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Sfumature di Rossi

di Anna Cencia

L'umore di Klopp riflette quello di tutti noi, oggi...

L’umore di Klopp riflette quello di tutti noi, oggi…

È un po’ come il derby d’Italia, che Dio mi passi il paragone, un po’ come El Clasico, con meno palloni d’oro. È la sfida tra i due club inglesi pù titolati. Il match inglese più sentito. A Liverpool oggi, non una partita, ma LA partita. Rivalità alle stelle tra due squadre accumunate dallo stesso colore. I Reds e i Red Devils, spesso anche confusi. Rossi si, ma di due sfumature completamente diverse. L’Anfield e l’Old Trafford che distano tra loro poco più d 50 kilometri. Così vicini, così nemici. È il derby inglese cari miei, il derby d’oltremanica. In diretta da Anfield, alle 14:00 locali, circa le 15:00 italiane, va in scena la magia!

Le squadre entrano in campo. Dalle tribune si sente imponente il canto “Liverpool, Liverpool”.
L’unidici iniziale in casa Reds è:
Mignolet, Clyne, Toure, Sakho, Moreno, Lucas, Henderson, Can, Milner, Lallana, Firmino.
L’undici dello United invece è:
De Gea, Young, Smalling, Blind, Darmian, Schneiderlin, Fellaini, Lingard, Herrera, Martial, Rooney.
La Kop sembra non avere paura. Ed è giusto così.
Parte “You’ll never walk alone”. La frangia di tifosi dello United presenti allo stadio vuole imporsi, vuole sovrastare quelle note e quel rigoglioso canto armandosi di fischi, ma non ci riesce. Più emozionante del solito l’inno oggi, ed è giusto così.
La regia ci propone un abbraccio tra Klopp e Van Gaal. Un abbraccio che è biblicamente paragonabile al bacio di Giuda, viste le fresche dichiarazioni dell’Olandese.
Henderson e Rooney si stringono la mano. Negli occhi, solo tanta voglia di vincere. Sete di gloria.
Pochi secondi prima del fischio d’inzio si trattiene il fiato. Eccoci, si parte! Si respira di nuovo. Respiri lenti, quasi a non voler rompere l’atmosfera.
Lallana è lì, accanto a Henderson, col piede sul pallone. Sguardo serio e pugni chiusi. Comincia la battaglia.
Siamo solo all’ottavo minuto e c’è la testata del guerriero dai piedi non sempre ottimi, Lucas, al capellone Fellaini. Si prospetta una partita infuocata.
Dopo soli nove minuti prima occasone per il Pool sulla testa di Lallana, con De Gea che si ritrova il pallone tra le braccia e lo respinge prontamente. Arriva sui piedi di Firmino ma non centra lo specchio della porta ed esce di poco. Per adesso, solo un brivido.
A sinistra Di Van Gaal siede Ryan Giggs. Anche i Reds meriterebbero di vedere Steven Gerrard seduto accanto a Klopp. Chissà, magari in futuro…
Siamo già al ventisettesimo, si scaldano le curve, è il Liverpool che attacca. Alberto Moreno piazza un bel cross in area, ma non ci arriva nessuno. In seguito un tentativo di Henderson, ma niente di fatto. La partita resta sullo 0 a 0.
Al trentesimo minuto di gioco la panchina del Liverpool si alza in piedi, altra occasione, scambio di passaggi Henderson, Lallana, Firmino, di nuovo Henderson, tiro… La palla va fuori oltre il palo destro. Esultanza rimandata per Klopp e i suoi. È in occasioni come queste che si sente il peso delle assenze. Quella di Coutinho, in primis.
Solo tre minuti dopo, occasione per lo United che Milner sventa in calcio d’angolo, mentre Fellaini reclama un tocco di mano inesistente. Calcio d’angolo battuto, per nulla pericoloso.
Toure ferma Rooney mettendo di nuovo in calcio d’angolo. Siamo al trentottesimo. Altro calcio dalla bandierina, altra ripartenza in contropiede del Pool. Ma niente di fatto. Ancora.
Henderson sembra si smaterializzi per poi rimaterializzarsi da un’altra parte. Quanto corre oggi il capitano!
A pochi minuti dalla fine del primo tempo, un dolorante Young lascia il campo. Al suo posto Borthwick-Jackson.
L’arbitro assegna due minuti di recupero. È il quarantasettesimo. Fine primo tempo. Tutti negli spogliatoi.
È stato un primo tempo lottato, sudato, di palloni vinti e metri conquistati. Di lanci lunghi, respinte, anche qualche occasione. Il Liverpool sembra giocare meglio, d’altronde gioca in casa sua. E con questo tifo, non si può non tenerne conto. Ma il risultato è rimasto lo stesso. 0-0 allo scadere del mezzo tempo.

