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The final cut.

di Matteo Paradiso

Vogliamo ricordarlo così.

Il taglio finale. Prendendo a prestito il titolo dell’ultimo album dei Pink Floyd in formazione completa, prima che il frontman Roger Waters decidesse di staccarsi completamente, partorendo un ultimo, folgorante bagliore di poesia, voglio così ringraziare un uomo unico, speciale, vero.

Se la speranza di un calcio pulito, autentico e vicino alla gente viveva ancora in questa figura, che già sfiora la leggenda, ora questa speranza sfiorisce, appassisce, tristemente soccombe sotto i colpi del taglio finale che Henry ha deciso di infliggere a quello che è stato il nostro passato, e che poteva essere un radioso, brillante futuro.

Sotto le urla scomposte e isteriche degli ultras da tastiera, che tra arringhe deliranti sostenenti un ritorno di Rafa, cattiverie di ogni genere, sgradevolezze che sono come stilettate al grande cuore di Kenny, scritte da ogni angolo del globo, gemiti di dolore su un miserrimo quarto posto non raggiunto, facendo presto cadere le tre visite a Wembley nell’oblìo più oscuro e totale, i proprietari oltreoceano assestavano l’ultimo, definitivo colpo alla tradizione e al retaggio del Liverpool FC, sancendo la sconfitta definitiva dei valori che la storica compagine della parte rossa del Mersey sempre ha incarnato, dai tempi di Shankly.

Il taglio finale, che allinea il Liverpool FC a tutte le altre società moderne, al calcio moderno, fatto, come sempre più la vita quotidiana del resto, di impazienza, di isterismo, di ingratitudine, di frenesia. Nella società del fast food, dei cartellini, dell’homo homini lupus, non c’è più spazio per gente come Kenny, e per i suoi romantici, e chissà, forse anacronistici seguaci.

Da domani qualcun altro siederà sul posto che era di Kenny, e avrà sempre il nostro sostegno, ma oggi lasciatemi ricordare The King. Lasciatemelo ringraziare. Per tutte le emozioni che è stato in grado di darmi, lasciatemelo ringraziare per le sue dolcissime e uniche esultanze ogni volta che il pallone gonfiava la rete, con quel sorriso e quella gioia negli occhi che ti avvicinavano a lui ovunque tu fossi, che ti facevano pensare che lui, The King, fosse proprio lì, vicino a te, con te, ad esultare insieme a te. Con quella gaiezza che ti faceva dimenticare i tuoi problemi, anche se per un attimo, che ti regalava un sorriso, una gioia, e che ti faceva battere forte il cuore.

Lasciatemelo ringraziare per le lacrime della semifinale di Anfield, che erano le lacrime di tutti noi, frutto di un digiuno troppo lungo, lacrime troppo a lungo trattenute da lui e da tutti noi, e che finalmente sono uscite insieme a urla di gioia e festose celebrazioni, alla allegria e alla confusione della gens del Merseyside, che in ogni caso, muta, per qualche secondo, ha ammirato quelle lacrime, con una empatia che solo The King sapeva trasmetterci.

Lasciatemelo ringraziare, perché nella sconfitta e nella gioia so che i miei sentimenti erano i suoi sentimenti, so che a casa lui soffriva quanto tutti noi quando le cose non andavano, e gioiva quanto tutti noi quando invece il Dio del calcio ci arrideva. So che aveva i nostri stessi sogni, le nostre stesse speranze, le nostre stesse preoccupazioni.

Era il nostro manager. Era semplicemente Kenny. Un uomo troppo vero per un football moderno ormai malato, malato di tv, malato di miliardi, malato di ogni genere di contaminazione, e che con l’uscita di scena di questo grandissimo uomo, contamina inevitabilmente l’ultimo baluardo, l’ultima roccaforte rimasta a difesa dei bei tempi andati, che vive di un coro stupendo ma ormai completamente svuotato di significato da molti dei suoi tifosi, di uno stadio che presto verrà abbattuto per business reasons, di una leggenda, un Capitano che ormai, anche lui stanco, si appresta a concludere la sua leggendaria carriera, vive di slogan, acronimi presi e buttati lì senza comprenderne bene il significato, di una maglia vintage che vuole solo dare l’illusione del ritorno a tempi che sono lontani anni luce e che, inevitabilmente, non torneranno, perché il football di quegli anni, e ciò che abbiamo in quegli anni rappresentato, è stato ucciso, assassinato brutalmente dai colpi del taglio finale di un signore americano che, anche se avendone la proprietà economica indubbiamente può disporre come meglio crede del suo investimento, non aveva il diritto morale di fare ciò che ha fatto.

