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Nel bene o nel male, Dejan Lovren…

Nel teatro confortevole ed esclusivo del Selhurst Park, nel sud di Londra, gli spettatori presenti hanno assistito alla “prima” di un intrigante film diretto da Dejan Lovren.
Nello spazio di una manciata di minuti infatti Lovren ha prima svirgolato malamente un pallone innocuo, regalando all’incredulo McArthur un comodo colpo di testa da spingere solo in rete, e poco dopo sempre il croato ha fatto “ammenda” svettando di testa nell’area opposta per siglare la rete del secondo vantaggio del Pool (1-2).

La vicenda di Lovren ricorda il classico film d’azione a lieto fine, con il “Die Hard” di turno che passa attraverso varie peripezie per trionfare alla fine sui cattivi. Le prodezze di segno opposto di Lovren non cancellano un match incredibile dal punto di vista offensivo del L’pool, contrassegnato da errori sotto porta altrettanto incredibili. Errori di misura che hanno messo a rischio una vittoria certa quanto meritata, al cospetto di un Palace che pur avendo preparato bene tatticamente il match, con il nostro amico Scott Dunn prontissimo a serrare le fila dei suoi compagni, nulla ha potuto di fronte al mismatch tecnico e di pura velocità.

Team news

Al Selhurst Park tornano in formazione Hendo e Lalls, affiancati stavolta da Emre Can. Dopo il Gala’ trionfale di EFL Cup, Studge deve accomodarsi in panchina per far spazio al mago Roberto Firmino. Infine, Moreno sostituisce alla sinistra della nostra difesa Jimbo Milner, che non poteva superare l’influenza ed un infortunio alla caviglia nello spazio di poche ore.

Match Report

La partenza dei Reds è davvero promettente: pressing alto, aggressività, soprattutto tagli veloci che sorprendono lo scacchiere degli Eagles.

Intorno ai 7 minuti Firmino controlla un buon pallone in area, tocca dietro per Can, il quale apre per Coutinho che conclude l’azione con un tiro a giro alto sopra la traversa.

Si tratta del preludio alla prima rete del match: due tocchi di prima consecutivi di Cou e Moreno, smarcano perfettamente Emre Can, già inseritosi in area con un tempo perfetto. Il turco-tedesco infila la porta avversaria con una conclusione in scivolata leggermente deviata (0-1).

Il vantaggio dura poco, perchè dopo appena due minuti giunge il “primo momento Lovren”: il croato svirgola malamente un facile rinvio di piatto, McArthur si ritrova sulla testa un pallone che deve solo spingere in rete e poi ringrazia (1-1).
Come gettare alle ortiche il buon lavoro fatto, in buona sostanza.
In un pomeriggio da action movie all’americana però, è poi lo stesso Lovren a vestire i panni dell’eroe buono che alla fine trionfa sui “cattivi”, e da corner Egli svetta di testa in modo magistrale, superando un bruttissimo cliente come il nostro amico Scouser Scottie Dunn, per firmare il secondo vantaggio dei reds (1-2).

Dal punto di vista del Liverpool è forse la fase migliore del match, dato che gli uomini in rosso dopo il secondo vantaggio sfiorano continuamente il terzo goal, come il pugile in vantaggio che cerca quel colpo del “ko” che non arriva.

23′: Firmino calcia in area, Ward si tuffa in area e ribatte prodigiosamente con la schiena.

26′: Mane’ si accentra benissimo, ma poi il suo tiro ad effetto sorvola la porta.

29′ azione stupenda sull’asse Lallana – Coutinho – Moreno, lo spagnolo centra il palo ed il pallone sembra poter superare il portiere Mandanda’.

Dopo questi 6 minuti di totale assalto Reds, Moreno perde come d’abitudine la concentrazione in fase difensiva, e lascia a Wilfred Zaha troppo spazio per disegnare un cross pennellato per la testa del “Generale McArthur”: 2-2 alla mezz’ora.

Il Pool gioca, il Palace la butta dentro.

