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Pomeriggio in Villa

Al termina ci pensa Sadio Manè a portare i tre punti a casa

 

Doveva essere un tranquillo pomeriggio autunnale per Jurgen Klopp quando il suo Liverpool, fresco della  folle partita di League Cup contro l’Arsenal, si apprestava ad attraversare i cancelli del Villa Park ospitato dalla neopromossa Aston Villa.

O almeno sperava.

E allora fiducia ad un centrocampo inconsueto composto da Lallana regista al posto del diffidato Fabinho e Wijnaldum-Henderson mezz’ali, Lovren al posto dell’infortunato Matip mentre gli altri ruoli affidati ai soliti titolarissimi.

Dall’altra parte del cerchio di centrocampo, durante la cerimonia per i caduti delle guerre pesa il vuoto lasciato dall’infortunato Grealish, capitano dei  villans.

TAA orgoglio Scouser

Ma la squadra di Birmingham dopo la netta ( 3-0) ingiusta sconfitta contro il Manchester City della settimana precedente parte forte e già dopo trenta secondi ha la palla per il vantaggio dopo un’indecisione fra VVD e Manè ma El Ghazi spara addosso a Alisson bravo a restare in piedi.

I padroni di casa continuano a tenere bene il campo mentre i Reds sembrano ancora non completamente in partita e stentano a ingranare così la gara scorre affannosamente fino al 21’ del primo tempo quando da una punizione laterale sulla trequarti lo scozzese McGinn pesca in area Trezeguet lasciato colpevolmente solo da un soporoso Henderson e per l’egiziano è facile appoggiare alle spalle di un incolpevole Allison. 1-0 confermato anche da un geometrico VAR.

Il goal subito sembra svegliare dal torpore i Reds che iniziano a ingranare nonostante le sensazioni non siano delle migliori e al 27’ Firmino mette in fondo al sacco un cross perfetto di Manè ma il guardalinee alza subito la bandiera. Fuorigioco che conferma anche il geometrico VAR il cui operato viene mostrato in diretta e fa sorgere numerosi dubbi visto che non è ben chiaro da dove vengano tirate le verticali su cui viene costruita la linea immaginaria del fuorigioco che in alcune circostanze viene tracciata partendo dall’estremità del corpo, altre dal centro dell’arto ( rivedere per capire le immagini sulla valutazione del fuorigioco di Firmino).

In ogni caso il primo tempo volge sonnecchiosamente al termine senza grandi occasioni con solo un’altra situazione degna di nota ossia l’ammonizione per simulazione di Manè che accentua in maniera poco sportiva un contatto in area sicuramente molto leggero ma comunque presente quindi probabilmente non sanzionabile con il cartellino. Ovviamente rientra in azione il vero protagonista del match cioè il VAR che conferma il giudizio dell’arbitro.

Parentesi a parte per l’arbitro Jonathan Moss: è imbarazzante che il campionato più bello del mondo sia diretto da simili elementi.

Il secondo tempo si riapre con gli stessi undici e i Reds nonostante mantengano il possesso palla e controllino il campo non creano problemi ad un Aston Villa ordinato, grintoso e sicuramente più in palla dal punto di vista fisico tanto che l’occasione più importante capita proprio ai villans che con un contropiede sulla sinistra riescono ad andare a tu per tu con Alisson in uscita ma il neo entrato Hourihane invece di tentare il tiro serve in mezzo un compagno che viene anticipato da un miracoloso VVD.

Immenso Robbo

Sembra il capolinea di un’imbattibilità che dura da 27 partite e invece i Reds trovano con l’orgoglio e i cambi nuova linfa e soprattutto ritrovano all’improvviso quello che fin a quel momento era stato il peggiore in campo: Sadio Manè che dapprima serve con un cross delizioso Robertons che da vero scozzese è l’ultimo ad arrendersi e di testa trova il goal dell’equilibrio e al minuto 94 è lui stesso a timbrare l’ennesima vittoria di carattere da corner con un perfetto movimento sul primo palo e un’incornata in diagonale vincente e pesantissima.

Il Liverpool mantiene così l’imbattibilità e la distanza dal city che vince anch’esso in rimonta contro il Southampton.

Quel che preoccupa è lo stato di forma: gli uomini di Klopp sembrano infatti appannati e sulle gambe quando, come affermato dal suo vice Pep Lijnders nella conferenza post-Arsenal l’identità del Liverpool si basa sulla “intensity”. Tanti giocatori sono inoltre sembrati poco determinati forse con la testa già al prossimo incontro ( che si chiama Liverpool – Man City) ma ogni partita vale tre punti e questo match deve servire da monito perché non sempre può girare bene come oggi, in questo tranquillo pomeriggio in Villa.                                                                                                                        di Jacopo Orofino

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