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Adrian l’eroe di Istanbul 2019

 

A poco più di due mesi dal trionfo di Madrid, i Reds vincono anche la Supercoppa Europea ad Istanbul, che si conferma città che porta bene alla squadra del Merseyside. Così come 14 anni fa, nella gara più famosa e pazza della storia del calcio, il Liverpool si afferma ai rigori contro un ottimo avversario. Stavolta i rigori dicono bene al Liverpool, a differenza della Community Shield. In quella occasione, la compagine di Klopp era riuscita a mettere sotto l’avversario almeno per un tempo, andando vicinissimo alla vittoria nei minuti regolamentari, per poi avere la peggio alla lotteria dei tiri dagli undici metri. Nella partita di Istanbul, diversamente, il Liverpool ha fatto un passo indietro dal punto di vista del gioco e del giro palla, facendosi sopraffare per lunghi tratti dal Chelsea, squadra che ha dimostrato migliore qualità a centrocampo, grande pressing e ottima organizzazione tattica. Ma alla fine della fiera quello che rimarrà negli annali è che il Liverpool Football Club alza la quarta Supercoppa Europea della sua storia, confermandosi ancora una volta come la squadra di più alta caratura europea in terra di Albione, dove, tra l’altro, torna a staccare il Manchester United in quanto a totale di trofei vinti. Statistiche e albo d’oro a parte, si spera che questa vittoria possa infondere fiducia per la stagione, dove il Liverpool deve fare di tutto affinché si dia continuità ai successi in Champions e, appunto, Supercoppa. 

Il match. Klopp sorprende un po’ tutti nella formazione iniziale, spostando Gomez sulla fascia destra in luogo di Alexander-Arnold, e lasciando in panchina sia Firmino che Origi per far posto a Chamberlain, con Manè al centro del tridente. La line-up è: Adrian, Gomez, Matip, Van Djik, Robertson; Milner, Fabinho, Henderson; Chamberlain, Manè, Salah. Il Chelsea si presenta con la formazione tipo, dopo aver fatto rifiatare diversi titolari nell’esordio in Premier League. Formazione: Kepa, Azpilicueta, Zouma, Christensen, Emerson, Jorginho, Kantè, Kovacic, Pedro, Giroud, Pulisic. Nel primo quarto d’ora i Reds giocano meglio degli avversari, facendo girare bene la palla e controllando la partita, sino alla grande occasione avuta da Salah al minuto 16: a tu per tu con Kepa, l’esterno sinistro di Mo viene parato a terra dal portiere Basco. Sembra il preludio ad una gara dove il Liverpool possa sopraffare gli avversari, ma non sarà così. Il Chelsea reagisce e prende campo, i nostri sbagliano tantissimi passaggi in uscita. La pressione dei Blues porta dapprima alla traversa presa da Pedro al minuto 22, successivamente Adrian deve distendersi per impedire a Kovacic il tiro ma, infine, Giroud trova il sinistro vincente al 36esimo. Vantaggio meritato della compagine Londinese, che continua ad attaccare sino all’intervallo. Pulisic fa venire un brivido a tutti i tifosi Reds quando insacca dopo l’ennesimo errore difensivo di Gomez, ma fortunatamente la VAR segnala un fuorigioco millimetrico. Nel secondo tempo Klopp rivede la sua scelta iniziale sul trio d’attacco, tornando alle origini con Firmino. E la risposta dal campo è subito “Sim Senhor”. Pronti via, Fabinho becca il connazionale al centro dell’aria, tutto solo davanti a Kepa, Bobby tocca per Manè che sigla l’1-1. È il momento migliore per il Liverpool, che in pochi minuti va vicino al raddopio con i tiri pericolosissimi di Fabinho e Henderson. Esaurita la fiammata, gli uomini di Klopp faticano a creare gioco e a ripartire, sebbene il Chelsea non crei la stessa intensità della prima frazione. Ancora una volta, tanti errori di passaggio e tante palle perse. Merito anche della preparazione della partita di Lampard, che ha studiato le linee di passaggio dei nostri, tappando le ali ai terzini e facendo in modo che Salah fosse il più isolato possibile. L’Egyptian King è sembrato uno di quelli più in palla dei suoi, mostrando rapidità e qualità, tuttavia è stato poco incisivo.

Arriva un altro titolo ad arricchire la bacheca di Anfield

Viste le difficoltà a creare gioco, il Liverpool prova a rendersi pericoloso con i calci d’angolo, specialmente quello che porta alla doppia parata di Kepa su Mo e Virgil, con tanto di traversa sul secondo tentativo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo a 10 dalla fine. Da segnalare l’ingresso di Arnold in luogo di Robertson e di Origi al posto di Manè. Ad ogni modo, il risultato non si schioda dall’1-1 e si va ai supplementari. Al minuto 95, ecco l’episodio che sembra far pendere l’inerzia dalla nostra: uno-due ancora sull’asse Firmino-Manè e tiro sotto la traversa del Senegalese. 2-1, e squadre visibilmente molto stanche. Il Chelsea, tuttavia, riesce a rientrare in partita grazie al calcio di rigore concesso per un lieve contatto tra Adrian e Abraham. Jorginho sul dischetto, 2-2. Tutto da rifare.

Il secondo tempo supplementare è più di marca Blues, ma il risultato non cambia più. Rigori.

Per il Liverpool 5 gol su 5 (Firmino, Fabinho, Origi, Gomez, Salah), nonostante il brivido sulle conclusioni di Origi e Gomez. Adrian diventa l’eroe della serata parando il quinto rigore del Chelsea. Liverpool Supercampione d’Europa.

From Madrid down to Turkey, we won the f***ing lot!

 

di Gioele Putzolu

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