donazioni

Iscrizioni Liverpool Italian Branch

OLSC Twitter
LFC Official Twitter
This Is Anfield
I Nostri Articoli

Massimo risultato, minimo sforzo

 

Tre punti e primo posto

 

Con il big match di domenica contro il City all’orizzonte, il Liverpool si rituffa in Champions perché, come detto, c’è prima il Genk. Poichè i campioni del Belgio sono già stati battuti con un sonoro 4-1 in casa loro, tra le mura amiche di Anfield ci si aspetta una partita senza storia. Tutti questi fattori in realtà costituiscono il rischio da evitare di questa partita, darla così scontata da prenderla sottogamba. Klopp si fida della sua rosa e opta per un discreto turnover, lasciando fuori gente come, Manè, Firmino, Robertson, Lovren e Henderson (assente per malattia). Spazio a Gomez, Milner, Keita, Origi e Oxlade-Chamberlain, già decisivo in Belgio.

La partita comincia ovviamente con i padroni di casa all’attacco. Una prima occasione capita a van Dijk su calcio d’angolo, ma non si coordina bene per la conclusione e il pallone termina alto. Non ci vuole molto però perché la partita si sblocchi: azione sulla sinistra orchestrata da Origi e Milner, il cross del numero 7 carambola sul belga Dewaest e il più lesto ad approfittarne è Wijnaldum, che da due passi anticipa tutti e fa 1-0. Il Liverpool continua ad attaccare per chiudere la pratica al più presto, ma la precisione non è quella dei giorni migliori. Sugli sviluppi di una ripartenza è Keita ad avere una doppia chance per il 2-0, ma il portiere Coucke e un suo difensore sventano la minaccia. Alla mezz’ora ci prova Oxlade-Chamberlain che prima ubriaca la difesa con una doppia finta e tira, ma all’ultimo momento Cuesta si immola e respinge la botta. Tocca poi a Salah, che riceve palla in area da Milner e dopo una delle sue penetrazioni tira da posizione molto angolata, troppo però, e il pallone termina sul fondo. Il Liverpool è padrone del campo ma non trova il colpo del KO, e allora il Genk sul finire del primo tempo si fa pericoloso. Prima con un cross pericoloso che coglie la difesa distratta, ma viene allontanato in modo provvidenziale da Alexander-Arnold in calcio d’angolo. Poi, proprio sul successivo angolo, arriva la doccia fredda: cross in mezzo, Samatta salta indisturbato e di testa fa 1-1. Negli ultimi minuti ancora occasioni: prima il Genk, che prova a sfruttare il momento, va vicino al clamoroso vantaggio con un rasoterra di Heynen, poi Origi e van Dijk mancano altre due occasioni per tornare in vantaggio. Ma la prima frazione finisce a sorpresa 1-1, è tempo di riorganizzarsi.

La decide di nuovo Ox

Comincia la ripresa col Liverpool che deve tornare a rimboccarsi le maniche per cercare il gol, e il gol arriva presto. Al 52′ Salah si destreggia bene in area e serve Oxlade-Chamberlain, che si gira in un fazzoletto e con un sinistro a incrociare non lascia scampo a Coucke, 2-1 e Anfield tira un sospiro di sollievo. Cinque minuti dopo, Salah si libera bene del suo marcatore in area e potrebbe far tre, ma il suo tiro è debole e centrale. Come nel primo tempo, il Liverpool va alla ricerca del gol che chiuderebbe la partita, ma il gol non arriva e la partita resta in bilico. Il Genk, che nel frattempo è riuscito a rimanere in partita, prova allora il colpaccio nel finale, ma Alisson è attento e salva sulla conclusione di Heynen. I Reds allora, consci che la serata non è proprio delle migliori, addormentano la partita e si limitano a gestire fino a portare a casa la vittoria.

Finisce 2-1 una partita sostanzialmente controllata ma con qualche sofferenza di troppo. Forse inconsciamente la testa era un po’ già a domenica, ma un Liverpool a marce basse è sufficiente per raccogliere i tre punti e balzare in testa al girone, grazie al contemporaneo pareggio tra Napoli e Salisburgo. Una vittoria nel prossimo turno contro il Napoli vorrebbe dire ipotecare il primo posto, ma a questo ci si penserà a tempo debito. Adesso testa a domenica, perché ora sì, ora c’è il City.

 

di Walter Randazzo

 

Comments

comments