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Tutto rinviato.

Lo stacco poderoso di Dejan.

Penultimo match del girone di Champions, ad Anfield va di scena il ritorno contro il Napoli. Inutile dire che questo per il sottoscritto non è un match come gli altri ma, emozioni a parte, si tratta di una partita in cui i Reds avevano assolutamente bisogno di vincere. Vincere stasera significava chiudere il discorso qualificazione con un turno di anticipo, cosa fondamentale per due motivi: primo, perchè ci avrebbe consentito di concentrare tutte le energie sul campionato, ma soprattutto sul mondiale per club ormai alle porte; secondo, perché ci avrebbe evitato una terribile trasferta a Salisburgo contro una squadra che in casa ha perso una sola volta (proprio con il Napoli) in circa 70 partite. Giocare a Salisburgo con la qualificazione già in tasca sarebbe stato un vantaggio enorme dal punto di vista sia fisico che mentale. La gara di stasera poteva alla vigilia sembrare semplice, dato il momento disastroso dei partenopei vittime di un mix micidiale di non gioco, crisi di risultati, allenatore in confusione e tensione tra calciatori e società, ma è anche vero che il Napoli è stato sempre un osso molto duro per il Liverpool, vuoi perché forse le caratteristiche degli azzurri sono ostiche per i Reds, vuoi perché tra le pochissime cose che Ancelotti ha indovinato a Napoli c’è proprio la tattica da schierare contro Klopp. Ma veniamo alle formazioni schierate stasera. Liverpool: Alisson, Lovren, Gomez, Virgil, Robertson, Fabinho, Hendo, Milner, Manè, Salah, Firmino; Napoli: Meret, Manolas, Maksimovic, Koulibalì, Mario Rui, Di Lorenzo, Allan, Ruiz, Zielinski, Lozano, Mertens. Al primo affondo passa in vantaggio il Napoli: lancio lungo di Di Lorenzo, che pesca sul filo del fuorigioco Mertens, che approfitta della dormita dei Reds e da posizione molto angolata infila l’angolo più lontano. Ritorna l’incubo Napoli per il Liverpool, che non riesce a scuotersi dal torpore. I segnali di risveglio arrivano solo al minuto 40, quando una splendida triangolazione tra Manè e Firmino porta Sadio a mettere un ottimo pallone in area, ma libera Koulibali. A pochi secondi dal fischio finale Milner indovina una bella serpentina, ma Meret non si fa cogliere impreparato sul primo palo e respinge. Si chiude la prima frazione col Napoli in vantaggio, il Liverpool lento e deludente e anche un Anfield decisamente poco coinvolgente. Inizia la ripresa e i ritmi continuano ad essere bassi, ma al minuto 54 una palla che sfugge dalle mani di Meret finisce sul piede di Firmino che calcia a reta, ma Koulibalì salva sulla linea. Con poco ritmo il gol può arrivare solo da palla inattiva ed infatti così accade al minuto 65. Corner dalla destra e Lovren stacca benissimo, approfittando anche della scarsa altezza di Mertens, ed insacca il gol del sospirato pareggio che risveglia un Anfield narcotizzato. Mancano 25 minuti più recupero e sembra che i Reds siano pronti all’assalto, ma purtroppo la velocità scarseggia, si cercano tanti cross dalla destra che finiscono tutti tra le braccia di Meret e non si creano vere occasioni, nonostante un netto predominio e un possesso palla quasi totale. Vacilla il Napoli negli ultimi 15 minuti, ma resta compatto e chiude tutti i varchi. I minuti scorrono veloci e si arriva al fischio finale che sancisce l’1-1 dopo una partita con pochissime vere occasioni ed i due portieri quasi disoccupati. Questo risultato fa molto comodo solo al Napoli, ormai ad un passo dalla qualificazione, mentre complica le cose al Liverpool, che ora sarà atteso da una vera e propria battaglia a Salisburgo. E’ vero che avremo 2 risultati su 3 a disposizione, ma i ragazzi terribili del Salisburgo saranno da prendere con le molle. Ci attende un dicembre molto impegnativo, ma pensiamo una gara alla volta.

Armando Todino

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