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Ritorno alla vittoria

Tutto pronto per la sfida

Tre giorni dopo il (brutto) pareggio dell’Old Trafford in Premier League, il Liverpool vola in Belgio per la terza giornata della fase a gironi di Champions League. Ad attendere la squadra campione in carica è il Genk campione di Belgio allenato da Mazzu. I reds arrivano a questo incontro dopo aver vinto solo una delle ultime dieci trasferte europee nella fase a gironi, mentre il Genk è partito non benissimo in campionato dove si trova al sesto posto ed ha ottenuto un solo punto nel girone di Champions grazie al pareggio interno contro il Napoli. Solo quattro vittorie nelle ultima dieci partite in tutte le competizioni per i belgi che cercano uno storico risultato. Le due squadre si affrontano per la prima volta nella storia.

Le formazioni:

Genk (4-4-2)

Coucke; Maehle, Cuesta, Lucumi, Uronen; Ito, Heynen, Berge, Bongonda; Onuachu, Samatta

Liverpool (4-3-3)

Alisson; Milner, Lovren, Van Dijk, Robertson; Oxlade-Chamberlain, Fabinho, Keita; Salah, Firmino, Mané

Sono dunque cinque i cambi che Klopp effettua rispetto alla formazione dell’Old Trafford, presentando una squadra super-offensiva con Keita e Oxlade-Chamberlain ai lati di Fabinho. In difesa, viste anche le assenze di Alexander-Arnold e Matip, spazio al tuttofare Milner sulla destra e a Lovren a far coppia con Van Dijk. In attacco torna Salah a ricomporre il tridente delle meraviglie. Il Genk, invece, dopo la sconfitta in campionato con lo Standard Liegi inserisce  Cuesta e Onuachu al posto di Dawaest e Hagi.

Destro preciso per l’1-0 di Oxlade-Chamberlain

Il Liverpool come previsto si spinge subito in avanti e dopo appena due minuti è già in vantaggio: palla di Fabinho verso Ox che non ci pensa due volte e insacca da fuori area nell’angolino basso con la complicità di Coucke che, piazzato malissimo, può solo guardare il pallone infilarsi in rete. Due minuti più tardi, da calcio d’angolo per i Reds, respinto, Samatta si trova solo ad involarsi verso Alisson dalla propria metà campo con il Liverpool tutto sbilanciato in avanti ma la cavalcata dell’attaccante finisce con un tiro sbilenco sul fondo, forzato dalla chiusura di Robertson. Partita molto viva e al 6’ sul cross di Milner, Firmino non arriva sul pallone per una chiara spinta di un difensore del Genk che lo atterra. Rigore? Nemmeno per scherzo, né arbitro né VAR lo concedono. Al 10’ il Genk ha l’occasione del pareggio: palla in verticale verso Onuanchu, in sospetto fuorigioco. Il guardialinee, come succederà spesso in questa gara, non alza la bandierina aspettando un eventuale intervento del VAR, ma a togliere ogni dubbio ci pensa Alisson che fa una gran parata e salva il Liverpool. Dopo questo avvio scoppiettante, la partita comincia a rallentare anche grazie al Liverpool che preferisce gestire il vantaggio con un lungo possesso palla, ma che al momento della giocata decisiva non è mai preciso. Il Genk ci prova più volte in verticale, ma finisce spesso in fuorigioco nonostante il guardialinee continui a non alzare la bandierina in maniera tempestiva. Al 25’ Mané scambia con Firmino che chiude il triangolo con un assist di rabona pazzesco: Mané, però, non riesce ad insaccare e si vede il tiro respinto da Coucke. Al 31’ ci prova Robertson ma ancora il portiere dei belgi respinge. Finisce così un primo dominato dal Liverpool che però non ha trovato, né cercato con troppa insistenza, il goal del 2-0. Genk ancora vivo. La ripresa i Reds la iniziano con un piglio più deciso rispetto al primo tempo e al 57’ trovano il raddoppio: dopo una bell’azione sulla sinistra, Firmino mette rasoterra al centro verso il limite dell’area dove arriva ancora Oxlade-Chamberlain che con un colpo di esterno di prima infila la palla sotto la traversa.

Bellissima la seconda rete di Ox

Bellissima la seconda rete di Ox

Goal straordinario del centrocampista inglese e doppietta per lui. Al 63’ primo cambio per Klopp: Gomez entra al posto di Robertson. Anche Mazzu effettua un cambio tre minuti dopo con Ndongala che prende il posto di Bongonda. Al 72’ ci provano ancora i reds ma Salah non riesce a servire Ox per il colpo definitivo. Proprio Chamberlain esce al 74’ al posto di Wijnaldum. Ottima prova del centrocampista inglese che sembra davvero essersi messo alle spalle il terribile infortunio di circa un anno e mezzo fa. Proprio Wijnaldum, al 77’, recupera palla nella metà campo e serve Salah. L’egiziano, non brillantissimo fino a quel momento, pesca magistralmente l’accorrente Mané che con un preciso pallonetto batte Coucke e firma il goal del 3-0.

Il pallonetto di Mané per lo 0-3

La gara è chiusa e all’80’ Origi prende il posto di Firmino mentre Odey e Hagi entrano al posto di Ito e Onuanchu. Il Genk prova a segnare il goal della bandiera ma è Salah a marcare il quarto goal del Liverpool all’87’. L’egiziano, dopo uno splendido doppio dribbling su Lucumi e Cuesta insacca di destro sul palo più lontano. Un minuto dopo però il Genk trova il goal della consolazione grazie a Ndongala che approfitta dell’errore di Lovren e serve in area Odey che si gira e batte Alisson per la gioia dei tifosi belgi. Finisce così, 1-4, una partita ben giocata dalle due squadre che però sono sembrate di due livelli completamente opposti. Il Liverpool chiude quindi le prime tre partite del girone a 6 punti al secondo posto dietro al Napoli (7) e a più tre rispetto al Salisburgo (3).

Salah e Mané

Salah e Mané entrambi in rete

Il Genk chiude la classifica con un solo punto. Ora testa a domenica dove ad Anfield arriverà il Tottenham di Pochettino per la decima giornata di Premier League.

di Gabriele Ventola

 

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