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One step to Wembley

di Stefano Ravaglia

Il gol di Ibe ci permette di portare a casa il primo round

Il gol di Ibe ci permette di portare a casa il primo round

“Stoke in a moment” è uno dei più grandi successi degli U2. Si, lo so, la parola giusta è “Stuck”, permetteteci la storpiatura. Il “moment” di dimostrare che questa stagione da montagne russe può avere un senso, in attesa del rilancio del prossimo agosto quando Klopp avrà in mano i destini del Liverpool sin dall’inizio, può essere questo. A Stoke-on-Trent, la città che ha dato i natali a Edward Smith, capitano del Titanic, è tempo di semifinale. E’ serata di Capital One Cup (ho i brividi, meglio la cara vecchia denominazione “Coppa di Lega”) che i reds hanno conquistato nel 2012 con San Dalglish in panchina. Augurandosi che il transatlantico di Klopp non faccia la stessa fine di quello del buon ammiraglio inglese, tocca a Tourè il posto di difensore centrale e la “Travelling Kop” spera che faccia poche “Sakhonate”, con tutto il rispetto per il suo collega di reparto.. Lovren a fianco dell’ivoriano e Benteke in panchina, Firmino davanti con Lallana e Coutinho, al quale si affida, manco a dirlo, pallino del gioco. E’ alto il pressing del Liverpool, stasera in tenuta black, sin da subito. Dopo 35 secondi è Firmino a provare subito un destro parato a terra da Butland. Il Liverpool cerca di spezzare ogni velleità dei Potters di iniziare l’azione dalla difesa, e si affida alla successiva ripartenza del suo brasiliano più talentuoso, che però ha solo 18 minuti di tempo per provare a lasciare il segno prima di fermarsi definitivamente ai box. A dire il vero non c’è molto da segnalare nei primi 25 minuti: un tiro alto di Ibe, dentro al posto del numero 10, e uno ancor più fuori portata dell’ex liverpooliano Johnson. Ibe avrebbe poi sul piede una palla ghiotta al ventisettesimo, ma calcia debolmente tra le braccia del portiere di casa. Al trentatreesimo esce Lovren, che danneggia la sua carrozzeria dopo un intervento in scivolata su Shaqiri. Lucas Leiva arretra di fianco a Tourè e va dentro Milner. E meno male: passano 5 minuti e una sua imbeccata trova Lallana pronto a inserirsi sul corridoio di destra e a mettere poi in mezzo: non sappiamo quanto voluto sia l’assist sporchino di Joe Allen a beneficio di Ibe, sta di fatto che, con un sinistro angolato, il nostro porta in vantaggio il Liverpool. Arnautovic pochi istanti dopo ha sulla testa la palla dell’1-1 ma cicca clamorosamente su cross di Johnson, e ancora Ibe, che cresce alla distanza, angola troppo un destro spedendo la sfera sul fondo. Il tempo si chiude con l’unico importante intervento di Mignolet. Su azione d’angolo la palla si impenna e finisce a Johnson (ancora lui!) ma il gol dell’ex proprio non gli riesce: il belga è bravo a opporsi tra una selva di gambe. La ripresa si apre con un destro di Emre Can largo, a testimonianza della poca precisione dei contendenti in campo a centrare lo specchio della porta. E Firmino? Si merita una pacca sulla spalla, molte conclusioni, spesso da fuori area ma spiegategli che la palla deve andare a bersaglio tra i due pali. Al minuto 64 ombra di penalty per un mani in area di Whelan e un successivo intervento su Joe Allen. Ibe colpisce l’esterno della rete quattro minuti dopo, Walters mette alto di testa senza brividi per Mignolet. Scorre via il match, entra Joselu al posto di un Bojan insufficiente. Nel frattempo, il portiere belga preferisce prendersela comoda nei rinvii e rimedia un giusto giallo. Lo preferiamo nelle sue vesti, quando cioè mette le mani alzando sulla traversa una conclusione proprio di Joselu, deviata dapprima da un avversario. Arriva anche il momento di Benteke, che a 12 minuti dal novantesimo rileva Allen. Una nota di merito a parte la riserviamo per Kolo Tourè: no, niente “Sakhonate”. Il fratello di Yaya chiude in modo efficace ogni varco, dimostrando senso della posizione e pochi timori. Tante volte bistrattato, questa sera sugli scudi. Esce anche Shaqiri ed ecco un altro ex: Crouch. Una sua spizzata di testa produce un brivido sulla schiena di Klopp: il pallone diventa giocabile per Walters, che prende in mezzo Clyne e Lucas Leiva e calcia di poco fuori. Siamo al terzo dei tre minuti concessi di recupero. La tranquillità non è mai di casa a Liverpool, seppur l’onda d’urto degli uomini di Hughes abbia vissuto solo di qualche fiammata. I 17 tiri in porta contro 15 a favore del Liverpool possono far pensare a un match dalle mille emozioni, in realtà le conclusioni nello specchio sono solo cinque per i Reds e due per i Potters. All’ammonizione di Mignolet, peraltro evitabilissima, non ne sono seguite altre. Poco spettacolo dunque, ma anche ritmi comprensibilmente contenuti, dopo l’indigestione natalizia di Premier, e poche scorrettezze. Il giro sulle montagne russe continua: il Liverpool passa su un campo difficile, dove Chelsea e i due Manchester ci avevano lasciato le penne. Non vale tre punti ma un ritorno ad Anfield con vista Wembley.

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