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Tre punti in inverno per rivederci in primavera

 

Di nuovo ad Anfield per chiudere il discorso

 

Diciotto mesi fa sarebbe potuta essere la finale di Champions League, oggi è un crocevia piuttosto decisivo per il passaggio del turno nella stessa manifestazione. Liverpool-Ajax non è mai banale: come quella volta nella stagione 1966-67 quando i lanceri bastonarono i reds all’Olimpico, lo stadio delle Olimpiadi del 1928, e passarono il turno pareggiando poi ad Anfield per 2-2. Un risultato che potrebbe anche andare bene agli incerottati uomini di Klopp, che sul litorale di Brighton hanno perso pure Milner, inesauribile jolly, e questa sì che è una tegola. Klopp annuncia che mancano poche settimane al rientro di qualche pezzo pregiato, ma per questa sera ad Anfield (a proposito, in vista un ampliamento di 7.000 posti della Anfield Road Stand), ovviamente ancora deserto, si contano ancora le assenze. L’Ajax, superato l’agevole Emmen nel weekend di Eredivise con un rotondo 5-0, si presenta con un Gravenberch in palla: il classe 2002 è uno dei prodotti più interessanti e in vista del panorama europeo. La discordanza di prestazione tra un match e l’altro, con il Liverpool splendido killer del Leicester, irriconoscibile con l’Atalanta, e bello solo a metà col Brighton, sparge curiosità sulla quinta giornata di Champions League, che chiama i campioni d’Inghilterra a incamerare i tre punti per chiudere il discorso.

Domenica, sempre ad Anfield, arriverà il Wolverhampton, un altro brutto cliente, e i tanti assenti impongono ai nostri di continuare a stringere i denti. Ciò che è emerso in questo complicato inizio di stagione è l’arma che il Liverpool ha sfoderato: quello spirito di squadra di certo da sempre nel dna del club, ma che sino ad oggi viaggiava in disparte, sovrastato dalla grande brillantezza sul campo di chiunque venisse coinvolto. Quando alla nave mancano invece bellezza e continuità, possono accadere due cose: o entra acqua da qualsiasi parte e si affonda, oppure ci si tende la mano a vicenda e si resta a galla. Il Liverpool ha scelto questa seconda opzione, quasi provincializzandosi e ottenendo ugualmente punti che lo tengono in testa alla Premier e in corsa in Europa. Orsù dunque, togliamoci il primo sassolino: rivedere le maglie rosse in febbraio ancora in corsa nella competizione per club più importante. Augurandoci soprattutto che in quel momento sia agli sgoccioli anche questo lungo inverno di emergenza sanitaria in cui siamo sprofondati.

di Stefano Ravaglia

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