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Should he stay or should he go?

di Giorgio Capodaglio

Suarez si tocca i denti, quelli che gli sono costati 4 mesi di stop.

Suarez si tocca i denti, quelli che gli sono costati 4 mesi di stop.

La storia di Suarez riassunta in appena due partite della Coppa del Mondo. Tutto il talento e tutta la follia di un calciatore che è sempre sopra le righe, sia quando regala delle giocate uniche con i piedi sia se perde la testa e cade in gesti folli che penalizzano lui e le squadre con cui gioca. Contro l’Italia ha mostrato nuovamente il peggio di se con un gesto pazzo, anzi forse sarebbe il caso di dire stupido. Già perché è questo il termine giusto. Un morso, se ci pensiamo bene, non è nemmeno un gesto pericoloso, sicuramente è meno grave di una testata, un pugno o una gomitata in faccia, oppure un’entrata a martello come quella di Matuidi che ha fatto fuori Onazi negli ottavi del Mondiale (solo ammonito). Ma è una cosa brutta da vedere, ingiustificabile anche perché innaturale. Ve la immaginate una lite al semaforo con due persone che si mordono? Una cosa quasi da bambino.

La domanda che ci poniamo è cosa accade a Suarez in quei momenti. Com’è possibile che a un uomo scatti qualcosa nella sua testa che lo porti a mordere una persona? Anche perché è meno naturale rispetto a un pugno. Possibile poi che in quei frangenti Suarez non pensi alle conseguenze? Riusciamo a capire una volta e già fatichiamo a farlo, ma addirittura in 3 occasioni come si può? Alla fine di Italia-Uruguay mancava ancora un quarto d’ora, gli uruguagi avevano in mano la partita in 11 contro 10 e il gol – come i fatti hanno dimostrato – sarebbe poi arrivato. Allora perché perdere così la testa e mettere a rischio il Mondiale della sua squadra? Se l’arbitro avesse visto l’Uruguay sarebbe rimasto in dieci e a quel punto l’Italia avrebbe avuto un po’ meno pressione e probabilmente si sarebbe qualificata. Inoltre così Suarez si è tagliato fuori dal Mondiale penalizzando il suo Uruguay.

Un vero peccato perché Suarez in stagione sembrava davvero essere cambiato giocando in modo straordinario, concentrandosi soltanto sul campo e dimostrandosi il miglior giocatore al mondo. Già perché se si analizza l’intera stagione europea l’attaccante del Liverpool aveva giocato con continuità a livelli altissimi, cosa che non era riuscita nemmeno a Messi e Ronaldo. Aveva segnato dei gol bellissimi, regalato assist, era stato indiscutibilmente il miglior giocatore della Premier League, un vero trascinatore in un Liverpool che senza di lui mai si sarebbe sognato di andare a un passo dal titolo. Quanto fatto nel mese di dicembre, quelle 14 reti segnate, di destro, di sinistro, da fuori, di testa, su punizione, insomma in ogni modo, è qualcosa di irripetibile che forse mai si era visto in un campo di calcio in un periodo così ravvicinato. Aveva ripulito la sua immagine al punto che alla fine anche gli inglesi erano stati costretti a cedere dandogli ogni tipo di premio.

Poi il Mondiale, l’infortunio che sembrava costringerlo a saltare il grande torneo, l’operazione al menisco e il recupero lampo. Nel frattempo il suo Uruguay perdeva contro la Costa Rica e lui si vedeva costretto ad accelerare i tempi per tornare in campo già contro l’Inghilterra. Si proprio la terra d’Albione, quella che lo aveva odiato per poi improvvisamente innamorarsi di lui. El Pistolero tirava fuori il meglio di se, altri due gol straordinari e mandava a casa l’Inghilterra. E qui nel momento della gioia commetteva il suo primo errore attaccando apertamente il mondo del calcio inglese, come se fosse soltanto stato una vittima delle critiche dei giornali e delle squalifiche subite (per quanto riguarda la vicenda Evra gli diamo ragione, ma sul morso a Ivanovic forse avrebbe fatto meglio a stare zitto). Non ce n’era certo bisogno, anche perché ferire nell’orgoglio nazionalista l’Inghilterra non è mai una mossa intelligente. Se lo fai però non devi essere poi tanto stupido da ricadere nei vecchi errori. La stampa inglese, una nazione intera, non aspettava altro che un’occasione per attaccarlo, per dargli dell’animale, per tornare a dipingerlo come il diavolo. E lui cos’ha fatto? Alla prima partita gli ha dato la gioia di poter dedicare a lui le prime pagine anziché all’ennesimo fallimento del calcio inglese.

