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So far, so good

Imperioso lo stacco del nostro centrale

Alla terza giornata di Premier ci sono solo due squadre che sono a pieni punti: Liverpool e Arsenal. Le capoliste si sfidano ad Anfield per contendersi il primato della classifica. I gunners non partivano così bene in campionato dal 2008 e i nuovi acquisti, Pepe e Ceballos su tutti, hanno rivitalizzato i tifosi che sembrano molto ottimisti per la partita contro i reds. Addirittura, dopo lo scorso week end, alcuni pundit inglesi nel combined XI tra Liverpool e Arsenal mettono Ceballos e Willock al posto dei vari Henderson, Fabinho, Wijnaldum. Ma a parte le strane e azzardate uscite di alcuni commentatori strampalati, il Liverpool, in effetti, nelle prime uscite in campionato è sembrato traballante in difesa e, in particolare con i saints, ha ottenuto i tre punti con grande fatica. La partita con l’Arsenal è un test per vedere se, anche dopo una settimana intera di preparazione, la squadra di Klopp continua mostrare fragilità. I reds si schierano con il classico 4-3-3 con Matip, Van Dijk, Trent e Robbo in difesa, Gini, Hendo e Fabinho in mezzo e in avanti i tres amigos Salah, Manè e Firmino. L’Arsenal a sorpresa schiera un 4-4-2 con il centrocampo a rombo. L’andazzo della partita è chiaro si da subito: l’Arsenal, memore delle recenti cocenti sconfitte ad Anfield, rinuncia a giocare e si chiude in difesa, utilizzando un blocco di otto giocatori dentro l’area di rigore. Non è una squadra di Sean Dyche, né di Mourinho, ma l’Arsenal di Emery che di certo non è famosa per il catenaccio. Questo dato la dice lunga sul terrore che hanno anche gli avversari di calibro quando vengono ad Anfiled. Ad ogni modo, per la prima mezz’ora la retroguardia dei gunners è ben organizzata e frustra le azioni offensive dei reds. Anzi, sono proprio gli ospiti ad avere le occasioni più ghiotte. Al decimo minuto un’uscita senza senso di Adrian regala il pallone a Aubameyang che calcia alto di poco. Al trentesimo Henderson regala la palla a Pepe che, però, a tu per tu con Adrian sbaglia clamorosamente. Lo stesso Pepe, qualche minuto dopo, sfiora l’incrocio dei pali con un tiro da appena fuori area. Il Liverpool nel frattempo fa molto possesso palla, ma pochi tiri in porta a causa della tattica molto difensiva dell’Arsenal. Trent e Robbo vengono lasciati molto liberi sulle fasce, ma i loro cross non sono molto precisi. Al quarantesimo il Liverpool guadagna un corner. Trent dalla bandierina, con un cross perfetto a centro area, trova Matip che di testa incorna in rete. Uno a zero. Da qui la partita è in discesa. L’arsenal perde fiducia, i reds prendono coraggio e si aprono spazi nella difesa dei gunners. Al quarantasettesimo David Luiz stupidamente trattiene Salah in area ed è rigore. L’egiziano mette a segno un rigore perfetto, portando la squadra di casa nella comfort zone del due a zero.

Matip festeggiato dai compagni è lui ad aprire le marcature

Dieci minuti dopo un lancio di Fabinho innesca Salah che supera facilmente Monreal e chiude la partita con il terzo gol. A niente serve il gol di Torreira che non cambia l’inerzia della partita, destinata a portare i reds in vetta al campionato. Il gol subito è l’unica macchia di una prestazione quasi perfetta della squadra di Klopp. È vero che nei quindici minuti finali la benzina era finita, ma dopo tre partite di campionato ancora zero clean sheet. Questo è un qualcosa a cui si deve porre rimedio. Serve una concentrazione costante per novanta minuti.

Salah autore della prima doppietta della stagione

Nel caso di specie è Trent il colpevole della disattenzione difensiva. A parte questa piccola nota negativa, seppur fastidiosa, la prestazione è stata molto incoraggiante rispetto alle precedenti partite. Il Liverpool sembra che stia ingranando e uscendo da una preseason difficile. Prima della pausa delle nazionali rimane una trasferta molto ostica a Turf Moore, ma con un’altra settimana di preparazione dovremmo avere tutte le carte in regola per andare a punteggio pieno. Alla fine siamo a nove punti su nove, con una supercoppa in più in bacheca. So far, so good… YNWA 

di Lorenzo Picarella

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