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L’urlo liberatorio del Capitano dopo il pareggio

Una prova di forza, di carattere, di cuore. I Reds vincono meritatamente contro un Tottenham ostico, passato subito in vantaggio e tenuto in piedi sino alla fine dal portiere Gazzaniga e dalla caparbietà dei suoi uomini. Altri tre punti fondamentali, che lasciano invariata la distanza di 6 lunghezze col Manchester City. Eppure, la partita si era messa subito male. Neanche il tempo di rimettersi al collo la sciarpa dopo YNWA e gli spurs si portano sull’1-0. Quando i nostri hanno cercato poi di risollevarsi, ecco un protagonista inatteso: il secondo portiere degli spurs Gazzaniga, in versione muro umano per le conclusioni di Salah, Arnold e Van Djik. Anfield si scalda, il Liverpool spinge e gli spurs difendono e basta. Ma la prima frazione si chiude con gli ospiti avanti. Il secondo tempo si apre con l’ennesima parata del portiere argentino, ma successivamente tutto Anfield suda freddo per la traversa di Son a porta sguarnita. Da quel momento in poi, la marea rossa travolge gli spurs: Fabinho è ovunque, Manè non si ferma un attimo, i terzini fanno le ali aggiunte. E poi c’è Henderson, che lotta, smista la palla, e stavolta la mette anche dentro, proprio poco dopo la traversa presa dagli avversari. Palla di Fabinho dalla trequarti, sporcata dalla difesa avversaria, poi arriva il capitano. Sinistro al volo, non stilisticamente perfetto, ma non importa a nessuno. Finalmente quel pareggio che per quanto visto ci stava stretto. Si continua a spingere, gli spurs resistono. Sino a quando un lancio senza troppe pretese mette in scacco la difesa degli spurs, Manè ne approfitta, sembra perdere palla ma la riconquista a pochi metri dalla porta e si prende un fallo da rigore praticamente uguale a quello con il Leicester.

La gioia di Momo Salah dopo la rete che firma il definitivo sorpasso

Penalty conquistato da Manè e sul dischetto Salah, come Madrid. Medesimo risultato, popolo rosso in visibilio e finalmente la partita va sui binari giusti. Gli spurs provano a reagire ma non ce n’è per nessuno. Top of the league!
Oltre agli avvenimenti calcistici, c’è da annotare l’esito ultra-positivo della trasferta del Branch, dove ha preso parte anche chi sta scrivendo questo articolo, in questo momento proprio nella città del Merseyside. Un fine settimana dove non ci si è fatti mancare niente.

La gioia si legge negli occhi per una trasferta indimenticabile

Il mitico Frank Carnovale ha fatto la sua 50esima partita negli spalti di Anfield, i fratelli Federico e Alessandro hanno varcato il Shankly gate per la prima volta, così come il piccolo Gregorio, i sempre presenti Mario e Stefano hanno rianimato il fine settimana con i loro mood italo-scouser. Ma tutti hanno dato il loro contributo nel rendere magica questa trasferta. È stato bellissimo conoscere nuovi amici e rafforzare i rapporti di amicizia all’interno di un gruppo così solido come l’OLSC Italian Branch. Un posto magnifico, dove sai che non camminerai mai solo.

Una buona rappresentativa del nostro Branch al match di ieri, qui nella consueta foto sotto la statua di Shankly

di Gioele Putzolu

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