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Twist and shout

Domenica mattina prende subito l’odore di caffè e di omelette che giungono dal piano strada, apri la finestra e volgi lo sguardo verso la Mersey. Migliaia di candidi e bianchi fiocchi di neve scendono giù lievi e aggraziati, pronti ad armonizzare questo dicembre preparandolo all’atmosfera del santo Natale. Chiudi la finestra dopo essere rimasto estasiato per qualche istante, perché il vento gelido taglia in due e il tuo naso è già paonazzo ed umidiccio. La manica del pigiama tampona e riscalda, poi decidi di mettere in funzione la vecchia moka, ma mentre passi in salotto per dirigerti in cucina l’occhio cade su quella sedia dove hai lasciato cadere il cappotto e la sciarpa solo qualche sera prima. Quindi cambi idea, decidi che uscire di buon mattino aiuterà a smaltire la tensione, che la neve pulirà ogni pensiero negativo. Doccia bollente, veloce, con l’acqua calda che risana il tuo naso e scorre brutale sul tuo viso. Alzi il volto per sentirla cadere giù ancora più violentemente, poi una scrollata, sei quasi pronto. Infili le scarpe, prendi il cappello, la sciarpa rossa e la passione, quella che ti porti dietro ogni volta.

Appena ti sbatti alle spalle il portone la città bianca ti abbraccia, sporcata in ogni angolo di macchie rosse e blu, quelle che convivono, ma non si fondono mai. È il giorno del derby, il derby del Merseyside. Le tv nei locali già non parlano di altro, nominano i Fab Four, quelli che Klopp ha detto bene di non osannare, e sponda toffees, si nomina l’ormai tornato Rooney.

Tu vorresti solo girarti… E gridare. Si twist and shout per allentare l’inquietudine ed ogni altra forma di turbamento. Ordini un caffè, lungo e senza zucchero, e delle scramble eggs, ingerisci tutto senza timore e ti alzi. Il tragitto non è poi così lungo e il tempo che ti divide dalla partita è ancora troppo. Così passeggi, sotto la neve, guardi la tua città, ne ammiri ogni strada e ascolti i discorsi di ignari passanti che non si distaccano mai dal match del pomeriggio. Ed è di nuovo twist and shout. Le ore passano mentre il freddo la fa da padrone, entri nel pub di sempre, lanci qualche spiccio al barista prendi una birra ed un panino, ma non ti siedi, decidi che dare morsi mentre sotto gli occhi ti scorre una Liverpool imbiancata è di per se più romantico. Mentre il panino finisce e dai un’ultima sorsata alla birra, sei arrivato su Anfield Road, tiri fuori la member ed entri. Il freddo non lo senti neanche più, ormai che sei entrato a regime nel clima pre derby. Le solite facce amiche con cui scambiare opinioni e poi in piedi per il momento dell’inno. La partita si mette bene, il Liverpool non gioca affatto male e il solito Salah mette dentro l’1 a 0. La Kop esplode ed il tuo cuore anche, sai che dipingere quella città di rosso è l’obiettivo più importante di oggi, più di quel derby sorteggiato in Fa Cup, perché il Chelsea di Conte ha perso e puoi agganciare il terzo posto. Twist and shout.

La partita scorre non senza emozioni. Poi Manè che non passa la palla impedendo un facile e scontato due a zero, ti fa salire la rabbia, nonostante sia uno degli acclamati Fab Four. Twist and Shout. Il rigore regalato all’Everton è un calcio in bocca al bel gioco, socchiudi gli occhi e stringi i pugni. Pensi se sarà possibile perdonare un ingenuo Lovren che però non commette fallo. Alla fine capisci che a Lovren avresti davvero tante cose da perdonare. Twist and Shout. Rooney sul dischetto. Twist and Shout. Il fischio dell’arbitro. Twist and Shout. Il Goal. Twist and Shout. Di nuovo. Roneey esulta e tu cadi stremato sul tuo seggiolino. Non ci voleva. Ma la partita continua ed i minuti scorrono lenti. Ci avviciniamo ai minuti finali ed un Coutinho oggi subentrato in corsa tira un ottimo calcio piazzato. È l’85esimo e la parata di Pickford toglie ogni sogno di gloria e ti fa urlare di nuovo. La partita finisce 1 a 1, un pareggio che lascia un po’ di amaro visto che i Reds oggi non hanno concesso nulla, solo qualche leggerezza e un po’ di sano e puro egoismo. Vedere segnare Rooney a casa tua, con l’odio che contraccambiate quello che si che è di nuovo da Twist and Shout. Ma oggi è andata, ti tieni il tuo quarto posto in classifica e sali i gradoni dello stadio per tornare verso casa. L’uscita da Anfield ha sempre quel qualcosa di quasi commovente, ma oggi, si oggi  più che mai, vedere quelle strade imbiancate riempirsi di gente che si riversa su di esse direttamente dai seggiolini e le dipinge di rosso ha un sapore soave. Quest’immagine ti calma, ti tranquillizza. La tua roccaforte è colorata di rosso, lo sarà sempre. La tua città oggi, e in ogni derby, canterà forte e colorerà le strade, sarà fiera  sprezzante ed orgogliosa. Ogni maledetta volta. Allora ancora twist and shout ragazzo mio… Ma che sia il grido imponente di un inno di gloria.

Anna Cencia

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