E a noi, romantici e nostalgici, illusi supporters, non resta che aggrapparci alla memoria del tempo de fu, a quando, un tempo, mentre il City vinceva il suo primo campionato dall’avvento degli sceicchi, mentre il Chelsea ad azionarato russo con i suoi petrorubli volava in finale della Coppa dei Campioni, Liverpool era un’isola fiera e orgogliosa di appartenenza, di retaggio, di radici e di mentalità, ultimo bastione di un calcio che oggi, definitivamente, si può dire finito, morto, defunto.

Per tutte queste ragioni, per le emozioni che sei stato in grado di trasmetterci, per le lacrime che ci hai fatto versare, per il dolore che hai condiviso con noi, alleviandocelo, per la speranza che, seppur per poco tempo sei stato in grado di darci, per averci consolato nei momenti difficili come un caro amico o un fratello maggiore grazie al fatto che tu eri lì a soffrire con noi… per le gioie che ci hai regalato, per le tue braccia al cielo, per il tuo sorriso meraviglioso, per tutto ciò…

Grazie Kenny…  sarai sempre il nostro Re. Sarai sempre l’ultima torre che, seppur ormai sopraffatta dalle onde e dalle mareggiate della modernità, seppur ridotta a un rudere e circondata dalle sue stesse macerie, ancora spicca comunque, ricordandoci di quello che, una volta, era il football. Grazie Kenny. Di tutto.

YNWA

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35 risposte a The final cut.

  • Grazie Kenny…sarai sempre il nostro Re

  • Grandissimo Mat, sono commosso. Hai detto tutto quello che ho pensato in questi giorni tristi. Il calcio che noi amavamo è morto e sepolto, ma purtroppo nel naufragio del mondo contemporaneo tutto crolla ed il calcio non poteva salvarsi, non poteva essere l’unico baluardo a resistere contro la gigantesca marea della mediocrità. Come diceva un grande scrittore francese: “Le onde della mediocrità salgono fino al cielo”. A questo punto, dobbiamo decidere cosa vogliamo essere da grandi: nostalgici per tutta la vita e affanculo titoli e grandi giocatori o di nuovo protagonisti trasformandoci in super market e allineandoci ai dettami dello squallorbusiness globale. Se avessimo un presidente legato ai vecchi valori ed alla storia che dicesse: “Dalglish tutta la vita e affanculo i titoli e le coppe” mi andrebbe anche bene, ma se devo avere un presidente che se ne sbatte dei valori e della storia ed in più non investe neanche molto, allora il guaio è totale. Se dobbiamo essere “moderni”, cioè cinici e globali mantenendo lo stesso una squadra da ottavo posto, a questo punto spero in uno sceicco che almeno ti porta fior di giocatori e ti fa vincere qualcosa. Grazie Kenny.

  • Articolo semplicemente splendido. Sapevo che avresti scritto qualcosa di memorabile.

    Mi sento vuoto ed arrabbiato. Sensazione che provo solo quando penso a mio padre.

    Ed ora partirà, anzi è già partita la farsa del dopo Dalglish.

    Si vocifera, tra le altre cose, anche della partenza di Luis Suarez.

    Ora non mi resta che aspettare l’ufficializzazione del nuovo manager. Amen.

