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LIVERPOOL FORZA 5!

Curtis Jones, autore di una prova superlativa che gli è valsa il MOTM.

Alle 21.00 del 29 Settembre va in scena Porto-Liverpool, una partita che evoca gran bei ricordi per i tifosi ospiti, un po’ meno per quelli di casa. Le due squadre si sono affrontate 4 volte negli ultimi tre anni e i precedenti in Portogallo recitano n-o-v-e gol segnati per il Liverpool e uno solo a favore dei padroni di casa, se vi si aggiunge poi che nei due anni in cui queste due squadre si sono incrociate i Reds hanno raggiunto la finale, non si può che ben sperare anche per questa edizione 2021/2022. La partita conferma tutte le buone sensazioni dei giorni antecedenti, il Liverpool ne rifila 5 al Porto del malcapitato Conceicao, in un’umiliante dimostrazione di forza e superiorità nei confronti dei poveri portoghesi, che nel primo match del girone avevano fatto una gran bella figura fermando l’Atletico Madrid del cholo Simeone al Wanda Metropolitano, dando l’impressione che potessero finalmente dire la loro in questa Champions, evitando la solita figura da ‘squadra-comparsa’, puntualmente sbattuta fuori agli ottavi di finale. Eppure il portiere Diogo Costa quella palla l’ha dovuta raccogliere per ben cinque volte dalla propria porta, impotente difronte ad una marea rossa che lo travolgeva ogni minuto. Cosa è successo agli 11 portoghesi? Sicuramente la partita poteva essere preparata in modo differente dal tecnico, con il Porto che forte già dell’ottimo punto strappato in spagna, avrebbe potuto gestire quantomeno il primo tempo diversamente da quanto fatto. C’è però da dire che quando gli 11 in maglia rossa decidono che devono vincere 7-0, allora vincono 7-0. Ciò che impressiona di più di questo Liverpool sono due caratteristiche in particolare: la duttilità/adattabilità tattica e la forza mentale. 

Salah festeggia per il suo ottavo gol in altrettante partite, semplicemente mostruoso.

Della prima è abbastanza intuitivo comprenderne il perché, gioca Milner sulla destra sostituendo il miglior terzino al mondo? Non vi è alcun problema, il ragazzino trentacinquenne non si fa scrupoli e gioca lì come se facesse il terzino da una vita. Lo stesso discorso vale per il centrocampo, un terzetto che cambia continuamente di partita in partita, da Keita titolare a Thiago, passando per Fabinho e Henderson, concludendo con Chamberlain e Jones. Proprio quest’ultimo al momento incarna meglio quelli che ritengo essere i valori aggiunti di questo Liverpool. Jones non era MAI partito da titolare fino all’infortunio di Elliott, sembrava essere piuttosto nell’ombra rispetto a quanto visto in alcune apparizioni della scorsa stagione, eppure non appena viene chiamato in causa entra in un meccanismo ch’egli sembra d’esser il titolare da una vita intera. Va detto chiaramente, questo è tutto merito di quel grosso omone tedesco che siede ( quasi mai ) sulla panchina del Liverpool Football Club, il mindset, la scuola di pensiero, la filosofia e l’elasticità che l’allenatore tedesco è riuscito a conferire a tutti i giocatori della rosa è impressionante. Lui, perno di una forza mentale che si espande e dilaga in tutta la squadra come la ragnatela di un ragno assai attento, capace di conferire una tale mentalità ai suoi 11 titolari come pochi altri al mondo. E’ proprio questo il secondo punto forte del liverpool, la mentalità. Dopo il pareggio contro il Brentford loro si sono imposti sin da subito questa sera, perché volevano inviare un messaggio molto chiaro a tutti, da tifosi e avversari, e l’hanno fatto alla grande. Gli incidenti di percorso esistono, anche le squadre migliori cadono ed è normale che accada, l’importante però è rialzarsi ancora più forti di prima che si cadesse, e il Liverpool in questo ne è campione.  

Bobby Firmino esulta per il suo secondo gol che sigla il definitivo 1-5.

Il Liverpool è tornato sui livelli di due anni fa e ci sono tutti i presupposti per fare nuovamente bene, a partire dal passaggio del girone di UCL in cui dopo stasera si trova da solo in vetta a punteggio pieno. Noi tifosi dovremo dare il meglio sugli spalti, come sempre. Per tutto il resto, sempre e solo ‘In Klopp we trust’ 

di Nicola Avolio

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