Si fa fatica a contare le nostre situazioni da rete: minuto 36 Cou centra il pallo con un bel colpo di testa in tuffo. Oltretutto c’è un evidente mano galeotta del Palace in area che il direttore di gara, il linesman, ed il quarto uomo, collettivamente ignorano.

Un minuto dopo Roberto gioca a testa alta e mette praticamente Sadio Mane’ a porta vuota: pallone calciato di piatto clamorosamente in tribuna.

39′ minuto e Lalls lanciato alla perfezione verso la porta da uno splendido Coutinho, fallisce un’altra occasione con un bel diagonale fuori.

Sembra davvero uno di quei pomeriggi classici alla Pool, da imprecazioni e bestemmie, che di solito poi si concludono anche con una sconfitta.

Il Palace è lì, sembra quasi voler dire: “se proprio avete intenzione di regalarci la partita, noi siamo qua pronti a ricevere il vostro prezioso regalo”.

Per nostra fortuna, dall’ennesimo corner, al 43′ Joel Matip vola in cielo indisturbato, ed in modo magnifico realizza la rete dell’ennesimo vantaggio (2-3).

Il Palace inizia meglio la ripresa, cercando di portare il match più su binari di agonismo a tutto campo.

E infatti Loris Karius, fino a questo momento solo uno spettatore, deve esibirsi finalmente in una parata da corta distanza sull’ex Benteke.

Eppure al 53′ il Demonio Mane’, davvero in cattiva giornata sotto porta, fallisce un’altra occasione pazzesca: dopo un ennesimo taglio perfetto alle spalle della difesa avversaria, il Senegalese conclude malissimo un contropiede perfettamente innescato da Emre Can, con un tiro docile che Mandanda’ riesce a deviare.

Quattro minuti dopo Benteke, per nostra fortuna, consegna palla perfettamente a Karius da buona posizione con una debole conclusione di piatto.

Firmino è poi troppo “altruista”, perchè dopo una splendida combinazione con Mane’ e Klyne, può comodamente calciare in porta di punta, ma opta per un passaggio di troppo che permette a Scottie Dunn di allontanare la minaccia.

A 20 minuti dalla fine, finalmente, il pugile trova il colpo del Ko che chiude nei fatti il match: Hendo pesca in modo millimetrico Firmino, con un perfetto “inch-pass” come dicono gli inglesi. Il Brasiliano con un colpo sotto dolcissimo e chiude la partita, e manda a Studge un messaggio preciso: “per oggi non c’è bisogno di te, resta seduto in panchina”. E così Sturridge si risparmia per la EFL CUP.

Hendo

La partita si fa più tranquilla, a dimostrazione che il colpo del ko spegne i “bollori” di troppo di Pardew.

A parte una violenta conclusione centrale di Zaha, deviata con i pugni da Karius, non si segnala infatti più nulla di rilievo.

Abbiamo solo i tre cambi finali: Giorgino sostituisce Lalls, che si gode il coro “Adam Lallana” della Travelling Kop tutto per lui, Origi per Firmino al 88′, ed infine Klavan per Mane’, così da provare, seppur per una manciata di minuti, uno schema con l’estone terzino sinistro e lo spagnolo esterno destro.

Fine match, consegniamo Pardew ai suoi tipici veleni da mediocre rancoroso, alla mourinho, che del resto è sempre stato l’idolo dell’ex giocatore del Crystal Palace.

Incidenti isolati possono verificarsi in una difesa complessivamente abbastanza solida come la nostra. Lovren sta giocando in modo stupendo finora, e comunque
l’errore di oggi è stato ampiamente risolto con carattere.

Oltretutto bisogna sottolineare le tante occasioni malamente sprecate oggi prima di quel colpo del KO che poi è fondamentale per mettere “a nanna” le partite.

Del resto gli errori sotto porta sono la stessa ragione che ha tenuto il match con il WBA in bilico.

Ciò non toglie che dal punto di vista dell’organizzazione del pressing, della qualità e della velocità delle azioni corali i reds sono stati entusiasmanti a tratti, e i ragazzi sbagliano tanto ma producono anche tanto, e soprattutto, scusate il gioco di parole, segnano tanto.

Avanti così.

YNWA, Riccardo Leone

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