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Un pomeriggio privo di significato…

Al Vicarage Road Jurgen Klopp ripropone il modulo preferito in questa stagione dai suoi giocatori (4-3-3), con Firmino “false nine”, Hendo confermato nel cuore del nostro trio di centrocampo, e la novità Bogdan tra i pali. L’Ungherese  è infatti incaricato di sostituire il belga Mignolet, il quale ha subito un infortunio durante il match con il WBA ad Anfield. Infine, da segnalare il ritorno di Sakho al centro della difesa, dopo i maltrattamenti inflitti a Lovren da Graig Gardner Domenica scorsa ad Anfield. Big Man Benteke si accomoda in panchina. Sul fronte Watford la temibile coppia Ighalo – Deeney, prima di oggi pomeriggio 15 reti in EPL, guida l’attacco.

Match Report

Ad Adam Bogdan sono sufficienti 2 minuti appena per far rimpiangere il criticatissimo Mignolet.
Nat Clyne è aggredito sulla linea laterale da Ake, e regala con ingenuità un corner perchè si ostina a proteggere il  pallone. Dalla bandierina il cross è innocuo, ma la palla scappa via a Bodgan in modo banale e Ake ne approfitta. Probabilmente Clattenburg non vede una carica abbastanza netta, perchè Bogdan coomunque è riuscito a trattenere palla, seppur goffamente, con le sue mani. In ogni caso l’errore resta banale. e da il segno ad un pomeriggio assolutamente insensato, e deprimente, sotto tutti i punti di vista. Accusiamo vistosamente il colpo. Sembriamo imbambolati come Foreman contro Mohammed Alì. Soffriamo in ogni settore del gioco. Emre Can dimostra ormai da troppe partite di non essere capace di giocare da regista. Il turcomanno- tedesco davanti alla difesa è 100% potenza e istinto. Egli non ragiona mai. Non controlliamo mai il match. La palla non scorre, non gira mai. Emre Can va solo di forza, a testa bassa, collezionando un impressionante numero di falli idioti. Se Adam Bogdan fa rimpiangere Mignolo, allo stesso modo Emre fa rimpingere non Xabi Alonso o Stevie G, ma persino Joe Allen, quanto meno quel Joe Allen che 2 anni fa nel title challenge entrava dalla panchina per sostituire Coutinho. Sakho è in imbarazzo totale nel giocare palla, e l’aspetto demoralizzante della vicenda è che più Sakho appare goffo, più viene servito con continui e petulanti retropassaggi da parte del nostro ultra-timido centrocampo. Passaggetti della “paura” che servono solo ad esaltare in pressing dei padroni di casa.
Hendo è l’unico ad azzeccare nei primi 10 minuti un bel cambio di gioco tagliato, che pesca bene Cou, l’aggancio non è  male, ma il tiro è precipitoso, superficiale e frettoloso, come di solito il brasiliano alla minima avversità. La palla è una docile carezza per Gomes. Non bastava il nostro povero Adam Bogdan, perchè dopo 15 minuti Sakho e Skrtel ci ricordano perchè in 5 anni abbiamo  sollevato un solo Trofeo a Wembley: lancio centrale più che prevedibile per Ighalo, Sakho è poco meno che una pala eolica che gira, Skrtel è surclassato fisicamente dal centravanti del Watford, e con la solità umiltà che lo contraddistingue cerca di controllare la palla anzichè spazzarla lontano, e così l’attaccante africano deve solo incrociare alla destra di Bogdan (2-0).
GLi errori dei portiere psicologicamente sono i più difficili da accettare. Il portiere è l’estremo difensore, l’ultimo baluardo prima della resa. Mentalmente un giocatore è sempre per qualche enigmatico motivo convinto di poter sempre contare sul suo portiere. Il contraccolpo è comprensibile, la mancanza di carattere e di reazione non è giustificabile ad ogni livello di Premier e Football League, figuriamoci poi se giochi con il Liverpool Football Club.

