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Liverpool, le pagelle della stagione

di Daniele Fumagalli

Suarez: il grande protagonista della stagione

Suarez: il grande protagonista della stagione

Mignolet 7

Prima giornata, novantesimo minuto, i Reds stanno vincendo una partita sofferta contro il solito Stoke in versione più anticalcio che mai, che guadagna un rigore. “Se il buongiorno si vede dal mattino, eccoci davanti ad un bel campionato di merda”, pensa l’ignaro Red. Il buon Simon, invece, in barba a tutti, para e salva i tre punti. Finalmente, dopo anni e anni di Pepe Reina, habemus portierorum. Oddio, le imprecazioni che partono dalla bocca del tifoso quando ci sono le uscite alte sono le stesse che venivano proferite ai tempi di Reina, ma per il resto, l’ex Sunderland se la cava più che egregiamente.

Johnson 6.5

Il solito con patate: un altro campionato a corrente alternata per il right back della nazionale inglese, che continua a svolgere il proprio lavoro ignorando il concetto di “difendere”; però tutto sommato non riesco a vedere così tanti terzini destri migliori di lui nella Premier League.

Skrtel  7.5

Se quest’estate l’uomo in leggero sovrappeso che risponde al nome di Rafa Benitez avesse fatto un’offerta da considerare seria, non so quanti di voi (dico “voi” perché io ho sempre creduto in lui – in Skrtel, non nell’uomo in leggero sovrappeso) ci avrebbero pensato su due volte e non l’avrebbero portato sul lungomare partenopeo con la propria macchina e con il proprio carburante, offrendogli anche tutte le Rustichelle e i Camogli che voleva durante il percorso.

Invece, proprio mentre alcuni sedicenti (sedicenni?) tifosi rimpiangevano la mancata cessione, il granitico slovacco veniva chiamato in causa per rimpiazzare Agger (infortunatosi per la cinquecento sessantaquattresima volta) e si piantava al centro della difesa, comandandola come un generalissimo per tutta la stagione. Ah, detto sottovoce, tra pestoni e gomitate, la mette nel sacco (degli altri) sette volte. Da ricordare con particolare goduria la doppietta all’Arsenal nel 5-1 di Anfield. Se qualcuno ha ancora qualcosa da dirgli, provi ad andare a dirglielo di persona.

Agger  6.5

Quando non è rotto, gioca ed è un piacere per gli occhi. Il problema è che ne ha sempre una. Sfida le leggi della natura e della statistica, infortunandosi in zone del corpo umano non ancora scoperte. Col passare del tempo, è anche una spesa: se in rosa hai uno come Agger, devi sempre provvedere ad un degno sostituto e ad una nutrita équipe di medici.

Enrique  6.5

“Finalmente si è spaccato”, è quello che ho pensato quando, dopo tre anni in cui giocava ogni minuto di qualsiasi partita della squadra, l’ex Newcastle era palesemente scoppiato, benché il suo lo facesse sempre. Esce di scena a dicembre lasciando campo libero all’esplosione del Cafu Scouser.

Henderson  7.5

Dopo il primo anno in maglia Red, il giovane centrocampista ex Sunderland sembrava essere il cappio di King Kenny, che veniva accusato di aver pagato a peso d’oro un somaro. L’arrivo dello stalliere Brendan Rodgers ha invece tramutato definitivamente questo somaro in un purosangue di tutto rispetto. Quasi sempre tra i migliori dei nostri, corre come un dannato, scambia, triangola, pressa, è ovunque. Il 70% del globo terrestre è coperto da acqua. Il resto è coperto da Hendo.

Lucas 5.5

Le precarie condizioni fisiche dell’unico brasiliano che non sa giocare a calcio permettono alla squadra di beneficiare un buon periodo di sana astinenza dal suddetto residuato bellico beniteziano. Non tantissime (né particolarmente disastrose, a onor del vero) le sue presenze, rimane comunque un mistero il fatto che a questo maniscalco prestato al mondo del calcio, volente o nolente, non si riesca a trovare un’altra sistemazione. Rafa, so che lo vuoi, pensaci tu, portacelo via.

