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Semaforo Red

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Forse i tifosi del Newcastle che si dedicavano anima e corpo al “sack Pardew” lo scorso anno, devono ricredersi. Non che con Steve McClaren le cose siano infatti andate meglio: dieci punti, penultimo posto, 14 reti fatte e 30 subite, più del doppio. E’ con queste premesse che al “St. James Park” arriva un Liverpool di umore completamente diverso: 11 partite, 7 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta da quando è arrivato il guascone Klopp che, oltre alla sua dentatura, ha messo in mostra una squadra totalmente rivoluzionata rispetto al predecessore Rodgers. Il pareggio del Tottenham che si è impigliato tra i biancospini di Birmingham e lo stop dello United in casa contro il West Ham, forniscono ai reds una occasione ghiotta per riportarsi decisamente sotto in zona Europa. Klopp sceglie il solito 4-3-3, Allen al posto di Lallana e Lucas che sostituisce lo squalificato Emre Can, Coutinho ancora in infermeria, Ibe e Firmino a supporto di Benteke con Sturridge in panchina e sei cambi rispetto alla formazione che ha travolto il Southampton in Coppa di Lega. Krul è l’assenza più importante (stagione finita) per i “magpies”, oltre agli altri numerosi assenti che forniscono almeno un alibi a McClaren che preferisce De Jong a Peres con Cissè al centro dell’attacco. Pronti via e lo stampo-Klopp non tarda a manifestarsi: attacchi su ogni pallone, le discese di Ibe che permettono di collezionare numerosi calci d’angolo, ma nella prima mezz’ora non ci sono occasioni di grosso rilievo da ambo le parti. Sembra che il Newcastle si trovi meglio senza palla: ha sempre un riferimento per attaccare l’avversario, mentre quando deve comandare l’azione le idee sono poche e confuse. Da calcio piazzato arriva la miglior occasione del primo tempo con Mbemba, classe 1994, che salta più in alto di tutti e mette sopra la traversa di testa. Sussulto del Liverpool nel finale: Ibe si sposta la palla sul destro e calcia alto di poco. All’intervallo dunque i 132 gol in 42 partite tra Liverpool e Newcastle (ultimo 0-0 addirittura nel febbraio del 1974) languono nel passato a fronte di un primo tempo ruvido e bruttino. Nella ripresa, dopo circa un quarto d’ora di lotta gladiatoria ma poco utile a due squadra bisognose di punti, Klopp cambia: dentro Sturridge e Lallana, fuori Firmino (continuiamo a chiederci se quei 40 milioni non potevano essere spesi diversamente) e Benteke, che fino a quel momento non sembrava demordere, con molte sponde cadute nel vuoto per la poca assistenza dei suoi compagni. Al minuto 68 il fattaccio: ennesima palla sporca in aria, Winaldum si inserisce verticalmente nello spazio lasciato da Perez, buttandosi sul pallone: lo stop non è perfetto, tanto più che l’ex Psv è costretto a dribblare anche il suo compagno di squadra prima di calciare verso la porta una conclusione non irresistibile che Skrtel devìa mettendo Mignolet fuori causa. Non preciso anche il destro di Sturridge 7 minuti dopo da posizione favorevole. Ottenuto il vantaggio, il Newcastle non deve faticare poi molto a trascinare in porto i tre punti e questa forse è la cosa più triste. Il Liverpool cerca di proporsi in avanti ma lo fa con poco senno e con inutili lanci lunghi, i padroni di casa non ci tengono a concludere in porta troppo spesso e vivono di qualche fiammata. Lallana prova quanto possibile ad accendere la luce ma l’interruttore è difettoso. Non si contano i palloni buttati quando è il momento di verticalizzare, pertanto il giropalla dei reds risulta perfettamente inutile. Il salvatore della patria forse oggi è sul banco degli imputati: togliere Benteke è stata una mossa azzardata che non ha pagato. Il colpo di testa di Lovren, una telefonata a Elliot, a due minuti dalla fine, è la triste conclusione di una giornata da dimenticare. Nel recupero riesce ai magpies la ripartenza che cercavano: palla sulla corsa per lo scatenato Winaldum che questa volta scavalca Mignolet con un pregievole pallonetto. Cala così il sipario. Invece di uccidere una volta per tutte le ansie, il Liverpool ha centrato suo malgrado un altro obbiettivo: resuscitare un Lazzaro morto e sepolto di nome Newcastle. Che ci fosse molto da lavorare per Klopp era noto anche prima, ma giocando così (anzi, non-giocando!) non si va lontano. La vena artistica di Coutinho non è mai stata così indispensabile come questo pomeriggio. 

di Stefano Ravaglia

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2 risposte a Semaforo Red

  • Peccato.. era fondamentale vincere per agganciare la zona Europa.. tuttavia credo non si debba creare un’atmosfera troppo pessimista intorno alla squadra.. la strada è ancora lunga.. solo restando uniti si andrà avanti!

  • ho visto il secondo tempo e devo dire che mi ha un po’ stupito il fatto che non ci fossero dal primo minuto origi e lallana, per il resto continua a portare delusioni firmino spero che il prossimo anno eslpoda altrimenti sarebbe l ennesimo bidone.
    secondo me in questa partita klopp ha sbagliato formazione klopp tutto li. il buon gioco c’era la squadra attaccava peccato per il goal di moreno annullato io ci ho creduto nel pareggio fino alla fine però il calcio è strano walk on walk on….YNWA!!!!!