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The Fab 4.

The Fab Four

A Liverpool suonano nuovamente i “fab 4”. Cinquant’anni dopo Ringo, John, George e Paul, con scarpini e calzoncini  al posto delle chitarre e della batteria, e su un campo di calcio in luogo che in sale di incisione e palcoscenici. Cinquant’anni dopo  a Liverpool, quattro fantastici musicisti del football, Sadio, Bobbie, Phil e Momo, rinverdiscono i fasti del quartetto musicale più celebre della storia. Lo fanno a Liverpool, ma con la maglia del Liverpool, e quindi, almeno solo per questa volta, dividendo la città irrimediabilmente in due tronconi spezzati, la dove i Beatles avevano messo tutti d’accordo. Esplosi in maniera deflagrante, come una torcia lanciata improvvisamente in una santa Barbara stipata di fuochi e polvere da sparo, Salah, Firmino Mane’e Coutinho, dopo un periodo di tossicchiamento alternato  e sporadico nel quale la loro miscela si era frammentata in singole prodezze mai o quasi mai unite nel fil rouge sognato ad Anfield, stanno lanciando nuovi messaggi scritti su carta pergamenata ed inchiostro nobile, con tanto di svolazzi decorativi alle pretendenti della lega.  I fab 4,nell’ultimo mese, sono stati la penna con la quale scrivere quei messaggi. Suonando il loro rock fatto di velocita’, imprevedibilita’, e condito dall’arrangiamento di una quindicina di reti equamente ripartite,hanno trascinato il Liverpool prima ad una rimonta impensabile in classifica nella lega ( sebbene il ritardo dal Manchester City capolista invitto ed apparentemente di un altro pianeta  al momento appaia comunque siderale) e poi, al termine di una partita stordente per superiorita’ di valori espressa e per semplicita’ di espressione di gioco, agli ottavi di finale di Champions, risvegliando  gli animi dei tifosi fino ad un mese fa appena drammaticamente sopiti.  Dal 3 a 0 contro l’Huddesfield  partita spartiacque , fino al roboante  7  a 0 finale con il quale i reds hanno  letteralmente asfaltato il malcapitato Spartak Mosca, chiudendo (da primi) il girone europeo, gli uomini di Klopp hanno collezionato solo vittorie,ottenute triturando gli avversari,  il  pareggio a Siviglia che ancora grida vendetta,e quello venuto in modo rocambolesco contro i campioni in carica del Chelsea,pareggi   che hanno  impedito  un filotto di successi  altrimenti entusiasmante. Nel momento piu’ bello certamente della stagione, arriva dunque  la partita più attesa di questo periodo che profuma di Natale. I fab four, ed il Liverpool che essi  stanno guidando a suon di marcature, sfidano l’altra meta’ della citta’, quella in maglia blu, in un infuocato derby domenicale elettrizzante per atmosfera ed attesa. I toffies si sono rialzati, imbellettandosi le guance dopo un periodo catastrofico e risalendo la corrente per accomodarsi ad un centro classifica che renderà il loro attraversare Stanley Park per far visita all’avversario più tranquillo e  meno asmatico rispetto ad un mese fa. Potranno, insomma, giocare la partita interpretandola secondo i canoni del derby puro, senza l’assillo di dover mettere punti in carniere. E’chiaro che, sulla sponda Reds, la partita nasconde insidie legate, soprattutto, ad una condizione apparentemente straripante che potrebbe far danni. Eh si, sembra un ossimoro ma non lo e’, considerando che, l’entusiasmo ritrovato che aleggia come un vento buono su Anfield potrebbe erroneamente far dimenticare come il Liverpool quest’anno non abbia mai trovato la perfetta quadratura del cerchio,procedendo a corrente alternata, con una spina nel fianco legata ad un reparto difensivo spesso  capace di disfare ciò che di buono faceva l’attacco, attacco nel quale bene o male i suoi assi hanno, sia pure a turno, recitato un ruolo primario. Ma, come si e’pero’ detto all’inizio, l’alchimia trovata dalle quattro frecce al curaro che la faretra di Klopp contiene adesso, pare poter essere il grimaldello scassina Everton. Mercoledì sera, ad Anfield, i tifosi in rosso si sono stropicciati gli occhi assistendo ad uno spettacolo calcistico offensivo devastante.  E l’Italian Branch, presente in massa sulle scale di Anfield, guidato dal boss Nunzio Esposito, già si frega le mani, in una delle trasferte piu’ rappresentate per numero di tifosi nella storia dei fans della penisola. Se i fab  4 terranno fede alle aspettative, ci si può attendere un concerto coi fiocchi: “Here comes the sun”, potrebbe metaforicamente essere il  pezzo di apertura, in onore di una ritrovata lena, “Help” come chiusura della scaletta, ma questo, speriamo, potrebbero fischiettarlo i cugini uscendo dal campo, se Phil, Sadio, Momo e Bobbie suoneranno come sanno fare.

                                                                                                                                      di Stefano Iaconis

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Una risposta a The Fab 4.

  • Assolutamente vincere, non solo per il morale ma anche per non perdere il passo con le squadre davanti a noi!!!