Gerrard  7.5

Sedici stagioni tutte con la stessa maglia, che nonostante il tempo che passa, profuma ancora: il Capitano, in risposta al povero guitto che quando ti incrocia ti chiede “Gerrard? Ma gioca ancora? Ma quanti anni ha, cinquanta?”, è sempre lì in mezzo al campo a far legna e a dispensare lanci illuminanti. Sui calci piazzati è di una precisione chirurgica (da ricordare il capolavoro contro il Sunderland), se ne sbaglia uno è perché, da signore qual è, non vuole infierire su patetici avversari caduti nella totale disgrazia (leggasi Manchester United Football Club). Gli stolti ricorderanno il suo scivolone contro il Chelsea. I romantici, le sue lacrime alla fine della vittoria contro il City. Chi capisce di calcio, semplicemente si tirerà giù il cappello dinnanzi a cotanta grandezza.

Coutinho  7

Un altro piccolo capolavoro di Brendan Rodgers, che a gennaio dello scorso anno acquista questo gracile brasilianino nello scetticismo generale dei Reds e al suono dei tappi di Champagne dei tifosi interisti, che credevano di essersi liberati di una solaccia. A distanza di un anno, gli umori si sono decisamente invertiti: il giocatore passa dall’essere una promessa da marinaio ad un dato di fatto: decisive e spettacolari le sue marcature contro il Fulham e contro il City, ma soprattutto, gli sono finalmente spuntati i coglioni: corre, pressa, ripiega in difesa, lotta contro energumeni nonostante il suo fisico da lanciatore di coriandoli. E’ diventato uno Scouser.

Sturridge  8.5

Non dev’essere facile siglare ventidue goal in campionato e ciò nonostante essere secondi a qualcuno. Specie se quel qualcuno è il tuo compagno di reparto. Per forza poi uno sembra perennemente scazzato. Ad ogni modo, ringrazio vivamente la società Chelsea Football Club per averci venduto a prezzo di favore questo fantastico giocatore (il confronto con Fernanda Torres è impietoso sotto tutti gli aspetti), una macchina da goal che s’intende in modo perfetto con uno come Suarez, con cui dal punto di vista caratteriale è difficile convivere.

Suarez  9

Ha sempre avuto il mondo contro: calciatori, allenatori, giornalisti, tifosi, chiunque gliene ha dette dietro di tutti i colori: “tuffatore”, “buffone”, “razzista”, “Dracula”, “Hannibal the Cannibal”, “Bugs Bunny”, e chi più ne ha più ne metta. E va detto che talvolta se l’è anche cercate lui stesso. Quest’anno, complice anche una quantità di goal (trentuno!) che ha fatto traballare i record, nessuno può esimersi da incoronarlo come il miglior giocatore della Premier League: il pericolo pubblico per le difese avversarie, va a pressare persino sulle rimesse laterali e sui rinvii del portiere, sradica il pallone dai difensori, inventa goal impossibili, dialoga con i compagni, lotta e soffre per la squadra. Sarà brutto e scemo, ma questo è un fottuto genio del calcio, e ce l’abbiamo noi.

Touré  5

Non inizia malissimo, ma i sospetti che si tratti in realtà di un sabotatore inviato dal City prendono forma dopo qualche partita, quando l’esperto Touracciolo inanella una serie di prove non esattamente positive. La perla è la celeberrima minchiata che regala il pareggio al WBA in una partita che si poteva solo vincere, e che di fatto relega l’ivoriano alla condanna della panchina quasi fissa (“quasi”, perché gli viene persino data l’occasione di redimersi a Craven Cottage, ma il nostro eroe ripete la cagata di qualche settimana prima, confermando di essere un infiltrato – o un soggetto ormai decisamente da rottamare). Pensione please.

Sakho 6

Al battesimo con il calcio inglese, il parigino ex PSG se la cavicchia, nonostante tutte le difficoltà di ambientamento del caso, come l’impossibilità di navigare il fiume Mersey con il bateau mouche e quella di trovare una soupe à l’oignon fatta come Dio comanda. Non è né un bidone, né l’erede di Agger (anche perché dovremmo procurarci una seconda infermeria), allo stato attuale è uno bravo a fare le selfie dopo le vittorie con il City.

