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SOGNO O SON DESTO?

E’ il 18 Novembre, domani c’è Southampton-Liverpool e tu te ne andrai in trasferta così, con 26 punti, primo in classifica. E appunto mi chiedo:”Sogno o son desto?”, perché ammettiamolo… Chi l’avrebbe mai detto!

Riparte la Premier League

Riparte la Premier League

Il tifoso di calcio, sa di dover essere pronto a tutto, di poter parlare solo a vittoria conquistata. Di rimonte clamorose, la storia ce ne ha date tante, di campionati vinti o persi nelle ultime giornate di campionato, il passato ne è pieno e i tifosi Reds lo sanno bene. Basti ricordare la magica notte di Istanbul, fino ad arrivare, parlando di un passato ancor più recente, allo scivolone contro il Chelsea. Croce e delizia. è così… Un giorno sei una tela vuota e l’altro, irrimediabilmente, un Monet. Non si è mai dallo stesso lato. Non si può salire sempre sul carro dei vincitori. Appunto, badate bene, chiedo ad ognuno di voi di non pensare neanche ad una vittoria della Premier. Non adesso. Smorzate gli animi, amici miei! Ma godetevi l’entusiasmo. Quello dato dalle vittorie agli scontri diretti con Chelsea e Arsenal, dallo 0-0 con quello che doveva essere l’imbattibile United, dal recente 6 a 1, l’entusiasmo dello speciale sulla Gazzetta, quello del vederli lì, in vetta alla classifica. Adesso. A Novembre. Perché, e non si dica il contrario, nessuno si aspettava di essere lì. Neanche adesso. Neanche a Novembre. Godetevi l’oggi. Godetevi il bel gioco, il capitano Klopp, quanto fatto fino ad adesso. Fino a Novembre. Ma rimanete con i piedi per terra, sono banditi i voli pindarici. Ricordatevi che avete visto Gerrard e Suarez, giocare insieme. Eppure non è bastato!

 Questa è la storia di chi, dalle retrovie sta emergendo piano piano, contando solo sulla propria volontà e sul proprio impegno. Questa è la storia di quella ragazza mingherlina che, pur facendo parte del corpo di ballo, da dietro le quinte si occupa delle luci, di chiudere il sipario. Non sta neanche pensando di competere con tutte quelle prime ballerine, il Chelsea di Conte, lo United di Mou e Ibra, il City di Guardiola. Insomma, non sembra avere alcuna possibilità. Poi, però, la giuria comincia ad avere dubbi, la vedi storcere la bocca. Ma tu non sei preda di facili euforie. Quindi continui, fai le provi, sudi, lavori il doppio degli altri, il triplo e intanto continui anche a spegnere le luci. E qualcuno sembra cominciare a notarti, dall’ultima fila, quasi in ombra da quelle stesse luci che regolavi tu, sei passata in quarta, poi in terza… Fino ad arrivare in prima. Adesso hanno considerazione di te, adesso sei lì, con le scarpette e il tutù, a sfidarti a colpi di pliè, arebesque e gran jete, con quelle prime ballerine che guardavi da lontano. Che gli altri ti avevano imposto di guardare da lontano. Ma tu hai tanto cuore, tanta anima. E chissà che non arriverai lontano. Hai tutte le possibilità di diventare tu l’Etoile, cominci a crederci. Ma senza sognare troppo. Non vai oltre. Essere lì, è già bello di suo. Darai il meglio, tutta te stessa. E questo è ciò che ci si aspetta. Che quei riflettori, che pensavi ad accendere e spegnere, adesso siano puntati anche su di te. è la storia del Liverpool, senza servizi speciali, senza tutti quei grandi nomi, quegli eclatanti colpi di mercato, quegli inestimabili campioni. La storia di quella squadra di cui nessuno, a settembre, avrebbe scritto, con l’appellativo di LiverBOOM! La storia di quei ragazzi che nessuno avrebbe preso al fantacalcio. è la storia di Coutinho, che a confronto di tutti gli altri numeri 10, prende uno stipendio da operaio. Eppure rende. Tantissimo. Domina la trequarti, corre, segna e fa segnare. è spesso l’uomo partita. È il piccolo mago, e ci sta incantando tutti. Ma Klopp dice bene, bisogna rimanere calmi. Con un solo, unico imperativo: proporre il bel calcio!

Un Coutinho sempre più leader

Un Coutinho sempre più leader

L’armata rossa sta arrivando, guadagna terreno, fa paura a tutti. La testa già lì, alla partita di domani, la dodicesima di campionato, sperando che dal canto loro, questi altri non abbiano alcun Saint(s) in Paradiso. Cosa volete che vi dica oltre? Non so quanto durerà, magari domani sarà già finito tutto, magari tra due mesi saremo ancora lì a domandarci davvero come finirà. Che sia un’ora, un giorno oppure un mese, per me questa è già la massima ricompensa del piacere, con tutta la consapevolezza del fatto che, se questa stagione possa portare a qualcosa oppure a nulla, è ancora troppo presto per capirlo. Ma per il momento, per favore, non svegliatemi, che noi abbiamo ancora “dreams and song to sing”!!!

di Anna Cencia

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