  • Adesso a bocce ferme traggo un paio di conclusioni, morto il Re viva il Re, Kenny sarà sempre nei nostri cuori ma il calcio è questo (prendere o lasciare) e bisogna andare avanti, dicevo in primis se arriva Martinez vuol dire che questo signore ha le palle… Sa dove va a parare, sa che ambiente trova e sopratutto sa che al minimo intoppo difficilmente troverà qualcuno che gli pari il culo.Quindi massimo rispetto per l’uomo e per il manager, crede nel suo lavoro, finora ha fatto bene (ma in un ambiente e con una pressione nettamente inferiore) e speriamo che la sua escalation continui. La seconda è che la Fenway con Dalglish dormiva sonni tranquilli, anche un ipotetico fallimento poteva essere accettato dai fans, diciamo che paradossalmente avrebbero dormito tra due cuscini a vita… Invece no, hanno un progetto, credono in quello che fanno e si vogliono mettere in gioco, in discussione, del resto sono loro ad aver cacciato i soldi ed è giusto che facciano come meglio credano… Senza mai dimenticare che noi saremo lì a vigilare, perché possono comprare le azioni, ma mai la storia, la mente e la dignità di noi tifosi. YNWA
    P.S. Grazie Matt…

  • Ian Ayre ieri sera a LFCTV parlava di top manager …… e ha motivato le ragioni del licenziamento utilizzando numeri:
    -37 dalla vetta;
    -17 dal 4° posto;
    14 sconfitte;

    La proprietà è concentrata sulla Premier, il resto ha importanza marginale.

    Ian Ayre ha così spiegato la situazione.

  • Diciamo che questa Proprietà ragiona in modo freddo e calcolatore, il che avrebbe potuto starmi bene per qualsiasi altro allenatore, ma qui stiamo parlando di un uomo che ha fatto la Storia del nostro club e sarebbe andato avanti a farla.

    PS: non so quanto siano vere le voci di mercato che danno Suarez in partenza verso lidi più “vincenti”, ma anche se fosse, in questo momento non me ne può fregar di meno, anzi, prima o poi me lo sarei aspettato. Basta che arrivi una bella sommetta di denaro da reinvestire, magari in un giocatore che oltre i piedi ha anche un’anima ed un cervello.

    Sul nuovo allenatore: io proporrei Jamie Carragher, l’unico che può farmi andar giù questo magone.

  • SPLENDIDO Matt!!

  • Mi sento vuoto ed arrabbiato. Sensazione che provo solo quando penso a mio padre……!!!

  • ….anche se molto più incazzato!!

  • Una correzione ed una precisazione Matt e non per attaccare te ma solo perchè sono incazzato nero (Luca lasciamelo il termine oggi ci sta) e quando sono così, mi “appiccico” anche alle virgole per sfogarmi………
    La correzione:
    Sono appassionato di musica però se non annovero i Pink Floyd tra i miei gruppi preferiti è solo perchè hanno chiuso male la loro carriera, finita troppo presto nel 1979 perchè dopo l’uscita di quel fantastico album (dove spicca, tra le tante, “Hey You” dal testo struggente e molto contemporaneo alla vicenda di Kenny) il tastierista Richard Wright viene espulso e il gruppo rimane in tre a registrare nel 1983 uno degli album più brutti del gruppo…….”The final cut”……….Dunque, erano già incompleti come formazione……….
    La precisazione:
    Hai detto: “non c’è più spazio per gente come Kenny, e per i suoi romantici, e chissà, forse anacronistici seguaci”……
    Giusto. Ma se vogliamo intendere troppo antiquati i discorsi legati ad una richiesta di un calcio, più vicino alla gente, più umano, che guarda al risultato solo come effetto di un azione avvenuta in un ambito sportivo e che vuole vivere le gioie di questo gioco con serenità e nel pieno rispetto delle regole basate su una più equa distribuzione della ricchezza in modo da garantire anche a società minori di poter schierare formazioni in grado di affrontare le grandi con più sicurezza………. Io, a questo punto, voglio essere un retrodatato……….
    Poi scusatemi, ma non capisco che razza di calcio desiderate perchè già dai primi commenti al dopo Dalglish si intuisce la speranza di un nuovo manager che porti il Liverpool al successo (del quarto posto?) con i nuovi campioni arrivare dal Burkina Faso dalla Terra del Fuoco o dalle Isole Svalbard e che spera un giorno di ascoltare il telecronista SKY parlarvi dal”Warrior Stadium” di Liverpool, la nuova struttura cementizia da 2 milioni di spettatori con annesso centro commerciale da quarantamila negozi sul bel prato verde misto sintetico, deliziato dalle bellissime cheerleaders, pronte ad irrompere con le loro esibizioni ogni qual volta l’arbitro, grazie alle nuove regole che poi verranno introdotte, deciderà terminate le azioni di attacco…….si è andati un po’ con la fantasia però………
    Ma che squallore!!!!!!

