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Poker d’assi

di Matteo Paradiso

Coutinho, il protagonista di giornata.

Coutinho, il protagonista di giornata.

Siamo al 10 di Agosto, ma il Teatro di Anfield Road è già pronto per alzare il sipario: questa volta va in scena Liverpool – Borussia Dortmund, amichevole di lusso dal sapore europeo, ultima sgambata estiva prima che domenica, tra una settimana esatta, si inizi davvero a fare sul serio quando gli ospiti saranno i Saints di Ronald Koeman, oggi presente in tribuna.

Doveroso, prima di entrare nel merito dell’aspetto tecnico del match, sottolineare l’encomiabile atteggiamento dei tifosi gialloneri: i tedeschi infatti, presenti numerosissimi ad Anfield, oltre ad aver sostenuto per tutti i 90 minuti la loro squadra con cori roboanti, hanno intonato il You’ll never walk alone con i tifosi del Liverpool presenti ad Anfield, creando un’atmosfera magica, quasi trascendentale, prima del fischio d’inizio. Numerose, inoltre, le sciarpe giallonere presenti in tribuna arrecanti scritte commemorative dei 96 caduti di Hillsborough, e, del resto, la sensibilità degli Schwarzgelben al tema è rimarcata dal coro intonato dagli stessi durante il secondo tempo (nota bene: con il risultato già sul 4-0 per il ‘pool) e prontamente applaudito da tutto Anfield: Justice for the 96, per l’appunto. Insomma: onore a quella che oggi è una delle migliori tifoserie del mondo.

Passiamo ora al lato tecnico. Il Liverpool schiera un 11 di partenza che nulla ha a che vedere con le formazioni sperimentali viste negli Stati Uniti. Infatti si tratta di un 11 potenzialmente titolare, come è ovvio che sia vista l’incombenza dell’inizio della Premier: Mignolet; l’appena arrivato Manquillo a destra, l’esordiente Lovren centrale insieme a Skrtel, e Glen Johnson a sinistra; centrocampo a 3 con Henderson, Can e Gerrard, a sostenere un attacco composto da Sturridge, Coutinho e Sterling. Anche il Borussia, benchè privo di Hummels, Reus e Gundogan schiera una formazione competitiva: Langerak, Piszczek, Sokratis, Ginter, Schmelzer, Kehl, Kirch, Mkhitaryan, Aubameyang, Jojic, Ramos.

Il Liverpool parte subito a razzo e fa subito capire che genere di piega vuol dare al match. Apparentemente, infatti, si parte esattamente da dove ci si era fermati lo scorso anno: il Liverpool, pur privo di Suarez, esibisce il solito calcio frizzante, spumeggiante, estremamente gradevole e anche efficace, fatto di scambi rapidi, verticalizzazioni fulminee e lanci a tagliare il campo millimetrici da parte del Capitano e, novità, anche del nuovo arrivato, Manquillo, che si è reso protagonista di una eccellente prestazione. Grazie al brio del gioco dei Reds, il Liverpool si ritrova avanti dopo soli 10 minuti, con un lancio di prima da applausi, da vedere e rivedere, da parte di un magistrale Coutinho, che in queste prime battute stagionali sembra avere acquisito un altro passo rispetto allo scorso anno. Sturridge, in posizione regolare, solo davanti a Langerak è il solito killer e insacca l’1-0. Non deve passare molto prima del raddoppio: appena 4 minuti dopo, un corner chirurgico del solito Capitano permette a Lovren di staccare di testa e di sancire il raddoppio del ‘pool: esordio eccellente, gol a parte, per il croato, autentico punto di riferimento di una difesa che lo scorso anno è stata il tallone d’Achille della compagine di Rodgers.

La formazione titolare sembra giocare a memoria, con i nuovi innesti già perfettamente integrati nell’armonioso schema rodgersiano. La interessante e gradita novità è che anche la difesa è molto attenta e sembra ben registrata, nonostante Lovren sia appena alla prima apparizione; anche Johnson, oggetto di ripetuti attacchi nei giorni scorsi per via dello scarsissimo livello delle prestazioni fino ad oggi servite, sembra rigenerato dalla presenza del croato, disputando una partita finalmente all’altezza di ciò che ci si aspetta da un giocatore come lui.

