen Andrews, un autentico emblema della cultura scouse: una delle persone più disponibili, gentili ed amichevoli mai conosciute in vita mia. Deffo. La prima serata in città è stato il preludio alla follia pura dei giorni successivi: gente vestita da giraffe, mucche, fate… ragazze senza scarpe che con un colpo secco lanciavano via le mutande da sotto la gonna… devastati che mentre camminavano pendevano completamente da un lato manco fossero monchi… gente che ballava in mezzo alla strada invitandoti ad entrare in questo o in quel locale… ladies sconosciute che, dopo aver chiesto di dove eravamo, ci hanno energicamente abbracciato e salutato con il bacio sulle guance “all’italiana” manco fossimo i loro migliori amici… sconosciuti Norvegesi che ci abbracciavano urlando non appena entrati nel Flanagan’s… insomma, provate ad immaginare il più folle degli scenari: Liverpool è ancora più folle di notte. Il mio unico rimpianto, oltre a non aver potuto seriamente approcciare con nessuna ragazza (a proposito, no comment: meno male che le inglesi erano bruttine….) a causa della lingua ancora zoppicante, è stato quello di non aver potuto mai fare una “nottata” a causa degli impegni di ogni mattina. 

Io e Ryan Babel

Già, perché la mattina successiva decidemmo di andare a Melwood, il mitico campo d’allenamento del Liverpool FC. Arrivammo in tarda mattinata, dopo aver fatto un altro giro in centro, che c’erano già una ventina di persone. Tra parentesi se non fosse stato per Mario, l’unico a riconoscere Melwood dal finestrino dell’autobus, chissà se avrei potuto scrivere le prossime righe…. comunque, mentre aspettavamo che i calciatori iniziassero ad uscire dopo aver terminato gli allenamenti, abbiamo avuto una lunga e piacevole chiacchierata con un ragazzo disponibilissimo conosciuto sul luogo. Un’ennesima prova in pochissime ore della disponibilità e della simpatia del popolo scouse. Fra una battuta ed un discorso serio, ecco che iniziarono ad uscire i primi giocatori. Iniziammo questa splendida esperienza col botto: Daniel Agger, personalmente uno dei miei giocatori preferiti degli ultimi anni. “Dani! Dani! Dani!” erano le uniche cose che riuscivo a dire mentre mi facevo largo fra la calca, poco numerosa ma decisamente “agguerrita” non appena c’era da piombarsi sui calciatori. In pochi secondi mi ritrovai lì, a tu per tu con uno dei miei beniamini, e se non ricordo male mi uscì dalla bocca un “you’re an hero” o qualcosa del genere. L’emozione era tanta. Neanche a farlo apposta, indovinate chi fu il secondo? Ryan Babel… penso sia superfluo ricordarvi per l’ennesima volta quanto lo stimi calcisticamente, no? Comunque, fra un Poulsen ed un Joe Cole, un Meireles ed un Jones, ecco che arriva il numero 23… una leggenda di questo club nonché mio idolo per ciò che è dentro e fuori dal campo, per ciò che rappresenta e per il suo senso d’attaccamento alla città… sì, proprio lui, Jamie Carragher! Io, Mario e Stefano, presi dall’euforia, iniziammo a cantare il suo coro e lui, per tutta risposta, ci guardò per un istante e si mise a ridere. Che emozione…  