  • Renny il termine anacronistico non era inteso con una accezione negativa, perchè io sono il primo a esserlo, anche se magari il fatto di avere in squadra 3,4 o 5 calciatori non inglesi per me non è un dramma così epocale personalmente, nonè questo che intendo dire quando affermo che i valori del calcio si stanno perdendo, secondo me sono ben altri i problemi, leggasi soldi, procuratori, diritti televisivi, restrizioni di ogni tipo al tifo, business e chi più ne ha più ne metta, secondo me la presenza dello straniero non è un problema così centrale ma tant’è sono opinioni. Nel dire che non c’è più spazio per lui e per i suoi forse anacronistici seguaci intendevo dire che quel genere di calcio sta morendo, anzi è morto l’altro ieri ed è stato sconfitto, e dobbiamo prendere atto che ormai siamo noi l’eccezione, siamo noi i “diversi”, e che al giorno d’oggi essendo diventati come tigri bianche rimaniamo ancorati a un passato che ormai, fatto salvo forse l’atletico bilbao ma con tutto un discorso che anche lì andrebbe aperto, non appartiene più al calcio nè a questi tempi. Non ho detto che siamo anacronistici e quindi abbiamo torto o sbagliamo, ho detto semplicemente che il nostro modo di intendere il tifo ormai è purtroppo superato da un mondo del calcio che cammina in direzione diametralmente opposta.
    Ps: Offtopic: la discografia ufficiale dei Pink riporta The Final Cut come album a tutti gli effetti dei Pink Floyd, come del resto recitato sul retro dell’LP (“by Roger Waters, performed by Pink Floyd), anche se l’autore dei testi era Waters (come nell’80% di The Wall del resto e in tutto Animals), il fatto di non considerarlo un album dei Pink e un album da solista di Waters, a causa della per carità ingiusta cacciata del buon Rick e della ormai palese tirannia di Roger attiene all’opinione del singolo appassionato, non a quello che riporta la discografia ufficiale o per esempio Mason nel suo famoso libro Inside Out: A Personal History of Pink Floyd, dove rivendica assieme a Gilmour e Waters la proprietà intellettuale dell’opera, seppur interamente composta da quest’ultimo. Chiusa parentesi 😉

  • Renny mica tanto…se si continua di questo passa si fa presto a trasformare le tue sarcastiche fantasie in realtà…d’altronde ora come ora ci si può aspettare di tutto e meravigliarsi di niente..eppure cosa dovremmo fare? Nonostante ci continuino a straziare lo sport che più amiamo e la squadra del nostro cuore non potremmo mai abbandonare il nostro pool…eppure qualche barlume di speranza c’è se il borussia vince in Germania, il Montpellier in Francia contro gli arabi petrolieri e il Bilbao prospera in Spagna e in Europa…qualcosa di anacronistico funziona ancora, non è detto che si perda sempre lavorando alla vecchia maniera
    Per il manager spero nell’unico britannico della lista ossia quel martin o’neill che fece grande il nottingham di clough

  • Per il resto si “in formazione completa” è stato un lapsus ovviamente 😉

  • Matt non sono poi cosi sicuro che il calcio antico stia morendo del tutto..borussia, montpellier, Bilbao ma anche levante Udinese, liverpool fino a pochi giorni fa sono tutti esempi che si può remare contro a questo calcio malato e risultare vincenti…peccato che i nostri proprietari non la pensino cosi

