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L’ennesima grande cessione

 

Sterling, l'ultimo big a lasciare il Liverpool

Sterling, l’ultimo big a lasciare il Liverpool

Così dopo le cessioni di Torres (50 milioni), Meireles (12 milioni), Carroll (15 milioni) e Suarez (75 milioni), anche questa volta la proprietà americana che guida il Liverpool dall’ottobre del 2010 è riuscita a ottenere l’ennesimo incasso da una delle sue stelle, Raheem Sterling, venduto al Manchester City per 49 milioni, delle quali poco meno di 40 finiranno nelle casse dei Reds, per un precedente accordo con il QPR, al quale va il 20% della cessione. Del comportamento del calciatore ne parliamo più in là, ma sicuramente ancora una volta in una sessione di mercato il Liverpool perde un suo prezzo pregiato e incassa. L’atteggiamento non è quello della big, non è di chi costruisce per vincere, ma è il classico modo di fare mercato di chi pensa innanzitutto agli incassi. La società statunitense che guida i Reds ha nel bilancio in regola il suo obiettivo primario, ha nel fare plusvalenze il proprio scudetto. E poco importa se, tolta una League Cup, arrivata sotto la guida sapiente di Dalglish, con la proprietà USA che aveva liberato i Red Sox dalla “maledizione del bambino” non siano arrivati altri trofei.

POCO APPEAL. Il Liverpool in questo momento ha sempre meno appeal e va avanti di riflesso grazie alla gloria passata, grazie al nome che porta, alla maglia che veste, agli ex calciatori che accompagnano ogni tournee in rappresentanza di un passato glorioso. Nel tour orientale appena iniziato ci saranno le solite file di tifosi pronti a far di tutto per un autografo, ci saranno stadi piedi a cantare You’ll never walk alone, nonostante non sia presente nessun grande campione. Perché in questo tour il Liverpool ha in Henderson e Milner i giocatori più forti, ma oltre loro non ha alcun big, dal momento che Coutinho è rimasto a casa e Sturridge deve ancora recuperare dai suoi mille problemi fisici. Ma il prodotto vende uguale, ma per quanto lo farà ancora? Quanti anni ancora il Liverpool potrà permettersi di non vincere e nemmeno di avere calciatori rappresentativi in rosa, i grandi nomi, i campioni capaci di portare un appassionato di calcio a comprare la maglia del Liverpool, al di là della sua grande storia? Questa domanda se la saranno fatta sicuramente anche ai vertici del Liverpool e capiremo presto la risposta che si saranno dati. La prima possibilità è quella di voler rilanciare il prodotto, di rendere questi Reds nuovamente vincenti, di combattere con le altre big del calcio inglese per fare in modo nei prossimi anni di vendere ancora di più. Insomma un vero e proprio investimento sul futuro. L’unico modo per farlo è quello di spendere, di mettere da parte gli incassi e di regalare a Rodgers un paio di grandi campioni, gente come Reus, Lacazette, Cavani, Ibrahimovic, calciatori capaci di vincere da soli le partite e di regalare trofei. La seconda soluzione, invece, è quella che non ci auguriamo: continuare a mungere la vacca, sfruttare la storia del Liverpool, continuare a vendere maglie, incassare i soldi dello stadio e vendere quando poi le mancate vittorie faranno di conseguenza calare l’appeal nei confronti del Liverpool.