Fra una cosa e l’altra si fa sera, e finalmente arriva anche il mitico Boss, Nunzio.. un Uomo con la U maiuscola, per il quale non è facile trovare un aggettivo che descriva la sua disponibilità e la sua bontà. Insieme a lui il gentilissimo Alfonso, suo amico, ci allietava con la sua compagnia sempre apprezzata. Si va in crescendo… la seconda serata si torna al centro, ma con un Nunzio ed un Alfonso in più. Stefano ha avuto anche la brillante idea di organizzare una serata in compagnia di Emma, simpaticissima scouse che ci ha deliziato con le sue battute sui mancs ed il suo accento unico. Quando la serata sembrava finita ed ognuno tornava al proprio hotel, ecco arrivare l’ultimo “flusso” dall’Italia… quella banda di matti formata da Paolo, il suo amico Stephen (semplicemente un mito!), Nicola, Felice, Davide Gilardoni …a questo punto il dietrofront era d’obbligo, così io e Mario (gli altri ragazzi erano esausti e sono tornati all’Hotel) ci siamo uniti ad una parte del gruppetto e ci siamo fiondati di nuovo a Mathew Street.

I giorni passavano velocemente, il divertimento non mancava mai… ma ecco che arrivò il giorno tanto atteso, il giorno che aspettavamo da una vita: la prima partita ad Anfield! Io e Mario ci incamminammo a piedi ed appena svoltati in un vicoletto dietro il nostro Bed & Breakfast, incontrammo due bambini che in due facevano sì e no la mia età… sentirono Mario cantare un coro, gli si avvicinarono e, con aria divertita, gli chiesero “sing it again!”. Nonostante l’impazienza alle stelle di Mario (che, continuando a camminare, ogni tanto si girava e mi urlava di sbrigarmi), trovai qualche secondo per scambiare qualche parola con quei due vivacissimi lads. Erano davvero svegli, dopo pochi secondi già mi chiedevano qualche penny!

Finalmente, dopo qualche isolato, riuscimmo a trovare un taxi che ci portò direttamente ad Anfield. Ah, tra parentesi la maggior parte dei tassisti sono tifosi dell’Everton, ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare anche qualche tifoso dei Reds, proprio come il tassista che ci stava portando nel tempio del calcio, probabilmente inconsapevole che quel viaggio per noi significava un’intera vita. Immerso in lunghi discorsi su Benitez (molto stimato a Liverpool), Hodgson (e tutti, ma dico tutti, concordavano con me nel definirlo non all’altezza della situazione) e l’Italia, quasi non mi accorsi della visione celestiale che spuntava dietro qualche casa old-style: Mario iniziò a strattonarmi furiosamente e capii subito che eravamo vicini.   

Con Shankly

Prima della partita mangiammo un boccone al volo nel The Village (misi una fretta assurda a Mario e mi spiace, ma non me ne poteva importare più di tanto di un ristorante quando avevo il mitico The Park a due passi) e poi ci recammo subito nel mitico The Park, il pub di fronte Anfield dove si ritrovano molti tifosi dei Reds prima della partita. L’atmosfera era a dir poco fantastica: fuori c’era moltissima gente ed all’interno si entrava a malapena. Un ammasso di gente impressionante e cori a non finire, uno dopo l’altro. C’era un’atmosfera di fratellanza e totale divertimento impossibile da trovare in Italia. Intanto le 15 si avvicinavano sempre di più ed iniziammo ad incamminarci per il Centenary Upper. Ci siamo, ci siamo: l’emozione era indescrivibile, il cuore batteva all’impazzata… i ragazzi mi parlavano ma io ero in uno stato confusionale, non capivo più nulla… riuscivo a stento a parlare… ci siamo… l’attesa di una vita, il sogno finalmente coronato… l’ingresso in uno stadio che ha un significato che va aldilà del calcio… ci siamo… gradino dopo gradino ci avvicinavamo sempre di più al campo, fin quando non vidi una luce alla fine della gradinata, la luce del Paradiso… ci siamo, This is Anfield!

