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Mr Henry, ora rischia e spendi!

di Giorgio Capodaglio

Mr Henry con la moglie in una delle poche apparizioni ad Anfield

Mr Henry con la moglie in una delle poche apparizioni ad Anfield

Parto da lontano. Nella giornata di ieri, incuriosito dalle voci arrivate da Sky Sport su un inserimento del Liverpool nella trattativa tra la Roma e il Tottenham per Lamela, ho ascoltato per qualche ora le tante radio che nella capitale parlano di calcio, ovviamente in questo caso mi sono focalizzato sulle trasmissioni romaniste. Tante le contestazioni per l’eventuale cessione, che seguirebbe quelle di Marquinhos e Osvaldo (quest’ultimo non troppo rimpianto), ma la cosa più sorprendente è stata per me ascoltare alcuni tifosi difendere la società, giudicarne l’ottima plusvalenza, arrivare addirittura a giustificare l’operazione spiegando: “ma se siamo fuori dall’Europa cosa deve fare la società? Mica possono rimetterci i soldi, giusto che vendano”. Vero, la Roma da due anni è fuori dall’Europa, in realtà sono tre dal momento che nella stagione 2011/12 uscì addirittura negli spareggi di Europa League contro lo Slovan Bratislava, ma per colpa di chi? Non certo dei tifosi, magari qualche colpa possono averla i giocatori. Ma chi è più colpevole se non la società? Purtroppo il calcio moderno ha trasformato anche noi tifosi, da semplici appassionati siamo diventati economisti, ci preoccupiamo per le casse delle società. Beati i tempi in cui “eravamo tutti allenatori”.

Purtroppo il Liverpool attuale ha molte cose in comune con questa Roma e non a caso la dirigenza arriva dagli Stati Uniti, più nel particolare da Boston. Come per i giallorossi anche il Liverpool è fuori dall’Europa, con tanto di tifosi che giustificano con questa il budget ribassato (come se la colpa della mancata qualificazione non fosse proprio della dirigenza) e anche nel caso dei Reds in tre anni siamo già al secondo progetto. Per fortuna almeno ad Anfield quest’anno si è optato per la continuità, dando un’altra possibilità a Rodgers, senza ripartire da zero. In fin dei conti qualcosa di buono sul finire della passata stagione lo si è visto, e soprattutto quest’anno il Liverpool non riparte da zero come nella passata stagione, ma con una formazione pronta. Purtroppo però è mancato per ora il grande colpo. La società ha messo a disposizione di Rodgers appena 20 milioni di sterline. Lui si è mosso bene, se si esclude la cessione soltanto in prestito di Reina, perché con quel poco che aveva a disposizione è riuscito comunque a rinforzare, anche se di poco, la squadra rispetto alla passata stagione, dove bisogna ammettere, già a gennaio avevamo una formazione di gran lunga migliore rispetto a quella con la quale avevamo iniziato il campionato scorso. Sono arrivati Mignolet, che ha esordito da protagonista nella prima giornata, se si esclude un errore in apertura che vogliamo giustificare con l’emozione, e con lui anche Aspas (protagonista lo scorso anno in Liga), l’enigmatico Luis Alberto, un volenteroso Kolo Tourè (sostituisce Carragher), il francese Cissokho. Il tutto per 26,8 milioni di euro. Dall’altra parte sono stati ceduti a titolo definitivo i vari Carroll (17,5 milioni), Spearing (1,6 milioni), Downing (5,8 milioni) e Shelvey (5,9 milioni). Il totale? 30,8 milioni. Insomma Rodgers è riuscito a rinforzare la squadra, per quanto riguarda la sua idea di gioco, senza mandar via giocatori a lui utili e contemporaneamente ha fatto guadagnare alla società ben 4 milioni di euro.

