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New (old) Year’s Day

di Stefano Iaconis

Capitan Gerrard sigla la vittoria australiana

Capitan Gerrard guiderà ancora il Liverpool

Sarà la prima volta dopo lunghissimo tempo senza Carragher, ed il suo profilo di ossidiana scolpito nel tempo. E sarà anche la prima volta dopo un trentennio senza Sir Alex Ferguson, il più vincente tra i tecnici della storia britannica che ha lasciato per godersi il divano dopo mille e più battaglie.  Ciò nondimeno, pur senza il suo vate scozzese, lo United è ripartito da dove aveva lasciato, vincendo. Giusto per gradire. Ci sarà però Mou, un illustre ritorno a Stamford Bridge, con l’uomo di Setubal cui hanno da poco intitolato una strada, che proverà magari a far incidere il suo nome dalle parti di Fulham Broadway road in eterno. Ci sarà il Manchester City del latino Pellegrini, un tecnico preparato ma sicuramente meno fortunato di Mancini. E, immaginiamo, come sempre, ci sarà l’Arsenal con il suo inossidabile mentore Wenger, qualche pelo bianco in più e qualche certezza in meno perché anche i talenti scarseggiano e bisognerà fare di necessità virtù. E non mancherà all’appello anche la “parvenu” del calcio britannico, il Tottenham del meno famoso tra i due portoghesi, Vilas Boas  che resta in agguato. Chissà che le due strafavorite di un torneo che mai come quest’anno ha i suoi pronostici marchiati a fuoco a meno di improbabili rivoluzioni non inciampino. C’è da stare almeno all’erta. E poi  c’è il Liverpool. Meglio, ci sarebbe il Liverpool.  La sempiterna incompiuta.  Quest’ anno più incompiuta che mai, almeno sulla carta, e che, almeno dapprincipio, non lascia spazio a voli pindarici di sorta visto il silenzio che ha avvolto come un bozzolo l’estate del club di Anfield almeno sotto il profilo dei mutamenti. Qualche illustre “Arrivederci” (Reina), un paio di arrivi da valutare da qui a qualche anno (Aspas), qualche giovane da provare (Ibe), ed uno giunto  alla corte di BR titolato nel palmares ma alquanto trafelato nella condizione (Tourè); inoltre  la certezza che Sturridge e Coutinho saranno la base sulla quale costruire per il futuro, e per finire la meravigliosa favola di un giocatore votato a divenire un simbolo per le generazioni future (Gerrard), che verrà letta ad Anfield fino alla sua ultima pagina.  Poco altro. A parte naturalmente  il fragoroso Suarez affair che ha scosso dalle fondamenta la credibilità del club.

Ma questo è un discorso a parte, e l’impressione è che sarà un discorso lungamente dibattuto  durante tutta l’annata calcistica che sta per irrompere. Suarez va Suarez resta, un giorno l’una un giorno l’altra. Rodgers avrà una brutta gatta (pardon, un coniglio) da pelare. E la infinita  degenza in tribuna, causa squalifica, che priverà  Luis del rettangolo di gioco per almeno i primi due mesi della Lega, non sembra aiutare la situazione ad evolversi in maniera serena. L’avvio dirà molte cose. Tante. Visto che la tournee nel sud est asiatico più folkloristica che realmente tecnica, con formazioni largamente inferiori dal punto di vista tecnico di cui i reds hanno agevolmente disposto, non rappresenta banco di prova attendibile. Lo sarebbe viceversa, e di più, l’ultima delle amichevoli che il Liverpool ha giocato a Dublino. Perché il Celtic, che ha pure messo sotto gli uomini di Rodgers, sia come forma fisica, sia come situazioni tattiche presenta analogie con quello Stoke che si schiererà  sabato alle 13, 45 ad Anfield per aprire le danze della Premier League 2013/2014. Il Liverpool, battuto in testa contro i biancoverdi in quella che è stata una partita più vera di quanto non abbia detto la festosa scenografia sulle tribune inscenata dalle due tifoserie , unite  da un’antichissima amicizia, si è visto assai poco, e sebbene alla fine i reds avrebbero potuto vincere ampiamente, è  tuttavia rimasta l’impressione negli occhi di una formazione che pare essere ancora un cantiere in corso d’opera. Mancano tasselli fondamentali. E si sa, lo Stoke non è proprio un avversario morbido. Troppe volte, sia sulla Mersey sia sul Trent, il Liverpool ha patito contro gli uomini in bianco e rosso  che, tatticamente,  potrebbero  rinverdire come detto il ricordo della partita contro i biancoverdi di Glasgow. Raddoppi ossessivi, centrocampo foltissimo, corsie laterali presidiate, uno stuolo di armigeri dinanzi alla tre quarti e contropiede micidiale. Eccoli con quasi assoluta certezza gli ingredienti che lo Stoke mettera’ nel pentolone bollente di Anfield per oppoirsi  all’urto rosso. Un urto che, certamente, sarà accompagnato dalla Kop come da tradizione.  Dalle parti del Merseyside quest’anno non ci si fa soverchie illusioni su una stagione che potrebbe essere luci ed ombre. Suarez permettendo. Non vince all’esordio, il Liverpool da molto. L’ultima fu a Sunderland (2008/09). E  segnò Torres. E’ tempo di capovolgere il destino. Lo vuole anche la storia di un torneo che vedrà, dopo lo Stoke e fino allo scontro armato con il Manchester, un calendario incredibilmente favorevole. E poi non dimentichiamoci che, non ci sarà Fergie, è vero, ma ci sarà Mou. Vorresti mettere lo sfizio?…………………

 

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5 risposte a New (old) Year’s Day

  • YNWA

  • Bell’articolo. Io nel frattempo sto entrando in clima partita 😀

  • temo che si parta con un pareggio, ci vorrebbe una imponente dose di entusiasmo!

  • PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA PIU’ FORTI DELLA SFIGA

  • Abbiamo vinto giocando una bella partita ono soddisfatto di questo Liverpool