Appena entrai mi guardai intorno scioccato, ed ancora oggi non riesco a rendermi conto di quel che ho vissuto… l’attesa durò una vita ma finalmente giunse il momento che tanto avevo immaginato, quei 2-3 minuti che valgono più di 10 Champions League… quella canzone che ha un significato molto più profondo di un semplice inno… e, da BRIVIDI, tutto lo stadio si alzò in piedi, con le sciarpe in alto, per cantare quest’inno di vita… You’ll Never Walk Alone, 4 parole che racchiudono il motivo per il quale tifo Liverpool. I trofei sono importanti, il bel gioco è importante, i calciatori sono importanti (alcuni più di altri)… ma la KOP, il You’ll Never Walk Alone, le sciarpe in alto… questo è il motivo principale per il quale tifo Reds. Durante il match mi sono sentito a casa: passione, rispetto e civiltà erano presenti nello stesso modo. Nonostante un arbitraggio scandaloso, non ho visto neanche mezza scena vergognosa. Sì, gli insulti c’erano, ma erano molto (ma molto) leggeri e fini a sé stessi, a differenza dell’Italia dove lo stadio viene preso come luogo di sfogo e dove l’arbitro è il mezzo per il proprio fine. La partita proseguiva e, nonostante un avvio poco entusiasmante, i nostri meravigliosi tifosi trovavano lo spirito per far partire un coro dopo l’altro, anche se col tempo si sono un po’ demoralizzati. La partita proseguiva e potevo notare con grandissimo entusiasmo di trovarmi finalmente, dopo 18 anni, nel posto giusto… ci ho provato a Pescara, ci ho provato a Roma, ma non ho mai condiviso la mentalità Italiana, per la vita (nella maggior parte delle cose) come per il calcio. Invece ero lì ed era bello vedere uno scouse al mio fianco che urlava “come on lads” dopo i gol presi. Era profondissimo vedere un bimbo in lontananza che aveva gli occhi lucidi, o un signore anziano che si disperava dopo la clamorosa occasione di Agger. In mezzo alla normale sofferenza per un pareggio,c’è stata anche un’immensa gioia nel poter confermare di persona le mie impressioni, ovvero che Liverpool è fatta per me ed io sono fatto per Liverpool. Ma non basterebbero dozzine di righe per raccontare tutte le emozioni di quella giornata: il delirio totale dopo il gol del pareggio del Capitano, l’incontro con Lissa Clarke – una conoscente di Stefano – ed il suo ragazzo alla fine del match, la protesta della KOP verso i proprietari Americani, uno Steward che dopo averci allontanato dalla macchina di Gerrard si è messo a scherzare con me come se fossi un suo vecchio amico d’infanzia, la birretta al the Village in compagnia del mitico Charles, membro onorario del Branch… è stata una giornata semplicemente meravigliosa.

Un’altra serata in giro per Liverpool non poteva mancare naturalmente, anche se ho avuto non pochi problemi a causa del cellulare che faceva capricci… dovetti chiedere un piacere ad un mendicante che suonava la chitarra a Mathew Street che, molto gentilmente, si offrì di prestarmi il cellulare per una chiamata. E ancora, per replicare, un giro per Mathew Street e nel centro, dove c’era ancora il delirio più totale.

La leggera malinconia del giorno dopo passò immediatamente non appena mettemmo piede dentro Anfield per fare un tour guidato molto emozionante, nel quale abbiamo avuto modo di vedere la KOP, gli spogliatoi, la sala conferenze, i corridoi di Anfield e – ultimo ma non per importanza – il museo di Anfield, strapieno di reperti storici e di trofei. Nel frattempo ritrovammo Tiziano, latitante dal post-match in poi. Non oso immaginare i problemi che il caro ragazzo ha avuto con la lingua, visto che “parla” un inglese-romano ai limiti del comprensibile, e dovette passare un bel po’ di tempo da solo… decidemmo di rincontrarci al mastodontico Liverpool One, centro commerciale all’aperto che si estenderà per qualche centinaia di metri. L’ultima sera ci raggiunsero Marco Solara e la sua ragazza, Gaia Manfredi, probabilmente per caso. Si aggiunsero alla comitiva ed andammo a mangiare tutti insieme in un ristorante cinese a Chinatown, per la felicità mia e di Stefano Mori..