Si va a riposo sul 2-0, non prima di aver assistito alla ennesima magia di Capitan Gerrard, che calcia una punizione splendida che solo l’ottimo Langerak riesce a togliere dal sette. Nella ripresa, Rodgers inserisce Lucas per Can. Non cambia l’antifona perchè è sempre il Liverpool ad attaccare, con Cou che meritatamente scrive il suo nome sul tabellino del match al minuto 49, quando Ginter serve inavvertitamente Sterling, il quale dalla fascia sinistra vede Cou smarcato in area, lo serve e il brasiliano insacca con un magistrale colpo da biliardo da posizione defilata. Non è però finita qui, perchè al 61’ il ‘pool confeziona ai propri tifosi forse la rete più bella della giornata: Sterling serve Hendo sulla metà campo, il quale di prima dirige il pallone su Coutinho, che detta l’1-2 a Sterling il quale praticamente lo mette quasi in porta (anche se, c’è da dire, in leggera posizione di offside): leggermente imprecisa la conclusione del brasiliano, ma Sturridge si avventa sul pallone, lo salva dalla linea di fondo sull’out di destra, si fa beffe di Schmelzer e serve Hendo che realizza il tap-in vincente: 4-0. A questo punto inizia la girandola dei cambi (Enrique, Ibe, Allen, Lambert e Kelly per Johnson, Cou, Hendo, Sturridge e Manquillo), ma il risultato non cambia: 4-0, il Liverpool vince e convince.

Prestazione dunque esaltante e rassicurante dei nostri, a una settimana dall’inizio di una stagione cruciale. I meccanismi sembrano ben oliati, la macchina messa in piedi da Rodgers sembra funzionare anche senza la sua pazza punta di diamante. Bene la difesa, con Skrtel molto attento controllato a vista da un Lovren gigantesco, forse uno dei più forti centrali difensivi in circolazione. Johnson oggi più attento (c’è solo da sperare che si riconfermi), mentre Manquillo, sul quale aleggiava un pesante alone di diffidenza e pessimismo, sembra al momento una gradita sorpresa: a dispetto della giovanissima età, allo spagnolo non sembrano mancare piedi (eccellenti alcuni suoi lanci nel primo tempo, davvero millimetrici), personalità, corsa e grinta, mentre forse c’è ancora qualcosina da lavorare sulla posizione ma il ragazzo è molto giovane e ha tutto il tempo per migliorarsi. Gerrard il solito monumento, Can ormai non è una sorpresa, così come l’immenso Hendo, l’uomo ovunque, autentico -a mio avviso- motore di questa squadra, giocatore assolutamente imprescindibile. L’intesa raggiunta dai 3 davanti è qualcosa che si avvicina molto alla perfezione: Sturro, Sterling e Cou si ritrovano alla perfezione, quasi anche ad occhi chiusi, e il brasiliano e l’anglo giamaicano sembrano poter fornire prestazioni di livello ancora superiore rispetto a quelle, seppure già ottime, dello scorso anno. Per quanto riguarda i sostituti, molto bene Enrique, che inizia a disimballarsi, sempre molto solido in fase difensiva; non si è visto molto Lucas, Allen è un giocatore che a mio avviso può tornare utile, mentre forse per Ibe si dovrebbe valutare un prestito, possibilmente in Championship o meglio ancora in Premier. Lambert poco servito, mentre troppo esiguo il tempo concesso a Kelly per poter esprimere un giudizio.

Insomma, il ‘pool è quasi pronto ad affrontare la nuova stagione. Con l’arrivo di Moreno (probabilmente dopo la supercoppa Europea di martedì) e di una punta che ci tuteli dai capricci dei muscoli di Sturro (a dispetto dei grandi nomi che stanno circolando questi giorni, continuo personalmente a ritenere che il nome giusto sia quello di Wilfried Bony), saremo una spaventosa armata che tutti dovranno temere. Tremate tutti, il Liverpool è tornato. WE GO AGAIN!

YNWA

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