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Un mercoledì da dimenticare

Occasione da sfruttare per Alex Oxlade-Chamberlain e Naby Keïta

I Reds tornano a calcare il terreno di Anfield, dopo la notte strana di Champions League, nella quale un Napoli accorto, ma sempre pericoloso nella ripartenze, unita ad una prestazione non proprio convincente degli uomini di Klopp, ha costretto la squadra a riacciuffare un pari sofferto, lasciando un ultimo turno complicato, a Salisburgo, dove ci si giocherà sia il passaggio del turno che il primo posto. L’aria fresca della Premier e il fortino casalingo possono dare linfa ad una squadra apparsa stanca dai numerosi impegni ravvicinati e dal poco turnover regalato da Klopp ai giocatori di maggior qualità. Nel Merseyside arriva il Brighton di Graham Potter che nelle ultime sette di campionato non conosce mezze misure, tre vittorie e quattro sconfitte, le ultime due consecutive contro Manchester United e Leicester e che in trasferta ha una striscia di quattro sconfitte consecutive aperta, con solo 2 gol fatti e 11 subiti. Sulla carta dovrebbe essere un impegno agevole per la capolista imbattuta, ma si sa che le partite contro squadre che sanno rompere il ritmo del gioco e cercano di impostare la partita molto sul piano fisico, i Reds fanno fatica a sviluppare i propri principi di gioco, riuscendo a trovare il risultato più con la giocata individuale che con azioni corali. Sarà importantissimo essere concreti e trovare la qualità nei pochi spazi che la squadra del sud dell’Inghilterra concederà, soprattutto perché il piano gara sarà il più possibile difensivo, viste le imbarcate subito nelle ultime partite. Proprio per questo motivo Klopp potrebbe decidere di configurare un centrocampo con mezzali di inserimento, dando spazio a Oxlade Chamberlain, positivo nel suo spezzone di mercoledì sera e magari riportando Wjinaldum nel suo ruolo naturale, con Henderson in mediana, anche se la scelta fatta contro il Napoli è stata contraria. Scelta fatta per cause di forza maggiore, visto l’infortunio non proprio leggero di Fabinho, totem del centrocampo in questa stagione, che è uscito con una caviglia malconcia e dovrà stare fermo praticamente tutto dicembre, saltando anche il mondiale per club.

Brutta tegola su Fabinho

 Assenza pesante vista la qualità del giocatore, ma forse non così grave nell’ottica della squadra, in quanto il reparto di centrocampo è quello più profondo e con alternative sicuramente valide, in grado di sopperire ad un’assenza comunque pesante. C’è il vecchio Milner e ci potrebbe essere il ritorno dell’oggetto misterioso Keita, ancora lontano dalle prestazioni fornite con il Lipsia e che avevano fatto decidere a Klopp di spendere parecchi soldi per portarlo a Melwood. Dietro dovrebbe ritornare Alexander Arnold, anche perché Gomez si è dimostrato ancora una volta incosistente nel ruolo di terzino e in generale come alternativa difensiva, mentre Lovren, salvatore della patria contro il Napoli, farà coppia ancora con Van Djik, stante l’assenza lunga di Matip. Proprio Van Djik è chiamato a dare una scossa alla sua stagione, che dopo le scintille della scorsa, sembra essere iniziata un po’ in sordina per gli standard a cui ha abituato il popolo Reds. Robertson ha pochissimi sostituti e pur non al 100% dovrà scendere ancora in campo, anche se l’idea di Milner in quella posizione non è da scartare del tutto. Davanti il trio delle meraviglie è apparso un po’ sotto par contro il Napoli, soprattutto Salah, avulso dal gioco e molto falloso nella partecipazione al gioco. Klopp però fa fatica a tenerlo fuori, soprattutto ad Anfield e pertanto dovrebbe riproporre i soliti tre, con Origi pronto a dare il cinque a quello più stanco o a entrare a sorpresa nell’undici titolare, visto anche il mancato utilizzo in Champions League e le numerose partite in poche settimane che aspettano il Liverpool da qui a inizio 2020. Il Brighton ha sempre perso nelle ultime sei contro il Liverpool e non ha molte carte per impensierire i vice campioni di Premier, soprattutto ad Anfield, ma la forma attuale non concede facili previsioni e pur avendo un notevole vantaggio sulle inseguitrici, non bisogna perdere punti in partite sulla carta molto alla portata, anche in virtù di quanto visto la scorsa stagione. Leicester, Chelsea e soprattutto il City sono prontissime ad approfittare di ogni passo falso e la partita di domani è proprio la classica trappola pronta ad esplodere in faccia a Klopp e ai ragazzi. Perciò piano di gioco aggressivo, ricerca degli spazi dove far male, sia laterali che centrali, movimento continuo, pressing ed equilibrio difensivo, i soliti principi che hanno portato il Liverpool a dominare questa prima parte di Premier, magari alimentati dall’urlo di Anfield, troppo silenzioso e poco partecipe nella sfida contro il Napoli. In questo momento tutti devono fare la propria parte e gli Scousers devono far sentire ai Seagulls cosa significhi giocare in una bolgia. 

di Teo Peruzzi

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