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UN CALCIO ALLA PAURA

La parentesi internazionale è andata in archivio, ma sembra passata un’era geologica dall’ultima gara di Premier  con il Crystal Palace, adesso si torna a giocare per ritrovare la normalità e magari anche la voglia di tornare allo stadio e vedere prendere a calci un pallone.

La sosta precedente è servita al Liverpool per digerire la cacciata di BR e metabolizzare la new entry di J. Klopp che così ha potuto, non senza difficoltà, prendere consapevolezza del materiale a sua disposizione e iniziare senza grossi rischi la sua nuova vera sfida lontano da Dortmund.

Dopo questa sosta è lecito attendersi un salto di qualità da una squadra che comincia a riconoscersi nella nuova guida e che sta esprimendo sul campo il suo carattere e le sue idee, l’inizio con Tottenham e Southampton è stato per così dire prudente, con una serie di pareggi senza infamia e senza lode, un acuto di grande effetto a Londra (bisogna dire contro il fantasma di una squadra…)   per chiudere la tornata con un’inattesa sconfitta che ci ha spento il sorriso e costretti a ricrederci sulla possibilità di una pronta rinascita.

Adesso inizia il vero campionato di J. Klopp che si sta preparando ad affrontare il momento più delicato della stagione consapevole che, nel filotto dei prossimi 11 match da qui all’inizio dell’anno prossimo fino al termine della mitragliata di partite che contraddistingue il campionato inglese nel periodo delle festività, si fa la sorte del Liverpool stagione 2015/2016.

Certo si inizia nel modo più rischioso affrontando nella tana dell’Etihad la squadra capolista, con  l’infermeria piena come un autobus all’ora di punta la sfida sulla carta sembrerebbe assai difficile, ma qualsiasi sarà il risultato, sia nella buona che nella cattiva sorte invito tutti a mantenere sobrietà nei giudizi perché il lavoro del nuovo manager non sarà né facile né breve,  e non è questo il momento di trarre conclusioni, serve calma e pazienza certosina.

Ciò non vuol dire che ci accontentiamo di galleggiare in zona off limits della parte alta della classifica, credo fermamente che con qualche aggiustamento i Reds potranno aspirare al quarto posto, ma credo ancora di più, date le caratteristiche del tecnico, che qualche migliore soddisfazione ce la possiamo togliere in Europa League.

Intanto vediamocela con i Citizens di Manuel Pellegrini, “l’ingeniero” cileno, uomo di classe che alle parole preferisce i fatti (non a caso da buon sudamericano elabora puntigliosamente gli schemi difensivi lasciando all’estro degli attaccanti e trequartisti libertà di azione) e del moccioso indisponente e irriconoscente, ma assai talentuoso Sterling, libero di esprimere tutte le sue qualità scorazzando da metà campo in su.

Dallo Swansea in poi speriamo nel rientro, anche alla spicciolata, degli illustri infortunati Henderson e Sturridge purtroppo però  molti altri sono ancora ricoverati nel reparto lungodegenti, e poi speriamo nel mercato riparatore di gennaio per un buon centrale di difesa, un regista e, se non si sveglia Benteke, un buon attaccante.

Concordo con il pensiero di Klopp e dico che questa squadra non va rivoluzionata, ma va rigenerata pezzo per pezzo, lavoro più difficile rispetto ad una rivoluzione e ricostruzione, però gli esperimenti richiedono tempo e anche il rischio di qualche randellata in faccia, ma alla fine i risultati arrivano e forse anche senza attendere troppo.

Sono convinta che siamo sulla strada giusta per costruire una formazione che possa competere con le big della Premier….basta solo un pizzico di fortuna.

YNWA

Federica Varotto

 

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Una risposta a UN CALCIO ALLA PAURA

  • Purtroppo le gravi assenze mi lasciano poche speranze per la gara col city. La speranza è l’ultima a morire, però…….