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Mentality Monsters

 

La sblocca il solito Mané

 

Terminata l’orrida tanto quanto inutile e dannosa pausa delle Nazionali, torna il calcio vero, e torna con la 13° giornata di Premier. Un Liverpool reduce dall’incredibile vittoria contro il City, va a giocare una partita molto insidiosa sul campo del Palace. Salah e Robertson erano in dubbio per la partita, ma sono stati entrambi recuperati, anche se Salah viene lasciato in panchina per evitare ricadute in vista della Champions.

Il solito 4-3-3:
Alisson; Alexander-Arnold, Lovren, van Dijk, Robertson; Fabinho, Wijnaldum, Henderson; Oxlade-Chamberlain, Firmino, Mané

Inizia il primo tempo. Tutti dicevano che la partita sarebbe stata difficile, e chiaramente avevano ragione. Dopo i primi minuti di apparente controllo Liverpool, il Palace esce improvvisamente e brutalmente dalla propria metà campo, e inizia a creare pericoli da tutte le parti. Un Palace che gioca bene, con uno strepitoso Zaha. Al 13° Ayew ha la possibilità di infilare la porta con un tiro ravvicinato su cui Alisson non avrebbe potuto niente, ma la palla va fuori seppur di pochi millimetri. Il Palace continua ad attaccare tanto e bene, il Liverpool è in difficoltà e si vede. Al 24°, sull’ennesimo calcio d’angolo in favore del Palace, Gary Cahill colpisce una traversa da distanza ravvicinata. Questo episodio mette un pò di apprensione ai reds, che cominciano a riprendere in mano il possesso palla, seppur creando poco o nulla, quantomeno si evitano ulteriori pericoli da parte del Palace. Il Liverpool soffre sicuramente “la sbornia” mentale dopo la partita col City, e sopratutto le 2 settimane di stop causa l’orribile pausa nazionali, che ha tolto ritmo in un momento eccellente della stagione. Al 43° il Palace segna goal. Tomkins la spinge dentro da pochi centimetri, raccogliendo un rimpallo causato da una punizione(su fallo molto dubbio) battuta vicinissima al corner. Per fortuna, in questa azione Ayew atterra Van Dijk con una spinta netta e potente, ed un controllo al VAR sancisce il giusto annullamento del goal. Si va negli spogliatoi sullo 0-0.

Zaha riacciuffa il pari nel finale…

Al via il secondo tempo, e il Liverpool quasi immediatamente ha una grandissima occasione con Mane che in accellerazione brucia i difensori e si trova a tu per tu col portiere, ma il suo tiro esce di pochissimo a lato. E’ stata la prima vera occasione dei reds della partita. Mane si riscatta esattamente un minuto dopo, quando su un’azione un pò confusa riceve palla in area e con una bella giocata tira la palla in porta la quale dopo una rocambolesca traiettoria sulla linea, finalmente si insacca. 1-0 insperato ma di fondamentale importanza per indirizzare una partita che fino a quel momento aveva mostrato una marea di ombre, e quasi nessuna luce. Tuttavia per il Crystal Palce è come se non fosse successo nulla. Ritrovano il controllo della partita fin dal momento in cui battono da centrocampo dopo il goal: Infatti quasi subito creano una pericolosissima occasione con Townsend che costringe Allison ad una grande parata. La partita prosegue ricca di occasioni, anche da parte del Liverpool che intorno al 65° sfiora il 2-0 con un tiro di Firmino e un miracolo del portiere. All’82° però il Palace pareggia. L’ennesima bella giocata di Townsend pesca Zaha che, come premio di una partita giocata a livelli celestiali, insacca il pallone. Bisogna ammettere che il goal del Palace, e in particolare di Zaha è meritatissimo. Bisogna ammettere anche che però a noi dei meriti dell’avversario non ce ne può fregare un beneamato cavolo, perchè ci servono i 3 punti a prescindere dal resto. Se Dio vuole sono di questo avviso anche 2 persone in campo: Il primo è Firmino che insacca il 2-1 all’85°, su altra azione estremamente rocambolesca. Il secondo è lo stesso Zaha che al 92° ha la palla del pareggio sui piedi, ma decide di non segnare spedendola incredibilmente in curva.

…ma Bobby mette il sigillo decisivo!

Arriva la vittoria ed è una vittoria fondamentale visto che il City batte il Chelsea e mantiene il passo, e pure il Real Leicester, al momento da considerare una pretendente al titolo, infila la sua 5° vittoria di fila ed è secondo in solitaria. Bisogna continuare a vincere fino in fondo. A tutti i costi, visto che per i nostri avversari non esiste evento che possa fiaccarli nel morale o nelle convinzioni.

di Alessandro Tulin

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