PROSPETTIVE FUTURE. Una cosa però è certa, per vincere serve una politica diversa. Non è più il calcio di una volta, quando potevi prendere Clemence e Keegan, crescerli e vincere. Oggi purtroppo bisogna spendere soldi, investire, rischiare, soprattutto in una Premier League sempre più ricca, nella quale squadre come Newcastle, Swansea e Crystal Palace possono permettersi acquisti che in altri campionati farebbero squadre in lotta per il titolo. Se gli statunitensi tengono davvero al Liverpool e hanno intenzione di riportare entusiasmo e vittorie ad Anfield, se vogliono che i giocatori importanti facciano nuovamente la fila per giocare nel Liverpool e soprattutto per restarci, devono cominciare a investire, far crescere l’appeal dei Reds, alzare il tetto degli ingaggi e seguire più da vicino la società, conoscere i giocatori, vivere davvero l’ambiente, invece di farlo seduti su una scrivania a migliaia di chilometri di distanza. Se questo non verrà fatto, allora difficilmente i big accetteranno di vestire la maglia del Liverpool, ma soprattutto quelli che attualmente ci giocano faranno di tutto per andarsene. Parliamoci chiaro, Gerrard è stato una storia a parte e visto come è stato accantonato – così come è accaduto con Agger – perché un giocatore dovrebbe legarsi a vita ai Reds? Allora prepariamoci al fatto che se non cambierà la politica degli americani, il prossimo anno ci ritroveremo nella stessa situazione, magari per Coutinho, oppure per Sturridge se dovesse vivere una stagione senza infortuni.

L’ATTEGGIAMENTO DI STERLING. Nonostante i mille difetti di questa proprietà e i tanti errori commessi dal Liverpool, c’è modo e modo di andarsene. Raheem Sterling purtroppo ha confermato quelli che erano sempre stati i dubbi nei suoi confronti, da quando Rodgers minacciò di cacciarlo dal ritiro nel 2012. Un giocatore dai grandi mezzi, che però deve crescere ancora molto e che intorno a sé ha delle persone incapaci di consigliarlo, che vogliono mungere la vacca per guadagnare il più possibile. Vero, sia la proprietà che Rodgers non hanno gestito bene la vicenda sin dall’inizio, facendo partire troppo tardi le trattative per il rinnovo, con l’allenatore che più volte affermava l’estate scorsa che un giovane non può guadagnare tanto. In un mondo ideale è anche giusta come argomentazione, ma non nel calcio moderno, e quindi il Liverpool ha sbagliato a non muoversi prima e a permettere (complice?) che in questi mesi la stampa facesse uscire varie foto attaccando più volte il calciatore. Ma è altrettanto vero che Sterling ha mancato di rispetto ai tifosi del Liverpool, che si sono sentiti traditi. Un calciatore deve imparare ad accettare le contestazioni, soprattutto dopo una stagione negativa, in un periodo in cui non ha accettato il rinnovo contrattuale, invece di rispondere con dei gesti provocatori e irrisori nei confronti di chi gli ha pagato in qualche modo lo stipendio. Sterling dovrebbe chiedere scusa a tutti i tifosi del Liverpool per quel gesto contro lo Stoke City, per mesi di partite giocate senza alcuna voglia (vedi Crystal Palace), per aver finto degli infortuni con l’obiettivo di non allenarsi e forzare un trasferimento. Ha perso una grande occasione, perché i tifosi del Liverpool amano i propri giocatori, chiedono solo rispetto, e con il tempo sono anche pronti a perdonare chi li ha traditi andandosene quasi di nascosto, ma che non gli ha mai fatto mancare quel rispetto (vedi Torres). Sterling diventerà un grande calciatore (ne siamo convinti, se migliorerà dal punto di vista caratteriale), vincerà molti trofei (con il Manchester City sarà facile), ma ogni volta che metterà piede ad Anfield si renderà conto di aver perso una grande occasione, quella di farsi amare da una tifoseria straordinaria. Peggio per lui. Ora pensiamo a noi, abbiamo altri problemi, sicuramente peggiori rispetto a questo bambino viziato.

Giorgio Capodaglio


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4 risposte a L’ennesima grande cessione

  • Due sono le cose preoccupanti: 1) ogni anno i pezzi da 90 chiedono di essere ceduti; 2) vengono ceduti, ma si spende tanto per calciatori non adeguati al gioco e al livello della nostra squadra. Il perché non lo capisco o meglio lo capisco ma non riesco ad accettarlo. Ynwa JFT96

  • Proprio queste sono le cose più preoccupanti. Mi sembra ci sia troppa gente inadeguata.

  • Su Sterling giocatore mi sono già espresso in termini poco lusinghieri. Il problema della società resta ed è enorme. Fino a quando ci sarà questa proprietà, non si vincerà nulla.

  • Esatto, chiarissimo ma inaccettabile. Un senso di impotenza disarmante.