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The (former) Champions

di Matteo Paradiso

La Kop, come spesso purtroppo accade, anche stasera è l'unica vera nota positiva.

La Kop, come spesso purtroppo accade, anche stasera è l’unica vera nota positiva.

Ad Anfield si respira l’atmosfera delle grandi occasioni: il Tempio, tirato a lucido, lustrato e sempre magnifico accoglie due delle squadre più vincenti di tutti i tempi, il Liverpool e il Real Madrid, in una serata di Coppa che da troppo tempo mancava da queste parti. I giocatori scendono in campo e l’atmosfera è mozzafiato: il You’ll Never Walk Alone si lega con un’armonia quasi perfetta, quasi magica all’inno della Champions che risuona maestoso e che fa vibrare i 45,000 cuori raccolti intorno a quel rettangolo verde.

Il Real, orfano di Bale e di Ramos, schiera Casillas; Marcelo, Pepe, Varane e Arbeloa in difesa; Kroos, Modric, James e Isco a sostegno di Ronaldo e Benzema. Il Liverpool invece risponde con Mignolet; Johnson, Skrtel, Lovren, Moreno; Gerrard, Henderson, Allen; Balotelli, Sterling e Coutinho.

Pronti via e il Liverpool sembra essere partito con il piglio giusto. I ritmi sono alti, il pressing è costante, il Real sembra intimorito. Sono i Reds infatti ad avere in mano il pallino del gioco per i primi 15-20 minuti, ma purtroppo la drammatica differenza rispetto allo scorso anno è lì sotto gli occhi: non si concretizza, non si conclude, e i 16 metri terminali restano un’oasi di sterilità per gli 11 di Rodgers.

Al minuto 23’, Ronaldo mostra cosa significa avere dei campioni in squadra che possono svoltarti la partita: scambio bellissimo tutto di prima con James, Lovren cicca, Skrtel sembra poter ostacolare il portoghese che però si inventa uno stupendo tiro che beffa Mignolet sul palo lungo: il Real, con il primo tiro della partita, passa in vantaggio con una genialata di un giocatore veramente immenso, alla sua prima rete ad Anfield, dove non aveva mai segnato finora.

Il Liverpool a poco a poco si sgonfia, non ha più quel piglio e quella verve dei primi minuti. Siamo al minuto 27 quando Benzema serve ancora Ronaldo che da fuori area manda di poco a lato. Ma è solo questione di tempo prima che il Real chiuda i conti: i Madridisti alzano il ritmo e trovano il raddoppio al minuto 29, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Kroos serve Benzema, solita amnesia difensiva di Johnson e il francese incorna per il 2-0 sull’incolpevole Mignolet.

Il Liverpool non riesce proprio a scuotersi. Coutinho e Sterling sembrano in palla ma le loro fiammate non trovano in Balotelli il sostegno che meriterebbero, cosicchè si trovano a predicare nel deserto, e la manovra del Liverpool risulta non essere altro che uno sterile possesso di palla. E’ invece Ronaldo che ancora al 37’ si rende pericoloso con un tiro cross che Mignolet in qualche modo smanaccia.

Ma il Real mette in cassaforte la partita al minuto 40 quando Skrtel e Mignolet pasticciano su un angolo andando tutti e due letteralmente addosso a Pepe, la palla carambola su Benzema che firma la sua doppietta personale e condanna il Liverpool al passivo di 0-3, con gli incubi della notte romana negli occhi e di una goleada che ormai non è più così remota.

Il Liverpool, spinto da un Anfield meraviglioso, prova a reagire al 43’ quando Balotelli mette in mezzo per Allen che manda di pochissimo a lato. Anche la sfortuna ci si mette, quando due minuti dopo un magnifico tiro di Cou si stampa sul palo: è l’occasione che chiude il primo tempo.

Rientrano le squadre e Lallana prende il posto di Balotelli, tuttavia la musica non cambia: possesso di palla Liverpool sterile e ripartenze potenzialmente letali del Real: al 48’ James sugli sviluppi di un contropiede prova a una conclusione a giro sul palo lungo che termina alta. La partita scivola via seguendo questo leit motiv, Liverpool bloccato e Real che rispettoso e impietosito decide di non infierire limitandosi ai contropiede, come quello del 63’ che su errore di Johnson porta Ronaldo praticamente a tu per tu con Mignolet, con il belga che si salva in angolo. Girandola di cambi, con Can e Markovic che prendono il posto di Henderson e Cou, ma succede poco altro: degno di nota solo il magnifico, come al solito, You’ll Never Walk Alone che si eleva dalla Kop al 90’, quando Rizzoli decreta la fine delle ostilità.

Il Liverpool sembrava aver approcciato la partita in modo giusto e con un buon piglio, ma purtroppo giocare senza punte non aiuta. Borini e Lambert mai utilizzati, Sturridge infortunato, lasciano il peso dell’attacco sulle spalle di Balotelli, che sta dimostrando di non poter reggere da solo il reparto offensivo. E viene da domandarsi chi abbia deciso di scartare Remy (usando la sempre buona scusa della visita medica) per prendere una punta che in realtà punta non è come Balotelli, e con come alternative due giocatori che è evidente che non godono della fiducia del manager. Domande che purtroppo, in questa triste serata, sono destinate a restare senza risposta. Purtroppo, il Liverpool ad oggi è ancora lontano dal potersi definitivamente  togliere di dosso l’etichetta di nobile decaduta.

YNWA

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4 risposte a The (former) Champions

  • Poco,pochissimo da fare contro uno squadrone del genere…la partita era in bilico,nn stavamo giocando malissimo,poi se in quella squadra c’è un mostro con la numero 7 che si inventa quello che si è inventato c’è ben poco da fare,giu’ il cappello e applausi a loro…detto cio’ sapevamo che potevamo andare incontro ad una brutta batosta,ora riprendiamoci le posizioni di alta quota in Premieri,la partita cn l’Hull è un crocevia fondamentale,in caso di vittoria ci rialziamo,in caso di mancata vittoria potrebbero aprirsi spiragli di una stagione inquietante…quindi supportiamo la squadra…YNWA

  • Che Lambert e Borini non giochino mai è assurdo. Brendan non può preferire di giocare senza un reparto, cioè l’attacco, solo perché i due non gli piacciono. Se io non posso avere una Ferrari, cosa faccio? Uso una macchina più scarsa o cammino a piedi?

  • Antò per battere l’Hull ci vogliono gli attaccanti di ruolo, non 8 centrocampisti e 13 terzini. Abbiamo Borini e Lambert, questo ci passa il convento e Brendan con questi deve giocare, prima lo capisce e meglio è. Lo sappiamo tutti che non è colpa sua se gli hanno venduto Suarez, quindi usasse quello che ha a disposizione anche se è poco. Ma poi, mi chiedo: queste due punte che vedono che il mister non li schiera nemmeno se non ha nessuno, cosa penseranno? Penseranno che il mister li ritiene così scarsi che preferisce mettere pure Mignolet in attacco invece che loro e così si demoralizzano totalmente.

  • che poi Lambert lo ha comprato lui….