Fu una splendida serata (se non contiamo il cibo), anche se la malinconia iniziava a farsi sentire… perdonatemi il paragone, ma sembravo tanto Gesù Cristo all’ultima Cena, anche perché con i capelli ci prendo..! Proprio per questo motivo io e Mario decidemmo di fare la nottata fuori e, dato che avevamo il volo alle 6.30, tornammo nel Bed&Breakfast solo per riposare un’oretta e preparare i bagagli. Andammo tutti insieme all’aeroporto ma, nonostante arrivammo un’ora prima (un po’ imprudentemente..), perdemmo il volo a causa della fila chilometrica dell’imbarco bagagli. Così, lo scenario era il seguente: Mario che aveva finito i soldi ed era sdraiato su una panchina con gli occhi lucidi ed il volto disperato; io che facevo avanti ed indietro per l’aeroporto ridendo istericamente; Tiziano, intanto diviso da noi – era andato ad imbarcare i bagagli da stiva che noi non avevamo – che pensava di essere l’unico ad aver perso il volo: lo ritrovammo seduto sulla sua valigia con le mani fra i capelli e la testa china…. Insomma, sembrava una classica scena da film tragi-comico, ma ne uscimmo fuori prendendo il volo per Napoli, tra l’altro in compagnia di Nunzio ed Alfonso. Sono tornato da Liverpool con maggior consapevolezza che è il posto perfetto per me. E’ stata senza dubbio, anzi “deffo”, l’esperienza più bella della mia vita. Aspettavo da tantissimi anni questo momento, avevo aspettative altissime, e sono rimasto ugualmente stregato dalla città e da Anfield. Il popolo scouse, calcistico e non, è a dir poco fantastico: sono di una gentilezza, un’educazione, una simpatia e una sincerità più uniche che rare. C’è una mentalità amichevole, fraterna e cordiale che mi ha stregato. Anzi, a dirla tutta sono rimasto completamente stregato da tutto, e chi mi conosce sa che sono un ragazzo abbastanza disilluso e che sa ragionare a “mente fredda”. La città di notte è un capolavoro: i monumenti, la zona dei Docks ed il centro sono illuminati ad arte, ed il panorama al tramonto è molto suggestivo ed incredibilmente romantico in certe zone.

Solitamente ritengo il rito dei ringraziamenti abbastanza banale, secondo me sta perdendo di significato… a maggior ragione, anche perché sono una persona molto sincera, credetemi quando dico che vorrei ringraziare TUTTI i ragazzi che hanno preso parte a questa meravigliosa trasferta, dal primo all’ultimo. Vorrei ringraziare anche i tanti scousers conosciuti in questi giorni, molti grazie a Stefano ed a Facebook. Liverpool è casa mia ed un giorno, che arriverà presto, mi trasferirò nel Merseyside, fosse l’ultima cosa che faccio. Deffo.

Comments

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38 risposte a Welcome to heaven

  • Deffo = ????

    Credo in Italia esistano un numero decisamente irrilevante di persone che a 18 anni siano state ad Anfield, per la prima volta, il sogno della loro vita.

  • Deffo=definitely (a intuito, s-correggetemi se sbaglio)

    Comunque…Bella Frank!

    Lads, è inutile che mi fate rosicare con i vostri (fottutamente stupendi) resoconti, io e il qui presente Giorgio ci vendicheremo (sempre se troviamo un ost*a di volo conveniente per Liv’pool – Wolves il 29 dicembre, quando si dice “la vendetta è un piatto da servire FREDDO”)

  • E’ vero !!! deffo = ????????

    Comunque ti credo sulla parola !!! Io ancora devo andarci… ma deve essere un’esperienza indimenticabile, che ti cambia la vita !!!

  • Deffo è l’abbreviazione di “definitely”, si usa molto a Liverpool. Tradotto in Italiano vuol dire indubbiamente.

