donazioni

Iscrizioni Liverpool Italian Branch

OLSC Twitter
LFC Official Twitter
This Is Anfield
I Nostri Articoli

Save the best for last

 

Skrtel toglie, Skrtel dà

Skrtel toglie, Skrtel dà

Dopo la vittoria in coppa di mercoledì, il Liverpool ospita ad Anfield l’Arsenal nel big match del weekend di campionato. Rodgers si affida alla stessa formazione che ha battuto il Bournemouth fatta eccezione per l’infortunato Lovren, sostituito da Sakho. Nei Gunners l’osservato speciale è ovviamente Alexis Sanchez, finito in estate a Londra dopo essere stato conteso proprio da Arsenal e Liverpool, come ripreso anche nelle conferenze stampa della vigilia.

I Reds partono subito intraprendenti puntando sul movimento e sull’imprevedibilità del trio d’attacco, anche se un vero e proprio attaccante di ruolo non c’è. Proprio l’assenza di un attaccante è il problema più evidente nel primo tempo, dove i padroni di casa hanno sempre il comando del gioco e creano continuamente grattacapi alla retroguardia avversaria, ma manca sempre l’uomo dalla zampata decisiva. Markovic ha la prima vera chance dopo uno scambio con Gerrard sulla sinistra, ma Szczesny è pronto e respinge il tiro del serbo da posizione comunque non facilissima. Il Liverpool crea ma non punge, mentre l’Arsenal non si preoccupa più di tanto di attaccare e rischia di rimanere in dieci quando Flamini, già ammonito in precedenza, va in contrasto con Lallana col gomito alto. Quando la partita sembra avviarsi all’intervallo sullo 0-0, succede di tutto. Al 45′ Coutinho riceve palla da Henderson al limite dell’area e fa partire un rasoterra perfetto che tocca il palo ed entra lasciando un impotente Szczesny immobile. Finalmente dopo tanto sforzo arriva il gol che fa esultare Anfield, ma i Reds hanno già dimostrato più volte di essere esperti nel farsi male da soli, e così è ancora una volta: al secondo minuto di recupero Gerrard fa fallo su Sanchez sul vertice dell’area di rigore, il cileno mette il pallone in mezzo generando una mischia furibonda dove la difesa non riesce per la prima, seconda, terza volta ad allontanare, e alla fine ci pensa Debuchy a scavalcare Skrtel come un birillo e appoggiare di testa il pallone alle spalle di un incerto Jones. Tutto nel giro di due minuti, e così le squadre vanno negli spogliatoi sull’1-1.

In avvio di secondo tempo gioco fermo per diversi minuti per un infortunio occorso a Skrtel: lo slovacco, a terra dopo un contrasto, viene colpito in testa inavvertitamente da Giroud coi tacchetti e rimane a terra perdendo sangue, ma dopo aver ricevuto le dovute cure e una vistosa fasciatura riesce a tornare in campo. Il Liverpool cerca di nuovo il gol del vantaggio, prima con Gerrard di testa, ma le occasioni capitano anche sui piedi sbagliati come quelli di Lucas. A metà ripresa invece dal nulla arriva la doccia gelata: contropiede Arsenal orchestrato da Cazorla e Giroud, lo spagnolo va sul fondo e pesca proprio Giroud solo in area, e il francese approfitta di una difesa posizionata che peggio non si potrebbe e di prima intenzione manda il pallone sotto le gambe di Jones per il 2-1 ospite. Sembra la solita vecchia storia. Il Liverpool allora si butta in avanti a testa bassa in cerca almeno del gol del pari, l’occasione più pericolosa capita di nuovo sui piedi di Lucas che però stavolta fa la barba al palo. Rodgers decide di buttare nella mischia pure Borini e Lambert. L’italiano va vicino al pari con un colpo di testa che Szczesny salva in angolo, però rimedia anche due gialli in un quarto d’ora e finisce anzitempo sotto la doccia. Quando scade il tempo regolamentare, la lavagnetta luminosa indica nove minuti di recupero, Anfield allora cerca di incitare i padroni di casa per un ultimo disperato assalto. E al minuto 97 l’assalto dà finalmente i suoi frutti: calcio d’angolo di Lallana, stacco imperioso di Skrtel e pallone all’angolino che lascia Szczesny di nuovo di pietra. Anfield tira un sospiro di sollievo, anche se c’è ancora spazio per un’ultima conclusione di Cazorla, stavolta parata da Jones. Finisce 2-2 una partita strana e non povera di emozioni che ha messo a nudo pregi e difetti delle due squadre, ma perdere anche questa sarebbe stata una beffa.

Comments

comments

2 risposte a Save the best for last

  • Partita stregata… Così deve andare, qui non si tratta di punte perchè a volte basterebbe alzare la media di realizzazione e si potrebbe sopperire anche a questo problema. Creiamo tanto e si produce un buon gioco… Avanti così.

  • Dopo la sfortuna dello scorso anno si continua anche adesso. Mi sembra una persecuzione.