Flanagan  7

Working class hero is something to be: morto un Carragher (scusa Carra, era in senso sportivo), se ne fa un altro: chiamatelo Flanno, chiamatelo il Cafu made in Liverpool, lui rimane un ragazzino tarchiotto che non ha grandi qualità tecnico-tattiche, ma che lotta come un torello e non ha paura di nessuno. Da urlo il suo goal a White Hart Lane. A volte le soluzioni le hai in casa e non te ne accorgi.

Kelly  6

La frase da film cult “ha interessanti prospettive per il futuro” potrebbe cominciare a stancare il non più adolescente prodotto dell’Academy, che per un motivo o per l’altro, anche quest’anno trova pochissimo spazio (pur giocando in modo dignitoso).

Wisdom  4

Lento, goffo, scoordinato, impacciato. Rodgers capisce, dopo un paio di prove horror, che ha già Kolo Touré che ha le stesse caratteristiche tecnico-tattiche sopraelencate, quindi lo spedisce in prestito al Derby County a gennaio (ma che se lo tengano per l’eternità).

Cissokho  5.5

Arriva in prestito dal Valencia per far rifiatare Enrique, ma non è poi ‘sto fulmine di guerra, e il suo non essere niente di veramente eccezzziunale fa sì che venga lanciato Flanno, che invece si rivela un giocatore con i controcazzi. Non si può dire quindi che, suo malgrado, il buon Aly non sia un talent scout. Il picco della sua prima stagione inglese rimane la ciabattata ribadita incredibilmente in autogoal a Stoke. Per il resto, penso non piangerà nessuno se verrà impacchettato e brutalmente rispedito al mittente.

Allen  6.5

L’iniziale infortunio tiene lontano dal campo il pupillo di Rodgers nella prima parte di stagione. “E sticazzi” penso sia stata la considerazione del tifoso Red medio. Ma il tifoso Red medio ignorava che, una volta recuperato, il nanerottolo si sarebbe rilevato utile nel finale: nonostante il fisico da giocatore di scacchi, il centrocampista cresce partita dopo partita. Il fatto che inizi a crescere a quattro giornate dalla fine è un dettaglio, ma vabè, adesso sappiamo che è uno da colpo di scena finale.

Luis Alberto  4

Lento, spaesato, ectoplasmatico. Rodgers tenta in tutti i modi di dimostrare che quando aveva scommesso otto milionazzi su di lui non era in stato di ubriachezza molesta. Ma niente da fare, anche quando lo spagnolo viene mandato in campo sul 4-0 per noi a un quarto d’ora dalla fine e con la classica folla festante, anziché fare qualche giocata in tutta serenità, ‘sta chiavica si limita al passaggio in orizzontale al compagno più vicino. Se possibile, vendere. Se non è possibile, regalare.

Sterling  7.5

Altro giocatore che è passato dalle promesse ai fatti, imponendosi come giovane più forte della Premier League. Anche qui, il lavoro fatto da Rodgers è esemplare: trasforma un ragazzino fumoso (e probabilmente anche un po’ fumato) in un fantastico giocatore che svaria lungo tutto il fronte d’attacco, difficile da contenere e capace anche di andare a rete. Ben nove volte a bersaglio, da ricordare la sua doppietta decisiva a Norwich.

Moses 6

Esordisce col botto (goal allo Swansea), poi pian pianino viene accantonato, da sostituto di prima scelta fino a diventare il classico panchinaro fisso che viene mandato in campo per le standing ovation nei minuti di recupero. Tanto rubbish time per il giocatore in prestito dal Chelsea. Lui non sfigura, ma non dà un gran valore aggiunto ad una macchina che già funziona in modo quasi perfetto.

Aspas  4

Arriva dal Celta Vigo con le credenziali di un buon relizzatore nella Liga, e qualche pazzo, dopo averlo visto in un’amichevole contro il Valerenga, pensa addirittura sia la contromossa di Rodgers ad un’eventuale dipartita di Suarez. Ma si impiega ben poco a capire che non è nulla di tutto ciò. Voglio evitare per decenza, di darne una disamina tennnico-tattica. Lasciamo parlare i numeri del giocatore che ha vestito (ne parlo al passato, sperando di propiziarne la scomparsa) la maglia numero 9 che fu di Ian Rush e Robbie Fowler: quattordici “presenze” (che hanno dell’imbarazzante) e zero goal. Tutto questo per quasi 10 milioni di Euro. Vendesi. Anzi, regalasi.