  • …welcome to paperback writers…..e con quale modo!,con quale splendido modo!…molto,molto molto bello,e tanto tanto tanto dolce…………….

  • Caro Francesco, sono contento per te, per la bellissima esperienza che hai vissuto e che spero di vivere al più presto anche io. Ti ho sempre detto che al giorno d’oggi non sono molti i ragazzi che a 18-19 anni ragionano come te ed hanno la tua mentalità veramente (e non solo a chiacchiere) alternativa. Se hai la possibilità di trasferirti, non pensarci due volte, just do it. Io alla tua età ebbi un’opportunità seria per lasciare la nostra pessima Italia e non la sfruttai, non ero pronto e adesso mi sto pentendo da morire. Go, go with hope in your heart and never look behind!!!

  • FRANK:mio carissimo,piccolo (18 anni) come proprio pochi giorni fà ti ho chiamato…Frank!? DEFFO!!@@@@@@@@DANIELE FUMAGALLI: sò che lo dici simpaticamente ma ti posso garantire che con noi c’eravate anche voi e io vi avrei voulto davvero tutti là!!@@@@@ FRANK: splendido davvero,ogni commplimeto può essere superfluo per ogni volta che hai fatto il mio nome ed è dura davvero trovare qualche parola comunque sia THANKS LAD!! Hai ripercorso dei passaggi molto significativi dei nostri quattro giorni a L’pool che ad esempio io ho omesso o che per non essere esageratamente lungo (non sapendo come funziona la pubblicazione qui sul sito) non l’ho fatto. Quel tuo “SORRY” che quando ci veniva detto era di una leggerezza disarmante o quel (ricordiamolo insieme Frank) “MORNING” quando entravi,anzi stavi per entrare in un qualsiasi negozio già la security ti dava il buongiorno appena appena sull’ingresso. “MORNING e THANKS, e due tagliatissimi “CAN I HELP YOU e HAVE A NICE DAY” che ci veniva quasi “la nausea” sentendo quella gentilezza nei nostri confronti,già, perchè purtroppo in questa “nostra Italia” spesso la gentilezza non la si conosce proprio…”DEFFO!!”. Tu pietrificato dentro Anfield (ti ricordo) come me all’inizio delle scale e se non sbaglio c’eri anche tu con Michele quando dicevo “Queste scale non riesco a farle” mai avuta una sensazione simile…”DEFFO!” Quando ci tornerai e credo che sarà così anche per me allora la vivremo ancora meglio ricordandoci la prima volta saremo ancora più “SBLOCCATI” soprattutto mentalmente a viverla fino in fondo,dalla città in genere,Mathew Street,i pub The Park,Albert Pub,e altri dettagli che magari ci saranno sfuggiti e ovvio tutta la storia di Anfield ma intanto il nostro primo piede sopra “LA LUNA” lo abbiamo messo e torneremo a dire “This is Liverpool, This is Anfield, This is the place” Grazie Frank…!! Deffo Frank…Deffo!! P:s. Ci vediamo domani a Firenze ore 15 circa sarà un piacere rivedervi LADS!! YNWA!!

  • Frank dimenticavo…!?!? Liverpool ha annullato i nostri 21 anni di differenza 18 contro 39 onestamente credo che questo divario ora non esista più e anche per questo Deffo!! YNWA “piccolo” Frank!!

  • Ragazzi, ci vediamo domani, il luogo è riservato, non bisogna assolutamente divulgarlo, la mamma degli idioti è sempre incinta !!

  • Frank, racconto stupendo. Solo che adesso per colpa tua sono costretto ad andare ad Anfield il 29 dicembre, altrimenti Danny mi toglie il saluto. Ma soprattutto l’augurio è che l’unico -9 che troveremo sarà la temperatura e non la penalizzazione ai Reds.