Bogdan commette un errore sì, ma è un errore immediato.
Il tempo c’è per dare un senso al pomeriggio del Vicarage Road ma la squadra, tutta la squadra, si squaglia totalmente  calandosi le braghe.
Sarà impopolare e fuori moda dirlo, forse prevale sempre in questi casi una furia omicida, ma per chi vi scrive l’unico giocatore da Liverpool nello spirito in campo che oggi ho visto è Jordan Henderson. Sbaglia pure lui, Kapoue arriva  sempre primo sulla palla ma quantomeno si batte, è l’unico che sbraita ed è anche il solo che riesce a mettere insieme due  cambi di gioco smarcanti in tutto il primo tempo.
Il resto della squadra oggi se la fa dentro le mutande e si comporta in modo infantile. Assistiamo ad un primo tempo fatto di retropassaggi timorosi, leziosità presuntuose e arroganti, una totale mancanza di
umiltà ed incapacità di ritrovarsi ed agire in campo come una squadra. Il Liverpool invece somiglia ad un asilo nido fatto di bambini che in campo di fronte alle avversità reagiscono da bambini.
In modo infantile, presuntuoso, arrogante.
Al 32′ Bogdan è al Ko tecnico: respinge a due mani in avanti non si sa come, non si sa perchè, un pallone lungo e sbagliato che andava solo bloccato. La palla sbatte sullo stomaco dell’incredulo Deeney ma in qualche modo ci salviamo. A fine primo tempo per fortuna perdiamo Skrtel, il quale già convalescente per una botta subita in precedenza, resta a terra e chiede il cambio dopo un contatto con Ighalo. Skrtel è costretto finalmente ad uscire, si spera in un lungo stop, di certo l’unico motivo di ringraziamento nei confronti di Ighalo.
Lo slovacco è sostituito da Origi, e Lucas prende posto in difesa.
L’intervallo serve principalmente per stabilire se si può ridare significato al pomeriggio, oppure se è meglio rimettere le scarpette nella borsa e tornarsene a Liverpool.
Nella ripresa Hendo dopo un minuto cambia benissimo gioco per Moreno, il terzino spagnolo 100% istinto e 0% intelligenza calcistica, è in buona posizione, ma cade goffamente dopo aver tentato un tiro impossibile e di una stupidità sesquipedale con vari compagni ben messi in area per ricevere palla. Egli gonfia l’esterno della rete.
Subito dopo Divock Origi sovrasta bene Brithos fisicamente facendosi spazio, ma non riesce ad angolare il tiro. Sembriamo più volitivi, ma la nostra sterilità nell’ultimo terzo di campo è disarmante. Al 58′, sai che novità, Ighalo mette a sedere Sakho, mette un centro basso in area, succede di tutto, Lallana cade di
sedere sul pallone e in qualche modo ci salviamo. Due minuti dopo Lalls schiaccia di testa sul secondo palo, palla appena fuori. 5 minuti dopo su una palla filtrante Ighalo è due contro uno, ma Sakho cade ancora a terra (sai che novità), Lucas  è sciolto più di un calippo nel Sahara, e Bogdan trova un pò di consolazione in una bella parata a tu per tu. Al 65′ Hendo può dire di essere il solo ad aver costretto Gomez seriamente a sporcarsi i pantaloncini in tuffo. In giornate così è una consolazione personale, pur se magra consolazione. I nostri tentativi finiscono con un destro di Can al 71′ deviato ancora da Gomez.
Al 73′ entrano Ibe e Benteke per l’impalpabile Lallana e per il “temerario” nei contrasti Firmino ma tanto non succede più  niente, a parte il trionfo completo del Watford (3-0) con botta di Ighalo che completa l’umilizione. Nel Sud di Londra incassiamo una sconfitta meritata, in un pomeriggio insensato, insignificante ed irritante in tutto e per tutto dal primo all’ultimo minuto. In caso di lungo stop dello slovacco, possiamo e stavolta dobbiamo (seriamente e senza ironia) ringraziare Ighalo per averci azzoppato un imbarazzante Skrtel, oggi rimpiombato ai suoi vecchi standard “dei tempi d’oro”, mentre al suo fianco Sakho, seppur giustificabile per via di un lungo stop, è stato comunque un degno compagno di “merende”.
Una lode particolare anche per sua maestà dell’ottusità calcistica Moreno, e per Emre Can, protagonista di un’altra  prestazione “da regista puro”. Il povero Adam Bogdan, per il quale comunque provo tanto dispiacere, è purtroppo riuscito a generare un forte senso di nostalgia verso Mignolo, e dire che non era facile.

YNWA, Riccardo Leone

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