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LIVERPOOL PRENDITI CIÓ CHE È TUO, CONTRO IL PALACE NON CAMMINERAI DA SOLO

Anfield per la seconda volta riapre al pubblico, questa volta saranno 10.000 i fortunati che assisteranno all’ultima di Premier

È finalmente arrivato l’ultimo atto di una lunga ed estenuante stagione, nella quale il Liverpool non si è fatto mancare nulla: l’inizio con la sensazione di essere invincibili, logica coda dei successi degli ultimi anni; i primi campanelli d’allarme sotto forma della goleada subita con l’Aston Villa; gli infortuni di Van Dijk e Thiago Alcantara contro l’Everton, seguiti da quello di Gomez, che improvvisamente hanno reso il Liverpool vulnerabile; l’illusione di poter vincere nonostante le difficoltà, con la squadra capace di regalarsi una facile qualificazione in Champions ed il primato a Natale dopo un clamoroso 0-7 sul campo del Crystal Palace; il crollo improvviso durante le festività natalizie e la fine delle certezze costruite negli ultimi anni; gli infortuni in serie con Jota, Matip, Henderson, lo stesso Fabinho e quasi ogni elemento della rosa costretto a fermarsi nel corso della stagione; la sconfitta in casa contro il Burnley, seguita da altre cinque battute d’arresto ad Anfield; gli errori da parte di calciatori che avevano viziato tutti dando l’impressione di infallibilità; le tragedie che hanno colpito Klopp ed Alisson; la follia della Super Lega che ha destabilizzato tutto l’ambiente prima di alcuni match importanti; poi, quando tutto sembrava finito, improvvisamente il ritorno alle vittorie, seppur tiratissime, quella determinazione ritrovata, sfociata nella splendida rimonta con quattro gol segnati all’Old Trafford; infine, il bellissimo gol di Alisson sul campo del WBA ed un’ultima giornata con il Liverpool al quarto posto.

Il nostro Mario Djuninski fu presente alla prima riapertura.

Insomma, al di là di come finirà, la stagione 2020/21 la ricorderemo per sempre, perché non è stata affatto banale. Un anno in cui la squadra ha dovuto affrontare tutte queste difficoltà completamente da sola, in quanto non ha potuto beneficiare dei tifosi a causa delle restrizioni per il Covid-19, dopo aver già vissuto una festa mesta per un titolo sognato 30 anni. A volte bisognerebbe immedesimarsi anche nei calciatori, riguardare i loro occhi in quella magnifica parade del 2019, quando si festeggiava la Champions. Su quel pullman scoperto, ogni giocatore aveva un chiaro obiettivo già fissato: next stop, Premier League. Anche per loro, uomini prima che calciatori, non deve certo essere stato facile raggiungere quell’obiettivo e non vivere il giusto trionfo tra due ali di folla a ringraziarli, il loro popolo in festa per le strade della città. Non hanno avuto la celebrazione che avrebbero meritato.

Attendiamo fiduciosi il rientro di Virgil van Dijk

Qualcuno ne ha risentito più di altri, vedi Bobby Firmino, il più acclamato dai tifosi, improvvisamente spento ed irriconoscibile dal periodo post primo lockdown, al di là di un piccolo risveglio guarda caso proprio quando allo stadio erano presenti pochi tifosi. Nelle ultime giornate però, proprio il brasiliano è stato il trascinatore, segnando gol preziosi, ritrovando quella fame che sembrava mancare. E con lui Salah, forse l’unico sempre sveglio nel corso dell’intera stagione, senza dubbio il man of the season del Liverpool. Ma l’ultimo periodo ha regalato anche un Thiago Alcantara che ha preso in mano il gioco della squadra, mostrando doti di qualità e quantità fuori dal comune, calciatore perfetto per la Premier League. Vederlo oggi, fa già venir voglia di ricominciare la stagione con lui in campo sin dalla preparazione. Ma un altro protagonista, sicuramente inatteso, è Phillips, che nessuna esperienza di grande calcio e nonostante i limiti fisici, in quanto a velocità, e tecnici, si è ritrovato titolare nel Liverpool e si è battuto come un leone, ricordando Jamie Carragher. Entrambi, meriteranno domenica il grande applauso dai fortunati presenti ad Anfield. Già, perché nella sfida contro il Crystal Palace che deciderà le sorti della qualificazione alla prossima Champions, il Liverpool non sarà più solo, ma avrà al suo fianco diecimila tifosi, che riusciranno ad urlare e farsi sentire come se Anfield fosse sold out. Porteranno quell’entusiasmo in più che sarà necessario a caricare ulteriormente la squadra e permetterle di raggiungere un obiettivo che solo tre settimane fa sembrava ormai perduto.

Alla fine Nat Phillips ha conquistato con la sua grinta e l’impegno, il cuore di chi ama il Liverpool

Per la Champions mancano tre punti, a meno di una goleada clamorosa del Leicester contro il Tottenham. Insomma, se il Liverpool dovesse battere le Eagles, il Leicester di Rodgers, fresco vincitore della FA Cup, avrebbe bisogno di vincere con quattro gol di scarto in più rispetto ai Reds. Merito del prezioso 0-3 ottenuto sul campo del Burnley. I conti si faranno poi, l’obiettivo intanto è solo uno: vincere. Non sarà facile, perché la squadra di Hodgson vorrà vendicare in qualche modo la dolorosa goleada dell’andata e regalare al proprio allenatore un degno addio alla fine di una lunga carriera, che conobbe forse proprio a Liverpool il suo capitolo peggiore, anche e soprattutto per colpe non sue, arrivato al posto giusto ma nel momento sbagliato. La velocità dei vari Zaha e Townsend potrebbe mettere in difficoltà la staticità di Williams e Phillips, spesso in difficoltà quando la linea difensiva è alta e gli avversari attaccano la profondità. Alexander Arnold e Robertson, apparsi in crescita nelle ultime settimane, dovranno essere sempre attenti, pronti ad aiutarli. In questa partita i discorsi tattici contrano solo in parte, il Liverpool dovrà necessariamente scendere in campo più affamato dell’avversario, carico per la presenza dei suoi tifosi e con nel mirino un obiettivo che sembrava perso. Dopo tutte le difficoltà avute quest’anno, varrebbe un trofeo. C’mon Reds, in campo con il cuore, prendetevi ciò che è vostro, perché non sarete soli.

di Giorgio Capodaglio

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