  • Grazie a tutti per i complimenti, anche se ad esser sincero non sono molto soddisfatto del report.. una volta scrivevo benino, oggi devo decisamente riprendere la mano…

    Grazie di cuore per tutte le belle parole nei miei confronti, non me lo sarei mai aspettato… spero di vedervi numerosi domani a Firenze… 😉

  • PAOLO: nessun spetteguleeeeeezzzzz…..tranquillo infatti come hai visto me ne guardo bene!!

  • Grand Frank,sono contento per te abbia mosso il primo passo per realizzare il tuo sogno,spero che presto quelli che sono i tuoi progetti e le tue aspettative prendano forma..non lasciarti abbattere,nel frattempo,e continua a lavorare e sudare tenendo presente che l’obiettivo è realizzare il tuo desiderio.Un abbraccio fraterno.
    Matteo

  • rispetto a quello che hai scritto sulla città, la gente, l’atmosfera, la night life è verissimo e lo riscontrano tutti. Me lo aspettavo che fosse così e infatti quest’estate lo ho riscontrato nelle 2 settimane che son stato e me ne sono innamorato….

  • Che bello!!! Su Sky hanno appena fatto rivedere le immagini di Liverpool-Arsenal del 2004-05 col gol di Mellor in pieno recupero. Scusate eh, ma non so perchè, è una delle mie partite preferite.

  • Ma va Giorgio!?!? Senti una cosa non trovo niente riguardo la storia del -9 mi puoi spiegare in breve!? grazie!!

  • Stè, se non saldiamo il nostro debito entro il 15 Ottobre ci danno una penalità di 9 punti in campionato… se non ho letto male (dalle varie pagine di FB, quindi possono essere anche idiozie) la sentenza in tribunale c’è il 12..

  • grazie Frank io non trovavo niente strano ma vero!! Ma se non avevo capito male nei giorni scorsi dovrebbero essere il nuovo gruppo a pagare l’insolvenza….o sbaglio!!?

  • certo stefano, il debito lo dovrebbe pagare il nuovo gruppo

  • grazie bimbi! vi saluto per ora il turno di notte a lavoro mi aspetta…ci vediamo domani!! YNWA!!

  • Ottimo Frank… propongo la tua candidatura ai post match di Europa League hai un futuro come giornalista… lo sento anzi lo vedo… 😉 YNWA
    Sono d’accordo con te alla fine tutti noi custodiamo un ricordo magnifico di quei giorni e non possiamo fare altro che augurarci che la prossima saremo ancora più numerosi, e magari nello stesso albergo 😉 il mio TIM piange ancora… 😉

  • ragazzi io domani sera forse vengo alle 22,30….a firenze…e’ vero che non mi lasciate ma tireremo fino a notte tarda?????!!!!!!!
    fatemi sapere…vengo su apposta per stare 3-4 ore con voiiiiiii

  • Alle 22.30 sicuro saremo in giro, chiamami che poi ti lascio in compagnia dei lads… 😉

  • Grandi Frank e Stefano, due articoli bellissimi che hanno riassunto quella che è stata un’esperienza straordinaria.
    Mi fa piacere che la maggiorparte delle foto postate siano state scattate da me.
    Non ho ancora avuto l’occasione di ringraziare tutti i presenti alla trasferta a Liverpool, siete davvero delle bravissime persone e spero di potervi rivedere presto.

    Domani purtroppo, come già detto a Nunzio per e-mail, non potrò essere a Firenze causa impegni di lavoro, per cui vi auguro di trascorrere una bella giornata insieme e saluto affettuosamente tutti i presenti.

    YNWA

  • ora capisci il perche’ ci vado tutti gli anni,e probabilmente quest’anno….”faccio il bis”…

    YNWA !!!!

  • Cikko: grazie a te per la splendida compagnia e perchè no grazie anche per qualche aiuto in inglese che è sempre stato bene accetto. Grazie davvero di tutto YNWA Cikko!! E fra poco si parte per il raduno….ciao ragazzi YNWA!!