Mentre ai tifosi è concesso il tempo di una birra, non si può non tornare indietro nel tempo. Questa partita non può non rievocare gli scontri storici. Quello di Gerrard e Van Persie “a fu**ing prick”, l’espulsione, sempre di StevieG dopo soli 48 secondi, la stretta di mano mancata tra Suarez ed Evra, il testa a testa tra Riise e Hargreaves, i continui duelli tra Rio Ferdinand e Torres. Così, solo per citarne alcuni.
Quindi rifletti e capisci che, in fondo, non è ancora successo nulla. Mentre realizzi, si torna in campo. Via allo spettacolo degli ultimi 45 minuti.
Subito un calcio d’angolo per i Reds, prontamente allontanato. Il Liverpool attacca, ma non finalizza, complice anche il fresco 3 a 3 con l’Arsenal. Si sente, oltre l’assenza di Cou, quella di Sturridge. Forse l’avrebbe già chiusa questa partita. Ma non c’è. Via la malinconia. Occhi solo sul campo.
Firmino per Lallana, Lallana per Can che va di finte, calcia, ma non va. De Gea manda in calcio d’angolo. Nulla di fatto.
Occasione anche per il Manchester, ma la conclusione di Martial è larga sulla destra. Mancano tre minuti al sessantesimo. La partita è sentita. I giocatori sono stanchi, recuperano a malapena prima di correre di nuovo. Sudati, affaticati, guerrieri. Pronti e via a saltare il prossimo uomo.
Tiro da fuori area di Henderson, dritto tra le braccia di De Gea. Innocuo.
Il primo cartellino Clattenburg lo tira fuori per Smalling, fallo su Firmino poco prima che Lingard lasci il posto a Mata.
I successivi minuti scorrono placidi, qualche tiro respinto dalla squadra di Van Gaal, figlia di un ottimo portiere.
Ultimo cambio chiamato da Van gaal. Esce Herrera per Depay.
Klopp si affida ancora all’undici iniziale.
Ottimo cross di Milner preciso sulla testa di Mamadou Sakho, che spedisce alto sopra la traversa.
Ancora diciotto minuti. Più recupero.
C’è ancora tempo insomma, per cambiare le sorti del match.
Fellaini entra fallosamente su Hendo. È giallo anche per lui.
Arriva il primo cambio tra le fila del Pool, Lallana lascia il posto al giovane talento di Ibe.
Allo scadere del settantasettesimo, arriva impietoso il goal di Rooney. Calcio d’angolo che arriva sulla testa di Fellaini, la traversa rimette la palla precisa sui piedi di Rooney lasciato ingenuamente solo. Un attimo dopo, senza neanche troppa immaginazione, la palla è alle spalle di Mignolet. La rete si gonfia, Rooney scivola sul prato di Anfield, gli uomini di Louis Van Gaal esultano. È 0 a 1 a Liverpool.
Così arriva il turno di Benteke. A lasciare il campo un buon Kolo Toure che ha anche provato a metterla in rete oggi. Invano, ma tentar non nuoce, quello mai.
All’ottantanovesimo occasione sprecata da un Firmino colto quasi alla sprovvista. Trenta secondi prima del novantesimo Milner lascia il posto a Caulker. Questo, c’era da aspettarselo, non cambierà il risultato. Sono tre i minuti di recupero. Tre minuti carichi di speranza per un risultato immeritato. Non si lascia un secondo, ci si crede fino alla fine. Ma oggi non c’è nessun Allen che segni allo scadere. Oggi un destino beffardo ha voluto che questa partita finisse 0 a 1. L’uomo partita é David De gea. Triplice fischio. È finita ad Anfield Road.

Un Capitano sconsolato. Oggi ha dato tutto.

Un Capitano sconsolato. Oggi ha dato tutto.

I giocatori di Van Gaal vanno ad applaudire i loro tifosi che li applaudono a loro volta. Gli uomini di Kloop, invece, sono già nel corridoio degli spogliatoi. Delusi. Sconfitti. Fermi al nono posto, a 31 punti. Le statistiche parlano chiaro: maggior possesso palla, maggior numero di tiri, tre fuorigioco a zero. Ma si sa, nel calcio le statistiche contano poco. Conta il risultato, e quello, lì in alto a destra, dice Liverpool 0, Manchester United 1.
Klopp incita la squadra fino alla fine, anche se in alcune inquadrature lo si vede a bocca aperta. O con gli occhi socchiusi, pensieroso. Il suo profilo ha sullo sfondo i tifosi del Manchester. Si vedono i chili persi e lo stress accumulato a causa del nuovo incarico. Non ha colpe. Solo una rosa scarna, che nonostante il risultato, dà l’anima in campo. Sturridge segue la partita dalla tribuna, accanto ad una bella moretta, che speriamo non sia la causa dei suoi ricorrenti infortuni. Gerrard, nell’immaginario collettivo, è sul suo divano di Los Angeles a seguire la sua squadra, seppur in balia del fuso orario.
A questo Liverpool manca ancora qualcosa. Il cuore, spesso, non basta.

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3 risposte a Sfumature di Rossi

  • brava,Anna!!

  • Siamo questi oggi. Una squadra con dei limiti (costruita male in estate e preparata atleticamente peggio) con un sacco di infortuni ed un top player in panchina. La nottata sarà lunga ma se facciamo lavorare il Timoniere ci prenderemo delle soddisfazioni. Intanto, é tornato il cuore, il pressing e quella “garra” reds che si era persa. Per quest’anno sono a posto… Poi se arrivasse anche la Coppa di Lega sarebbe meraviglioso, ma non disperiamo. Incitare e lavorare. Bravi tutti dai giocatori fino all’ultimo dei magazzinieri, compresa l’autrice di questo pezzo! Oggi non potevamo chiedere di più!

  • il risultato giusto sarebbe stato lo 0 a 0. lo united non ha fatto niente, ha segnato su una dormita di lucas nel marcare rooney. noi davanti non pungiamo , firmino quella volta che ha segnato una doppietta è venuta giù la neve troppo discontinuo e nullo(magari avere daniel li davanti) per il resto la partita l abbiamo dominata però il calcio si sa….è strano