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Nightmare in blue

Stavolta e Guardiola a ridere sornione

Un film in tre spezzoni la cui pellicola dopo il montaggio dà vita ad un horror dal terrificante finale. Di quelli nei  quali gli spettatori atterriti dalla improvvisa presenza del demonio, escono dalla sala in preda alla inquietudine più viva. Un horror genuinamente “splatter” dove le vittime vengono fatte a pezzi, scuoiate, divorate vive, dentro un’atmosfera gioiosamente  macabra. Voilà, ecco a voi Manchester City Liverpool, anticipo della quarta del campionato inglese, andata in onda alle 13,30, giusto prima di andare a tavola, cosi’ da dare il tocco finale che compete ad un horror: stomaco sottosopra ed addio pranzo. Manchester City Liverpool, una mattanza calcistica che va aldilà del risultato, un 5 a 0 maturato senza remissione di peccati, che annienta le velleità dei reds di fare da contenders, facendo ripiombare Klopp nel vortice di una idiosincrasia calcistica di antico stampo,  e fa viceversa  gonfiare le gote ad un Guardiola fino ad un paio di settimane fa nell’occhio del ciclone. Tre spezzoni di partita che fanno un match intero. I primi trenta minuti, il momento del gol di Aguero, condito subito dopo dalla espulsione di Mane’ che indirizza la partita, ed il raddoppio dei Citizens, che da il la ad un secondo tempo di pura esibizione. In mezzo a queste tre fasi c’e’ tutto il Liverpool di Klopp. Una squadra che dapprima si piace di guardarsi allo specchio e di fronte ad un avversario tremebondo e  non sfrutta le occasioni che arrivano in coppia, poi concede il gol al primo tiro in porta ad un City che non crede ai propri occhi, il tutto , secondo la tradizione più cara ai reds che li vuole assolutamente capaci di obbrobri difensivi , obbrobri che stanno a pennello in un horror, ed infine si squaglia finendo in balia di un punteggio da incubo. Certo, il Manchester City non è quello descritto nel delirante commento del telecronista che fa  passare i cugini dello United come gli eredi  testimoniali  del Brasile 70′, dal momento che nei primi venti minuti il Liverpool  la fa perfino da padrona, ma va detto ad onor del vero che resta poi negli occhi l’immagine di una formazione capace di dominare il campo in lungo ed in largo con giocate sopraffine, largheggiando in modo arioso per tutto il rettangolo e che termina la partita  con una manciata di uomini che collezionano nella pagella  il 7 abbondante.  Ma ciò accade, come detto, perchè il Liverpool sparisce dal campo come farebbe una colombella dietro il mantello di un illusionista. Naturalmente non si può analizzare o commentare alcunchè, dal momento che diventerebbe cervellotico e complesso riuscire a dare un ordine logico e calcistico ad una partita messa in discussione dall’episodio dell’espulsione di Manè (espulsione generosa, l’attaccante dei  reds va chiaramente sulla palla nel solo modo possibile, ovvero alzando la gamba, laddove il portiere del Manchester esce di testa trovandosi fuori area e dando così all’impatto nell’ottica arbitrale una cadenza violenta). Ma un paio di cose vanno dette, senza calcare la mano e dando il giusto peso e la giusta misura a valutazioni che altrimenti relegherebbero la sconfitta ad un mero episodio a sua volta causato da un altro episodio. Perchè il Liverpool sull’onda di una vittoria venuta ad Anfield contro l’Arsenal avrebbe dovuto e potuto mostrare la capacita’ di essere,finalmente, sulla strada giusta. E dunque proveremo a dire che, nei primi trenta minuti, ovvero fino a quando si era 11 contro 11 e con il punteggio in bilico, i reds hanno avuto la possibilità di mettere il match dalla loro parte. Salvo pero’ specchiarsi in modo pavonico dentro la solita spocchiosa arte del fioretto senza affondare la sciabola. Le due occasioni avute, entrambe sul piede di Salah non concretizzate avrebbero potuto incanalare la gara su un diverso sentiero. Così come dopo lo svantaggio la squadra è parsa lenta nel riorganizzarsi, preda di una improvvisa paura con la difesa che è sbandata in modo pauroso, ed il centrocampo che semplicemente ha smesso di giocare. E’ un atavico problema. Il Liverpool sembra essere un attore capace di andare a braccio e trasmettere emozione man manco che il suo ritmo sale nell’ambito di uno spettacolo.  Più l’applauso del pubblico lo carica, più l’onda emozionale sale. Una squadra incapace di reagire al colpo del k.o, una squadra che non sa soffrire e che non sa trarre energie positive dalla comunicazione dei reparti nel momento del bisogno. Una squadra, insomma, che fino a quando tutto va bene ti prende a cazzotti e belli forti, ma che al primo assaggio di reazione dell’avversario si intimorisce prima e poi si nasconde. Klopp non sembra al momento in grado di risolvere un problema manifestatosi in maniera assoluta dentro l’arco di una ripresa nella quale il Manchester City, sebbene gli alibi siano tanti e pure ben collocati, ha fatto il suo comodo disponendo senza pietà di un avversario che aveva abbandonato il campo. Quelli in blu avevano gli occhi del demonio, quelli in rosso sembravano agnelli destinati al macello. Guardiola abbandonando il campo gongolava ghignando, come un demoniaco Babadook sumero che aveva placato la sua sete di sangue con un sacrificio consumato in novanta minuti, Klopp dal canto suo sembrava groggy come un pugile suonato. Noi, gli spettatori di questo horror, faticheremo a riprenderci e guarderemo al Siviglia ed al Burnley come all’uomo nero nascosto nell’armadio. Come in ogni horror che si rispetti. Come in ogni incubo da cancellare presto.

di Stefano Iaconis

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Una risposta a Nightmare in blue

  • Ci sono varie cose da dire,come se in parità numerica la partita era ancora aperta e completamente imprevedibile,ci sono da sottolineare vari aspetti:il primo,la scelta di far giocare klavan(il peggiore) e non schierare in campo gomez,secondo la scelta di espellere mane,che avendo compiuto un intervento duro e involontario questo (senza dubbio) ha compromesso e rovinato una partita che in 11vs11 era molto combattuta,e avvincente.
    tutti noi tifosi ci aspettavamo un tentativo di riaprire la partita nel secondo tempo da parte degli uomini di jurgen,ma non è stato cosi…
    Klopp come ha riportato in post-conference non è che sia la migliore situazione trovarsi in 10vs11 contro il city,e notando il cambio(esce salah) fa pensare quasi ad una resa(difficilissimo ribaltare il match senza manè secondo me e suppongo sia quello che klopp abbia pensato), ad una corsa ai ripari in vista di mercoledì…queste sono delle mie riflessioni ma non sapremo mai cosa passa nella mente e nello spogliatoio del nostro manager….
    P.S. ah!!! dimenticavo…..cosa che mi è saltata all’occhio squadra molto molto stanca e che non va a pressare nel primo tempo,e nessun tipo di reazione nel secondo tempo.