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Liverpool, prenditi la qualificazione

Un gruppo unito: ecco come si presenta oggi il Liverpool

Un gruppo unito: ecco come si presenta oggi il Liverpool

Mi giustifico subito, se l’articolo presenterà qualche lieve errore grammaticale, sarà dovuto al fatto che lo sto scrivendo mentre volo da Torino a Londra e chi mi conosce sa quanto io possa avere paura di volare, soprattutto in un periodo particolare come quello che siamo vivendo. La domanda che sorge spontanea è ovviamente la seguente: chi me lo fa fare? Mi basta chiudere un attimo gli occhi e immaginare il momento in cui camminerò dallo Stanley Park verso Anfield e piano piano vedo lentamente apparire davanti ai miei occhi lo stadio dei miei sogni, che piano piano diventa più grande. Mi basta pensare al calore dei pub davanti alla Kop, al vociare delle persone, ai cd con i cori della nostra curva che suonano all’interno dei negozi, all’odore di carne e cipolla del panino che tradizionalmente mi mangio prima della partita. E poi l’ingresso allo stadio, quelle tribune che si riempiono molto lentamente, il vociare che si fa sempre più forte fino a diventare un unico urlo di battaglia e successivamente “You’ll never walk aone” cantato a squarciagola insieme a persone mai viste prima in vita mia, ma con le quali condivido una passione fortissima. Allora si, ne vale la pena, se il risultato è quello di vivere queste emozioni.

Ma soprattutto ne vale ancor di più la pena se penso al momento attuale del Liverpool, confrontandolo ad altre occasioni in cui andai ad Anfield con Hodgson in panchina, oppure lo scorso anno per un deludente pareggio contro il Sunderland. Quello di oggi è infatti un Liverpool in crescita, con un tecnico passionale, capace di trasmettere il proprio carattere ai calciatori, pronti a correre sempre più degli avversari. Con Klopp i Reds sono cambiati come squadra, hanno iniziato ad aiutarsi, senza quelle corse a vuoto che abbiamo visto fino a un mese e mezzo fa. Calciatori che sembravano ormai da buttare (vedi Skrtel, Lovren o Lallana) sono diventati imprescindibili, così come chi, vedi Firmino, sembrava soltanto un “waste of money” come dicono gli inglesi. Negli occhi c’è la prestazione contro il Manchester City, una delle partite più belle giocate dai Reds negli ultimi anni, una di quelle imprese che ricorderemo ancora tra molti anni. Merito di un tecnico che ha saputo preparare la partita alla perfezione, sfruttando i punti deboli dell’avversario, ma soprattutto le caratteristiche dei propri calciatori. Ma non solo, Klopp è riuscito anche a limitare i tanti difetti difensivi di questo Liverpool, che troppe volte ha commesso degli errori evitabili. Sia chiaro, il problema non è risolto, anche contro il Manchester City qualche errore lo si è visto, ma più dovuto a una momentanea mancanza di lucidità (vedi il passaggio superficiale di Skrtel in occasione dell’1-3 e quello all’indietro di Milner che aveva lanciato Sterling a tu per tu con Mignolet per il possibile 2-3) che problemi strutturali del reparto difensivo.

La cosa che ha colpito in questi giorni è stata però la lucidità con cui Klopp ha predicato calma, approfittando di un match vinto 4-1 per dire che ancora c’è tanto lavoro da fare, che il cammino è ancora lungo. Già, perché il Liverpool per ora ha fatto le sue grandi imprese sempre in trasferta, ma ad Anfield ha raccolto pochissimo. Questo non si tratta di una casualità. Il Liverpool di quest’anno, proprio per gli elementi che ha in rosa, riesce a giocare molto meglio in contropiede, quando può rubare palla e ripartire. A centrocampo giocatori come Lucas, Can e Milner sono bravissimi in fase di rottura, ma non gli si possono certo chiedere anche dei lanci millimetrici, anche perché correndo molto viene un po’ meno la lucidità. I Reds quindi hanno qualche difficoltà in più quando si trovano di fronte una squadra che si chiude e costringe il Liverpool a partire da dietro, con tutti i problemi del caso a livello tecnico. Manca un regista e fino al prossimo mercato sarà probabilmente così. Eppure c’è molta fiducia, perché come insegna Klopp, se anche si perde palla bisogna correre subito a recuperarla, stando molto alti e se in quel momento si riesce a farlo, allora si aprono gli spazi per gli inserimenti di calciatori veloci come Firmino, Coutinho, Lallana, Ibe o, speriamo, Sturridge.

Contro il Bordeaux si potrebbe proprio rivedere dopo molto tempo l’attaccante inglese, che manca ormai da troppo. La speranza di tutti è che davvero possa finalmente recuperare la sua miglior condizione fisica, anche perché sarebbe importantissimo per le sue caratteristiche nel gioco di Klopp. Il tecnico tedesco lo sa e spera davvero di rivederlo nella sua condizione migliore. Una cosa è certa, se Sturridge sarà in campo, vorrà dire che sta bene ed è in grado di fare subito la differenza. Infatti il Liverpool si gioca moltissimo nel match contro il Bordeaux ed è vietato fare esperimenti. I Reds, che con un pareggio sarebbero praticamente qualificati, devono trovare la vittoria per non far scendere l’entusiasmo che è stato creato dal successo contro il Manchester City. Anfield, si sa, a volte è una brutta bestia, capace di entusiasmarsi e deprimersi con poco. Dopo la grande partita di sabato, anche un pareggio verrebbe vissuto quasi come un dramma da un pubblico che ancora deve iniziare a crederci sul serio. Ma se dovesse arrivare una vittoria anche contro i francesi, allora si, il Liverpool di Klopp potrebbe iniziare a spiccare il volo, allontanando i fantasmi del passato e guardando con molta fiducia ai prossimi anni che con questo tecnico in panchina potrebbero essere trionfali. È arrivato l’uomo giusto per tornare a sognare.

Giorgio Capodaglio

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