Il coach – Brendan Rodgers  9

Se avesse sollevato il titolo, gli avrei dato “10” (avrei fatto la stessa cosa con Suarez, che considero, al pari del boss, il principale artefice di questa fantastica stagione). Magari è solo una festa rimandata di uno o due anni, o magari sarà stata solo un’annata di mere illusioni. Il tempo chiarirà le cose. Ora come ora, possiamo solo inchinarci di fronte al sublime lavoro fatto da uno che il primo anno ha avuto quasi tutti contro e ha preso in mano uno dei peggiori Liverpool di sempre, tecnicamente ed economicamente povero, una squadra da campionati tristemente anonimi, trasformandolo in una spettacolare macchina da goal. Con un budget ridicolo rispetto alle casse cui era abituato Benitez, l’ex manager dello Swansea dei miracoli ha fatto appunto i miracoli. Non sono d’accordo con chi ne riconosce sì i meriti come allenatore, ma non i meriti manageriali: l’anno scorso ha portato ad Anfield un buon giocatore come Sturridge trasformandolo in un fantastico bomber e un oggetto misterioso come Coutinho trasformandolo in un giocatore di quantità e qualità; quest’anno ha finalmente sradicato Saponetta Reina per prendere un portiere degno di questo club. Ha trattenuto Skrtel, che poi ha regalato una stagione esaltante. Poi vero, ha toppato qualche acquisto (i due cessi spagnoli) , magari non ha imbroccato completamente i prestiti (Cissokho in entrata e Borini in uscita) e qualche cessione è stata un po’ avventata (non capirò mai perché ha ceduto Shelvey), ma per il resto, ha fatto definitivamente sbocciare Henderson, Sterling e Flanagan, trasformandoli da brutti anatroccoli a cigni. E, senza dubbio la sua impresa più strepitosa, ha trattenuto uno come Suarez, che non è esattamente uno poco ambizioso e che aveva già la valigia in mano. Ventitre punti in più rispetto alla scorsa stagione, conditi da più di cento goal fatti ed un rinato entusiasmo dalle parti di Anfield. Diamogli tempo, ha appena imparato ad esultare come Shankly.

YNWA

 

Comments

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6 risposte a Liverpool, le pagelle della stagione

  • Bravissimo,condivido quasi tutto,il finale poi si spera essere un presagio
    YNWA

  • …sei un asso…anzi, un re di cuori…il cuore e’rosso, quindi il paragone ci sta…lode…

  • Condivido tutto 🙂 Anche se il voto ad Aspas è altino… io credo che il numero “3”, sia stato inventato proprio per lui 😉

  • La sufficienza a Sakho??? Gioco meglio io a 52 anni di sto gran cesso! Per quanto riguarda Touré abbiamo sbagliato fratello: mi ricorda il Milan quando Elton John, allora presidente del Watford, gli rifilò Blisset spacciandolo per Barnes….

  • Inviata mail a tutti i soci per il rinnovo, per i nuovi iscritti no prob ci sentiamo il prossimo anno se a qualcuno non fosse arrivata contattatemi all’indirizzo nunzio.esposito@liverpoolitalia.it

  • La BBC ci da vicini a Lambert del Southampton per 4 milioni di sterline, credo al posto di Aspas e come vice Sturridge, ha 32 anni e come sostituto credo possa tornarci utile.
    Inoltre del Southampton abbiamo messo gli occhi addosso ed offerto 20 ml su Lallana un’altro protagonista della buona stagione dei Saints. Una offerta di 16 ml al Siviglia per il terzino sinistro Moreno ed al Bayer Leverkusen per un certo Emre Can che dovrebbe essere un centrocampista difensivo ed all’occorrenza può ricoprire il ruolo di esterno sinistro, addirittura ne ho sentito parlare come del nuovo Ballack…….comunque quest’ultimo Wikipedia lo indica già giocatore del Liverpool, speriamo bene.