  • Sono appena arrivato e leggo con piacere il mio grande amico Frank(18 anni?)COMPLIMENTI!!Piacevole,veramente piacevole,ancora tanti complimenti,Frank,tra l’altro hai incontrato il tuo eroe,molto bene.Prima di lasciare,volevo fare gli auguri al mio MITO,oggi compie 70 anni,e mi sembra ieri.AUGURI JOHN,SEI SEMPRE NEL MIO CUORE.Situazione Reds:martedì è atteso la causa di fronte all’Alta Corte,il nostro chairman,dovrà convincere tutti che l’operazione è la migliore,incrociamo le dita lads,in caso contrario è possibile l’avvio del meccanismo di Amministrazione Controllata che inevitabilmente porterebbe una penalità di -9 punti da scontarsi in this season(forse un paio di mesi fa avevo riportato questa notizia letta da qualche parte).Inutile dire che sarebbe catastrofico,oltre al rischio elevato di una retrocessione,ci sarebbe un crollo del valore patrimoniale del ‘Pool e questo a mio parere è la peggior cosa.Meglio non pensarci,Broughton dice che andrà tutto bene,dobbiamo credere a lui,finora ha manovrato alla grande,usciremo anche da questo c…. di casino.

  • Sono le 02.00 di notte circa e sono appena rientarto a Livorno dopo essere stato a Firenze per il 2° radunono ufficiale. Grazie a tutti ragazzi per la splendida compagnia come sempre del resto e dove o potuto conoscere qualcuno di nuovo rispetto allo scorso anno. Peccato sia mancato il gruppo al completo della nostra trasferta a Liverpool contro il Sunderland ma d’altronde ognuno ha i suoi impegni e problemi. Detto questo se lo spirito di questi incontri rimarrà sempre tale siamo davvero un gran gruppo!! Grazie di nuovo per la splendida giornata…YNWA!!

  • Certo un pò meglio potevo scrivere….ihihihih!!!

  • Ciao ragazzi, grazie mille per il bellissimo week-end. Mi sono trovato a meraviglia con tutti voi, siete delle splendide persone e spero (e mi “batterò” per questo) che potremo condividere più momenti insieme durante l’anno, oltre ad un raduno annuale ed un paio di trasferte a Liverpool.

    Siete grandi, lads…

  • Un abbraccio a tutti anche da me ragazzi,grazie delle risate che mi avete fatto fare,sono stati due giorni semplicemente fantastici!!è stato magnifico conoscervi tutti di persona,spero di rivedervi davvero prestissimo!!e non sono frasi di rito!

  • Come dite a Roma Frank? “sto a rosica’”:ecco io rosico!

  • Week end splendido ragazzi. E’ incredibile vedere tante persone così diverse unite a tal punto da una grande passione da risultare così affiatati. E’ stato un piacere conoscere molti di voi e sarà bello riabbracciarvi anche a Napoli tra due settimane.

    ps. Mi dispiace non essere riuscito a salutare questa mattina il buon Stefano.

  • Bella esperienza veramente, un grazie a chi ha organizzato il tutto e un abbraccio a tutti i partecipanti, mi spiace non aver salutato Giorgio, Frank e Matthew, ma ero andato a fare colazione.

  • POST 33: Giorgio non sò se ti riferisci a me o a Iaconis in ogni caso non ti preoccupare sicuramente ci saranno aòtre occasioni!!

  • Non preoccuparti Luca figurati,non mancheranno,come dice stefano,altre occasioni! 😉

  • Luca tranquillo, tanto abiti qui dietro 🙂
    Stefanooo, mi riferivo al buon Iaconis eheheh, te ricordo di averti salutato.

    Detto ciò, ma perchè sui siti italiani escono sempre notizie un po’ fastidiose sul Liverpool?

  • Grazie mille per le belle parole del caro Tullio… e, fidati, le occasioni per rimediare all’assenza di questo doppio evento ravvicinato non mancheranno..!