  • Jacopo perdonami però il Borussia annovera polacchi, giapponesi eccetera tra le sue fila. E’ vero, sono acquisti low cost ma da qualche parte li andranno a prendere pure no? e poi li fanno crescere..cioè da alcuni punti di vista non è dissimile da quello che fa il Barça con Messi, Xavi, Iniesta, e ora con Alcantara, Tello e altri che al momento non mi vengono. La differenza è nel fatto che il Borussia ci campa così (cosa secondo me più che onorevole eh capiamoci), il Barcellona il colpo da 40/60 milioni ogni anno te lo fa per dire. E’ lì il problema, ma la ricerca del giovane in sè come avviene a Dortmund secondo me ha comunque i connotati della modernità (i giapponesi un tempo in Germania non è che si vedevano, magari i polacchi si ma per ragioni storiche), è un modo positivo di stare al passo con i tempi, è anche ciò che più si avvicina a quello che accadeva una volta, quando invece i calciatori venivano dai locali vivai, ed è per questo che ci piace tanto il Borussia, è l’altra via al petrocalcio ecco, che al momento sembra anche non meno redditizia..era quello che anche noi dovevamo fare, ma a quanto pare dovremo adattarci e rassegnarci (perchè abbiamo idee che appunto solo poche società considerano a malapena compatibili come appunto il montpellier, il BVB o l’Atletico), era in questo tono che dicevo anacronistico ecco..perchè il 95% delle società di oggi ragiona esattamente come Henry, e i risultati sono lì da vedere. Ma il fatto di essere moderno, al passo con i tempi non è assolutamente sinonimo di giusto, Hegel personalmente l’ho sempre odiato 😉

  • A parte un giapponese gli altri sono tutti polacchi e tedeschi come potrebbe essere da noi inglesi e scozzesi
    Poi se devo essere sincere ciò che mi disgusta non è più di tanto lo straniero ma che si spendano 200 milioni a stagione, che si facciano le rivoluzioni se non si ottiene tutto e subito, che si pensi alla propria squadra come ad un’azienda da sfruttare al massimo e che si debba prendere la persona che fa tendenza vedi l’allenatore bello e vestito bene rispetto all’uomo di calcio vero…questo mi fa davvero schifo

  • Eh esatto ma infatti la pensiamo proprio allo stesso modo..

  • JACOPO: ….e subito, che si pensi alla propria squadra come ad un’azienda da sfruttare al massimo….!

    Giusto per riportare una frase di Ayre purtroppo credo che in questa frase ci sia una parola che metterò in maiuscolo nella quale si racchiude tutto quasi all’inizio dell’intervista ad Ayre riportata sul sito: “”Of course Kenny is an important part of the FABRIC of the club and always will be.” credo che in quella parola si racchiuda il loro pensiero del calcio.

  • Jacopo da parte mia il pool si sosterrà ugualmente….. lo sarà in tono minore ma questo non vuol dire che abbandono la nave. Lo farò fra qualche anno quando Anfield verrà buttato giù (perchè farà questa fine) e quando ci saranno in campo 11 su 11 stranieri………ammesso che questa politica non venga abbracciata già con il nuovo manager….allora sì che mollo subito…..non appartiene al mio mondo……..

    Matt il mio discorso non è legato esclusivamente alla presenza dei non britannici anche perchè non ho mai detto che non ne voglio. Ho sempre detto che mi vanno bene se sono come Suarez o Agger o come in passato Kuyt (anche se su quella fascia…..sprecato) però non mi vanno bene se ce ne sono 11 in campo………Se per te non è un dramma io ne faccio una tragedia perchè penso di seguire il campionato inglese non quello internazionale……..Ma comunque non avevo incentrato il discorso solo sulla presenza dell’extrabritannico….
    P.S.: Post 13 Mi sono permesso di fare la correzione solo perchè parlavi di gruppo al completo. Ma nessuna tracotanza da parte mia Matt…….Anzi, se mi dite come cavolo fate a mettere le facccine forse si capisce meglio…..
    “The final cut” è un album dei Pink Floyd, ci mancherebbe, ma non registrato da tutti e quattro i componenti del gruppo (mancava Wright) l’ultimo in cui la formazione è al completo fu “The wall” del 1979…….altri tempi, altra Musica……… neanche quella esiste più……… ora c’è la grande Lady ga ga………..

