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MORE THAN A DERBY…

Mancherà l’atmosfera, mancherà il supporto di Anfield. Ma tutti insieme uniti per poter tornare nella massima serenità.

Sono stati scritti fiumi di parole su questa partita, lo abbiamo sempre etichettato come un friendly derby, con le due comunità sempre molto unite sopratutto dopo gli eventi di Hillsborough. Una cosa naturale, anche perché a pensarci bene, alla fine abbiamo tante famiglie che sono intrecciate ed allo stesso tempo separate da questa passione, questa fede. Che si rafforza ancora di più nei giorni che precedono la partita. Per poi proseguire con gli immancabili sfottò i giorni seguenti. E’ il bello dei derbies. Purtroppo negli ultimi anni rivalità se ne è vista poca, e il senso di frustrazione (sportiva) nella parte blu della città, è cresciuta tantissimo. Questa la premessa per provare a spiegare quello che abbiamo assistito nel match d’andata, la cosa più deplorevole è stata che la gara si è svolta (come ormai succede da quasi un anno a questa parte) in uno stadio vuoto, senza pubblico, senza il conseguente pathos agonistico della tua tifoseria che ti spinge a dare quel qualcosa in più. Ed allora risulta ancora più inaccettabile e senza senso gli interventi a cui abbiamo assistito. Interventi che ci hanno privato per l’intera stagione del nostro leader, del nostro punto di riferimento nonché del miglior difensore al mondo Virgil Van Dijk.

Gomez al lavoro con Van Dijk nel nuovissimo AXA center.

E di aver azzoppato e reso di conseguenza più complicato l’inserimento di Thiago Alcantara, colui che avrebbe dovuto prendere in mano il nostro centrocampo, l’acquisto TOP del mercato 2020. Due azioni che hanno compromesso un intera stagione, il destino (beffardo) ha fatto il resto. Ho letto di tutto sui social, ognuno ha cercato di dare le spiegazioni più verosimili al momento che la squadra ha vissuto. Le ipotesi più contorte, le definizioni più assurde e le conclusioni più amare. Cose che un tifoso dopo aver analizzato per bene la cosa a 360° non dovrebbe nemmeno pensare… Senza accennare minimamente alla cosa più semplice e naturale che si poteva pensare, in una qualsiasi squadra (di livello alto) togli la coppia centrale titolare più la riserva principale per tutta la stagione, ed arretra i due centrocampisti più importanti adattandoli in un ruolo non loro… Di conseguenza perdi due grandi difensori e due grandi centrocampisti nello scacchiere iniziale, poi mettici lo stato di forma un po’ appagante del trio d’attacco e l’infortunio di colui che a sorpresa stava scalando (con reti e ottime prestazioni) postazioni per poter aspirare ad un posto di nuovo titolare, parliamo di Diogo Jota, ed ecco che la frittata è fatta e la stagione si complica non poco. Tutto qui, una constatazione tanto semplice quando amara. Ricordiamo che prima del derby di andata il Liverpool stava cercando di rimettersi sulla giusta carreggiata, un inizio in sordina delle squadre migliori avevano portato i Blues a guidare la classifica, questo era bastato per rendere il match una gara da primato, dove loro si sono sentiti in diritto di andare oltre ogni limite. Un atteggiamento che ha lasciato non pochi strascichi tra le tifoserie, tra le società ed anche tra i calciatori. Quella che oggi chiediamo noi tifosi è la risposta più bella che possiamo dargli, una risposta fatta di bel gioco e di reti, il resto lasciamocelo alle spalle per quello che oggi è PIU’ CHE UN DERBY. Appuntamento assolutamente da non perdere oggi  alle 18:30. La diretta TV su Sky Sport Uno (canale 201).

Le probabili formazioni di Liverpool-Everton

LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Kabak, Henderson, Robertson; Thiago, Wijnaldum, Jones; Salah, Firmino, Mane.
EVERTON (4-2-3-1): Pickford; Coleman, Holgate, Keane, Digne; Doucoure, Allan; Rodriguez, Sigurdsson, Richarlison; Calvert-Lewin.

di Nunzio Esposito

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