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We can make it if we run

L’abbraccio di Hendo a Klopp a fine gara

Quello di cui parla Springsteen in Thunder Road é ben noto a chi ha masticato le canzoni del Boss. Per chi non la conosce, beh la canzone tratta di un percorso, la cui meta é più o meno conosciuta ma non é poi così importante.

In poche righe, il senso é raccolto tutto nell’importanza dell’andare, nell’affrontare una strada anche senza nessun porto sicuro, nel buttarsi nella corsa a prescindere di cosa si trovi all’arrivo.

Nel giorno del nostro Golden Sky, quando la tempesta é passata e tutti giustamente godono della brillantezza del cielo dei vincitori, bisogna anche aver l’onestà di fermarsi un attimo a riflettere.

A guardar indietro, al tragitto compiuto.

Perché ogni sorriso smagliante, ogni brindisi altisonante, ogni coro di vittoria levato al cielo oggi, é figlio della strada attraversata.

Le tappe le sappiamo fin troppo bene; e se tutti ricorderemo per sempre dove e con chi eravamo nella recente notte del 2 giugno, allo stesso tempo non dimenticheremo dove e con chi eravamo quando invece la notte sembrava più buia che mai e questo odierno Golden Sky di oggi era una sorta di entità astratta di dubbiosa esistenza.

Foto che racchiude un momento magico… Un bimbo che realizza il suo sogno

No, quando l’arbitro ha fischiato la fine a Madrid, non ho pensato che il Liverpool é di nuovo Campione d’Europa; probabilmente di quello ce ne renderemo conto solo a posteriori….

Ho pensato peró al freddo nelle ossa nella pioggia di Basilea; all’ultima giornata di un campionato da favola perso con 97 punti; a Kiev, a sogni interrotti e ai magoni; a Steven Capitano Infinito e a quel maledetto pomeriggio di aprile; ma anche a Wembley amaro due volte, ai sei gol dallo Stoke City, al 2009, al gol di Macheda e ad una rimonta sfumata.

Il tutto intrecciato col tempo e con la memoria, ai sacrifici economici e ai kilometri percorsi, con il retrogusto amaro ed angosciante. Madrid ha reso nobile tutto questo; lo ha spogliato della pesantezza e ne ha esaltato l’importanza.

La commozione é figlia del passato; un passato lungo e impervio che in un baleno ha scoperchiato un presente meraviglioso.

E che ha un gusto che altri non capiranno mai.

Con le cicatrici bene in vista, con il pensiero che la sofferenza è lancinante ma semina il terreno all’intensità delle belle emozioni, con la coscienza che la perseveranza é romantica e costruttiva, adesso festeggiamo.

Siamo il Liverpool.

É anche per tutto questo che significa di più.

di Dario Damico

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