Bene, specificato ciò sappiamo che la società a inizio mercato aveva stanziato solo 20 milioni di sterline, che in euro sono 23,35 milioni. Insomma in questo momento nelle casse della società ci sono quindi 27,35 milioni di euro per fare mercato, ma contando i soldi risparmiati dagli ingaggi di questi giocatori – soprattutto se confrontati con quelli dei calciatori entrati – si sorpassano i 30 milioni di euro. Una cifra che va assolutamente spesa, ma che in questo momento è troppo bassa in un mercato dove anche i giovani, almeno quelli più forti, costano uno sproposito. Ci volete economisti? Allora per una volta facciamo gli economisti e diciamo che i più grandi imprenditori sono quelli che hanno saputo rischiare e investire. Proprio quello che ora non stanno facendo gli americani, che i soldi se li tengono in tasca e che non tirano fuori una sterlina senza essere certi di poterne incassare il doppio. Il Liverpool? Per loro è solo un investimento, la possibilità di speculare sullo stadio, di arricchirsi. Sentimenti? Zero. Ma almeno vorremmo vedere un po’ di quella sana voglia di rischiare, di dare stimoli ai tifosi, anche perché a questo punto, se la società è la prima a non metterci la passione, a ragionare solo in base ai soldi, perché gente come Suarez dovrebbe comportarsi in modo diverso e legarsi a vita al Liverpool?  Non sto difendendo Suarez, sia chiaro, ma certamente lui non è peggio di chi gestisce questa società.

Premesso che il mercato si chiuderà soltanto il 2 settembre e vogliamo credere che alla fine arriverà una bella sorpresa per noi che amiamo questi colori, una cosa la chiediamo. Se Mister Henry non è in grado di arrivare a giocatori dal sicuro avvenire come Mkhitarya, Willian o Lamela, perché ormai a Liverpool si fanno i calcoli a tavolino senza tirar fuori quel qualcosa in più, allora faccia una cosa sentimentale, che farebbe esultare ogni tifoso come a un gol: riporti a Liverpool lo spagnolo Xabi Alonso. Il centrocampista è ormai in rottura con il Real Madrid, si trova sulla lista dei partenti, e soprattutto è in scadenza di contratto. Con non troppi soldi si potrebbe portare ad Anfield, lì dove la sua carriera ebbe un’impennata. A quasi 32 anni non è più giovanissimo, ma ha ancora tanto da dare e soprattutto regalerebbe ai tifosi del Liverpool quella passione che manca da troppo tempo. Per il resto, almeno da parte mia, piena fiducia a Rodgers: lui per ora si è mosso bene, ma meriterebbe qualcosa in più, un aiuto dalla società. Speriamo che arrivi, perché per essere grandi manca davvero poco, quello slancio in più. Capito Mister Henry? Se vuoi vincere nel calcio devi osare e rischiare, altrimenti è inutile fingersi appassionati cantando You’ll never walk alone quelle due volte all’anno in cui vieni a Liverpool.

 

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3 risposte a Mr Henry, ora rischia e spendi!

  • non fa una grinza…

  • Pienamente d’accordo su tutto. Pure il fatto che il calcio moderno ha trasformato noi tifosi da semplici appassionati in economisti: tutti ci preoccupiamo per le casse delle società, a dire però costa troppo, abbiamo speso troppo…..
    AGAINST MODERN FOOTBALL

    YNWA JFT96

  • Lungi da me l’idea di difendere la società, ma ricordo a tutti qualche retroscena importante: L’investimento la società lo aveva fatto e anche importantissimo: 100 milioni di € per portare ad Anfield Suarez, Carroll, Downing, Enrique e Henderson. 5 giocatori voluti da King Kenny, e che se avessero mantenuto le aspettative ci avrebbero permesso di fare una stagione sicuramente culminante con uno dei primi 4 posti. In ogni caso ci hanno garantito 2 finali di coppe di cui una vinta. Il problema è che quell’investimento non è stato ripagato, perchè la squadra non ha raggiunto la CL, competizione che avrebbe innescato grazie agli ingenti guadagni, un giro di investimenti a lungo termine. Questo era il progetto base degli americani. Purtroppo Kenny toppò l’acquisto di Carroll(e anche quello di Handerson), il più grande investimento della nostra storia e i 40 milioni spesi non vennero reintegrati in nessun modo. Adesso ci ritroviamo una società in debito(anche se leggero) e senza ricavi significativi(niente Europa, niente trofei). In questo, lo scorso anno a Gennaio hanno investito in maniera praticamente perfetta portandoci a casa Sturridge e Coutinho, 2 talenti che non hanno più bisogno di presentazioni. Secondo me la società non è da giudicare ora. Ora cosa ci sarebbe da rischiare? Col fair play finanziario alle porte sarebbe un suicidio commerciale, a menochè tu non vinca la Premier. Ora cè soltanto da sfruttare la mancanza di coppe e la ritrovata brillantezza per tentare di raggiungere uno dei primi 4 posti. Una volta raggiunta la CL e i suddetti introiti, allora la società dovrà mantenere le promesse fatte(ovvero un giro di investimenti importanti) e allora sarà giudicabile sul serio.