Proprio la stampa inglese ha spinto affinché la FIFA squalificasse Suarez e la punizione è stata pesantissima: 9 giornate di squalifica con l’Uruguay, 4 mesi di stop assoluto dal calcio, il divieto di allenarsi con i compagni e di andare allo stadio, di prendere parte a eventi di beneficenza e anche di posare per la foto di squadra se questa viene fatta allo stadio o al campio di allenamento. Sicuramente un precedente importante, una pena esagerata, che ha fatto infuriare anche i calciatori stessi, consapevoli del fatto che tutti possono commettere errori. Certo però il Liverpool ora resterà per un bel po’ senza il suo miglior attaccante una cosa penalizzante, mentre il Barcellona spinge per averlo e sembra pronto a offrire cifre folli pur di portarlo al Camp Nou (e la sensazione che in caso di firma con il Barça la sua squalifica sarebbe ridotta per noi è quasi una certezza).

A questo punto bisogna nuovamente chiedersi cosa farne di lui: tenerlo o lasciarlo partire? Tenerlo significherebbe vivere un’altra stagione con tutta l’Inghilterra contro di lui, con i buu su ogni campo, i difensori che lo provocano, gli arbitri che non gli fischiano nulla e lo ammoniscono alla prima protesta, oltre al fatto che fino al 1 novembre Rodgers non lo avrebbe a disposizione. Ma soprattutto vorrebbe dire vivere con il rischio che da un giorno all’altro possa nuovamente perdere la testa e mettere il Liverpool in difficoltà. In fin dei conti è facile chiedersi se con lui in campo contro Swansea e Southampton, giocate senza Suarez per il morso a Ivanovic, i Reds avrebbero potuto ottenere quei 2 punti che sono costati il titolo con lui in campo. Lasciarlo partire ovviamente salverebbe il Liverpool da questi rischi, vorrebbe dire tirare su qualche milione di euro e prendere dei giocatori di alto livello più affidabili caratterialmente. Però è possibile trovare un giocatore in grado di vincere le partite da solo come ha fatto e fa Suarez con questa continuità? Un calciatore in grado di risolvere molte partite con una sua giocata, correre per 90 minuti, pressare gli avversari, rubare palla, dribblare, segnare e regalare assist? Si, se si compra uno tra Messi, Ronaldo e Neymar.

Tanti campioni sono stati croce e delizia, vedi Maradona o Zidane. Gente capace di giocate sensazionali e di vincere da sola la partita, ma anche a volte di gesti folli che ne hanno rovinato l’immagine e procurato problemi alla squadra. Ma se si guarda a questi personaggi si ricordano soprattutto le vittorie. Maradona è quello del gol di mano all’Inghilterra, vero, ma soprattutto quello in grado di partire dalla propria metà campo, superare tutti i difensori e battere Shilton. Zidane è quello della testata a Materazzi o delle passeggiate sugli avversari, ma anche della rete memorabile in finale di Champions contro il Bayer Leverkusen e il trascinatore in finale di Coppa del Mondo contro il Brasile. Quindi? Cosa fare con Suarez? Meglio lasciarlo partire e puntare su gente affidabile dal punto di vista disciplinare, oppure affidarsi alla sua follia capace di qualche clamoroso punto basso, ma tanti tantissimi alti? Io personalmente – forse anche per il debole che ho sempre avuto per i calciatori “cattivi ragazzi” – ho già scelto, ma non posso certo biasimare chi la pensa in modo contrario. Meglio tenerlo e se dovesse mordere ancora qualcuno, potremmo sempre ricevere qualche bella offerta di Fox per averlo come protagonista nella prossima serie di “True Blood”. Purtroppo però in queste ultime ore sembra che il Liverpool abbia preso una decisione, quella di venderlo. Speriamo solo che almeno riescano a inserire Alexis Sanchez nell’affare, non è Luis Suarez, ma nello scacchiere di Rodgers starebbe benissimo.

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2 risposte a Should he stay or should he go?

  • Mi dispiace molto per Luis, ma credo che se arriva la super offerta dobbiamo venderlo per più di un motivo: innanzitutto non possiamo fare 2 mesi di campionato più l’inizio della Champions ad handicap, poi avrà tutta l’Inghilterra contro compreso gli arbitri che magari lo butteranno fuori al primo fallo e quindi altre giornate di squalifica che si andranno ad aggiungere, rigori netti non fischiati, insomma troppi danni per il Liverpool. Dobbiamo pensare al bene della squadra e non al suo, quindi a malincuore è meglio prendere Sanchez e un altro paio di giocatori e siamo competitivi lo stesso.

  • teniamolo