  • da una parte,credo che sia meglio così per kenny (non certo per il liverpool nè per noi). non appartiene a questo modo di fare,a questo mondo del calcio. a questa frenesia. kenny ci ha sbattuto in faccia uno dei più grandi valori..e con un’umilta imbarazzante: la gratitudine. è sempre stato lui, il Re, a dire grazie a noi,al liverpool,allo gente…ripeto: il Re…ogni domenica,ad ogni goal, ad ogni sua inquadratura, ci ha insegnato cosa vuol dire essere grati.
    oggi è il contrario: i calciatori sentono di doverla ricevere la gratitudine. tutto ciò che li sostiene non ha molta importanza,perchè ciò che davvero li fa andare avanti,oggi,sono i soldi…tantissimi soldi…e questi non hanno valori…non spesi così…non buttati così…
    lo ripeterò alla nausea: dei trofei non me ne frega nulla. prima voglio il liverpool….non un liverpool…credo che la differenza sia abissale

  • ahah bah non tocchiamo il discorso della musica, della serie che se Atene piange Sparta non ride..comunque beh si cioè anche io la penso come te, cioè penso che un tetto-stranieri dovrebbe esserci, non si possono vedere in effetti 11 stranieri su 11, però intendevo che ecco 4 o 5 non mi disturbano..se sono validi eh..se mi dai via Kelly per prendere Dossena per dire mi girano doppiamente, ma anche se dai via Kelly per uno più valido..cioè bisognerebbe incentrare il discorso sul vivaio, ce l’abbiamo valido, perchè non sfruttarlo? Si era iniziato questo discorso ma ora voglio vedere anche questo aspetto che piega prenderà..scusate il pessimismo ma proprio non riesco a essere positivo in questo momento..
    ps Renny per le faccine, 🙂 = due punti seguiti da parentesi, 😉 = punto e virgola seguito da parentesi chiusa, 😛 = due punti con p maiuscola; 😀 = due punti e d maiuscola 😉

  • I punti li darei in testa a Henry & C…..

  • Come sempre i tuoi articoli,Matt,regalano emozioni.Le tue parole vanno diritte al cuore.Il mio pensiero va continuamente a Kenny.A lui che è parte della storia del Liverpool,cacciato come uno qualsiasi.No non è giusto.Un uomo così speciale avrebbe meritato più rispetto.Mi fa star male immaginarlo triste e deluso per la fine di questa avventura a cui teneva tantissimo.Forza Kenny i veri tifosi reds saranno sempre con te.YNWA

  • Bravissimo Matt, molto emozionante.

  • …chi ricorda di noi il suo gol al bruges,in quella notte nel suo “wembley”,chi ne ricorda l’ esultanza nella sua corsa poi verso il settore allagato di rosso,la medesima che un trentennio abbondante dopo manifesta in quel gesto a mani sollevate,palmi aperti,viso rivolto ad abbracciare lo stadio intero con lo sguardo,chi ricorda questo sa di cosa parlo…dentro quell’esultanza kenny ci traghetta direttamente dentro una verita’antica che stride in maniera perfida con la moderna concezione della felicita’che viene da un gol…e’un gesto semplice il suo,come lo e’,(lasciatemelo dire,e’solo nostalgia magari un po infarcita di retorica non un peana rivolto al nemico per rendere infelice qualcuno qui)quella di fergie quando batte le mani alzandosi in piedi e quasi cerca qualcuno da abbracciare,un vecchietto felice come un ragazzino che veda le giostre ai giardini…e’un gesto semplice che odora di campetti sterrati con le porte senza le reti,due lunghi pali sghembi,rosi dall’elemento acqua e dal vento,inchiodati alla bell’e meglio nel mezzo di un assolato spiazzo…profuma di spogliatoi canforati e pacche sulle spalle,e canzoni urlate in coro, mentre si fruga dentro la borsa e scopri che hai scordato gli scarpini,i calzettoni,la maglia e,magari,corri a recuperarle a casa, tra i lazzi di chi ti grida “muoviti!”…sa di corse con le gote imporporate di rossore,di tiri che si infilano tra quei pali con la palla che si perde a 200 metri e deve essere recuperata nell’attesa di ragazzini che si seggono in terra esausti…ricorda partite senza cronometro,con punteggi da pallacanestro e madri disperate che riscaldano i pranzi,le cene,dieci volte,bimbetti impolverati e sudici che sgattaloiano nel tepore di appartamenti,nelle penombre di ingressi silenziosi,per nascondersi veloci dentro stanze dove il dio del football regna sovrano, inseguiti da strali delle mamme imprecanti sulla degenerazione di tali figli..riaffiorano,in quel gesto, notti trascorse a studiare che’,quel dannato pallone,levava via ogni altro pensiero…nell’esultare di kenny,quel gesto cosi’semplice,cosi’autentico,cosi’lieve e puro nella sua essenza c’e’ il senso di una verita’antica,troppo infarcita di sentimento ed emozione,romanticismo e nostalgia troppo rigurgitante di palpito per poter sopravvivere,ora…in quel suo amatissimo grido che ne accende il volto lavando via le rughe e riconsegnandocelo intatto come in quella notte di wembley, c’e’la magnifica verita’di una gioia data unicamente dal dardo acuminato della passione quella che,senza mai ribaltarne il senso nella speculazione e nel calcolo,abita solo i cuori puri,i cuori di coloro che amano il calcio,aldila’di vittorie e sconfitte……………..

