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MARTELLATA SUI DENTI

Non è giornata, e Klopp sembra saperlo

Archiviato il girone di Champions League, i Reds si rituffano in Premier dove ad attenderli c’è il pericoloso West Ham di Moyes che definire sorpresa sarebbe ormai riduttivo. Infatti gli Hammers, dopo la scorsa annata finita al sesto posto, continuano a macinare punti in campionato: sono solo due le lunghezze che li dividono dalla squadra di Klopp, ad appena 6 punti dalla vetta occupata dal Chelsea. 6 anche le partite in cui i padroni di casa non perdono in tutte le competizioni. Questo per sottolineare come la gara che va in scena oggi al London Stadium è un vero e proprio scontro diretto. L’allenatore scozzese ex Manchester United ed Everton, cambia 7 pedine su 11 del suo scacchiere rispetto alla gara pareggiata in Belgio contro il Genk in Europa League, puntando sull’ormai collaudato 4-2-3-1: Fabianski; Johnson, Zouma, Ogbonna, Cresswell; Soucek, Rice; Bowen, Fornals, Benrahma; Antonio. Assenti Vlasic e Yarmolenko per infortunio.

Klopp, sicuramente al settimo cielo per aver già vinto il cosiddetto girone della morte in Champions con addirittura due turni di anticipo, si affida alla stessa formazione che ha demolito l’Atletico Madrid ad Anfield fatta eccezione per Robertson che riprende il posto da titolare sulla fascia sinistra invece del comunque ottimo Tsimikas. Confermato il consueto 4-3-3: Alisson, Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Oxlade-Chamberlain; Salah, Jota, Mané. Soliti problemi di infermeria per i Reds, che devono rinunciare a Keita, Firmino, Jones, Gomez, Milner ed Elliott. Ma non ci sono scuse, l’occasione per riavvicinare la capolista Chelsea, ieri fermata in casa dal Burnley per 1-1, è molto ghiotta, ma vincere contro questo West Ham in trasferta non è per nulla scontato. I precedenti sono dalla parte dei Reds che non perdono in Premier sul campo degli Hammers dal 2016 (4 vittorie e 1 pareggio). Atmosfera stupenda, le bolle di sapone ci sono, i cori assordanti di entrambe le tifoserie anche. Si comincia.

L’intervento da probabile rosso di Creswell. Nemmeno punizione.

Il Liverpool parte subito forte e dopo 3 minuti conquista un calcio d’angolo, ma il West Ham riesce a ribattere e a ripartire in contropiede. I Reds sono super sbilanciati in avanti, Van Dijk vince l’uno contro uno con Antonio ma concede il corner. Dallo stesso, battuto da Fornals, Alisson cicca il pallone che finisce in rete. 1-0 per i padroni di casa, ma è evidente il fallo subìto dal portiere brasiliano da Ogbonna che saltando gli impedisce di respingere la palla, colpendo il braccio del numero 1 brasiliano. Ma Pawson, arbitro totalmente inadeguato a questi livelli, non interviene e anche il VAR decide che il goal è valido. Al 9’ Cresswell rischia il rosso, per un bruttissimo intervento in scivolata con la gamba molto alta su Henderson: nemmeno punizione. Nel pomeriggio, Holgate dell’Everton è stato espulso per un intervento praticamente identitico. Coerenza arbitrale inglese. Peggio non poteva iniziare il pomeriggio londinese del Liverpool. Gli Hammers si chiudono a riccio ed inizia un lungo, lento e sterile possesso palla dei Reds che non impensierisce minimamente la difesa avversaria. In più ci si mette Ogbonna che prima per un infortunio al ginocchio, poi per una botta al viso fa passare almeno 5 minuti in cui non si gioca. Si arriva così fino al 40’ quando Salah conquista una punizione al limite dell’area. È la tipica partita in cui serve il colpo del fuoriclasse, in questo caso Alexander-Arnold che infila il pallone sotto l’incrocio dei pali con una traiettoria magistrale per il pareggio del Liverpool.

Punizione magistrale di Trent che vale il momentaneo 1-1

I Reds però rischiano di prendere subito il 2-1 avversario, ma Van Dijk salva su Antonio con una scivolata che vale un goal. Si chiude un primo tempo prevedibilmente difficile per il Liverpool reso ancora più complicato dal goal irregolare realizzato all’inizio dal West Ham. La ripresa sembra andare come il primo tempo: 50’, angolo West Ham, Dawson (entrato al posto di Ogbonna), stacca sopra tutti e colpisce la parte alta della traversa. Dominante la squadra di Moyes sui calci piazzati. Due minuti più tardi però, Mané ha la palla per il vantaggio: Alexander-Arnold disegna una traiettoria meravigliosa per Robertson che di piatto, di prima intenzione, serve il senegalese al centro dell’area. Il tiro di Mané però è centrale e Fabianski respinge. Occasione d’oro sprecata dal 10. E come spesso accade nel calcio, goal sbagliato, goal subìto: il Liverpool è tutto nella metà campo del West Ham, Mané perde palla, nella trequarti avversaria, il centrocampo dei Reds si apre come l’acqua con Mosé, palla filtrante per Fornals, Matip nella terra di nessuno, tiro dello spagnolo non irresistible ma Alisson sbaglia l’intervento e goal. 2-1 West Ham, fase difensiva disastrosa per la squadra di Klopp, che comincia a sbandare paurosamente sotto i colpi di un West Ham solidissimo in difesa, affamato e fisicamente straripante.

Il tanto bello quanto inutile goal di Origi

Entra Thiago per Oxlade-Chamberlain, ma cambia poco. Al 74’ ancora calcio d’angolo per i padroni di casa: cross di Bowen, parabola che sorvola tutti, compreso un Alisson in giornata no, e Zouma la infila indisturbato sul secondo palo per il 3-1 West Ham che sembra aver messo la parola fine alla gara. Klopp butta nella mischia Origi e Minamino, e il belga regala una speranza ai Reds all’83’: palla in area di Alexander-Arnold, Origi spalle alla porta stoppa e manda il pallone all’angolino con una bellissima torsione. Improvvisamente il West Ham, fin lì spaventosamente solido, sembra vacillare. Il Liverpool ce la mette tutta e al 91’ ha la palla del pareggio: ancora punizione magistrale di Alexander-Arnold che pesca Mané tutto solo sul secondo palo; il senegalese però inspiegabilmente si abbassa con la testa invece di calciare col destro e manda la palla a lato, sprecando malamente l’occasione per raggiungere un pareggio che pochi minuti prima sembrava insperato. Superato lo spavento il West Ham controlla gli ultimi istanti della partita che vince con merito interrompendo l’imbattibilità stagionale del Liverpool, volando al secondo posto insieme al City a sole 3 lunghezze dal Chelsea. Liverpool che interrompe quindi una striscia di imbattibilità che durava da 25 partite, ma soprattutto spreca l’occasione di rimettere la classifica a posto dopo il pareggio del Chelsea e dopo il deludente 2-2 col Brighton di una settimana fa. 1 solo punto e 5 goal subìti in queste due partite devono far riflettere Klopp, che ha una squadra meravigliosa ma quest’anno spaventosamente incline a lasciare gli avversari soli contro 1 o 2 giocatori in campo aperto dal nulla. E in Premier League non puoi permettertelo. Ora arriva l’ennesima sosta per le nazionali, sperando di poter recuperare qualche giocatore infortunato e le forze fisiche e mentali per tornare a vincere.

di Gabriele Kopite Ventola

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