  • …ci so rimasto male,c’aggia fa…………..

  • Chelsea campione d’Europa, nel frattempo.

    SVEGLIAMOCI.

    A me vedere queste squadrette nate ieri(City e Chelsea) vincere trofei a destra e a manca, mi sta cominciando a far girare le scatole 🙂

    Che dite, è forse l’ora che torniamo in CL per assicurarci che certe squadrette non arrivino in finale? 😉

  • con l’aria che tira mi sa che sara’ difficile,ed io sono un ottimista…

  • AVVISO:

    Nei prossimi giorni lavorerò sulla pulizia ed aggiornamento del sito.
    Se quindi ci saranno dei temporanei black-out non preoccupatevi, sto solo sfasciando tutto! ahahahahahah

  • novità?? indiscrezioni??

  • 🙂 – 😉 – 😛 – 😀

  • Scusate, era una prova…..attenzione che nei prossimi giorni potrei farne altre!

  • Deschamps ha detto no,Villas vuole garanzie,DeBoer ha detto no,secondo me questi hanno gia’ preso Martinez,ma siccome non piace alla tifoseria aspettano a dare l’annuncio dicendo : visto ? non c’era nessun altro.

    IDIOTI

  • Ciao ragazzi del Branch, mi piange il cuore vedere sacrificato Kenny Dalglish in nome di un calcio che non riconosco più e dal quale mi sento sempre più lontano. Sono diventato tifoso di questa squadra, il ciclone rosso come la Gazzetta dello Sport definiva tanti anni fa, grazie al gioco da tavolo Subbuteo quando avevo 14 anni e da allora sono indelebilmente rimasto macchiato di rosso. Anfield è fedeltà e tradizione, gli uomini che hanno guidato questa squadra spesso venivano cresciuti in casa, era uno stile, un modo di intendere e lavorare. Oggi lo stile che conta è quello dei soldi, del vinco subito o cambio tutto senza guardare in viso nessuno, sembra non esservi più la capacità di progettare a lungo termine, aggiustando dove serve quando serve, non si lavora più per creare qualcosa. Ho avuto la fortuna di seguire Kenny come giocatore e come pedina del mio Liverpool nel Subbuteo, maestri se ne incontrano pochi e noi abbiamo avuto questo onore, voglio ricordare Kenny in una immagine, una delle prime che allora sono riuscito a reperire, apparsa sulla rivista Guerin Sportivo quando aveva appena calciato la palla vincente contro il Bruges a Wembley nella finale della Coppa Campioni 1978, ho ancora quella pagina e la conservo anche perchè, vittoria a parte, mi fa ricordare lo spirito di Anfield! YNWA Kenny.
    Giovanni