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LEGGI MILAN E LA TESTA TI RIPORTA Lì

 

Anfield pronto a riaccogliere la Champions coi suoi tifosi

 

Chi c’era già quella sera ha vissuto uno dei momenti più belli sportivamente parlando. Il calcio all’ennesima potenza, capace di ribaltarti interiormente. Passare in un amen dal destro di Tyson in pieno volto al Paradiso. Altri, quella sera di maggio, si sono innamorati dei nostri colori e non poteva essere altrimenti. Rievocare la parola Milan riporta lì, in Turchia. Sempre. Un ricordo ancora vivo. Da Gerrard a Dudek, dal discorso di Benitez al popolo reds che non ha mai smesso di crederci, pure quando il Liverpool annaspava in un girone dell’Inferno dantesco, ai festeggiamenti in una città colorata interamente di rosso. Una pagina di storia di sport e di vita indimenticabile, un capitolo di un libro che per fortuna ci ha regalato altre storie d’inchiostro dorato.

 

La festa di Istanbul

 

Certo, la prima partita del gruppo di Champions League avrà un’altra importanza, ma sarà l’ennesima serata tutta da vivere. Il Liverpool si appresta ad affrontare la prima curva di questa stagione europea con il morale alto e nel bagagliaio sogni e speranze. Per il Milan è invece un ritorno nel salotto più bello. Sette anni dopo, sette come le coppe dalle grandi orecchie in bacheca dei milanesi. Entrambe le squadre sono in salute e al primo posto nei rispettivi campionati nazionali. La squadra di Pioli ha ritrovato un’identità: ha fisicità, individualità e voglia di ritornare tra le grandi. Per questo, nonostante l’assenza in Champions, non andrà sottovalutata. Il Liverpool è reduce da una netta affermazione sul difficile campo di Leeds, trasferta felice macchiata dal brutto infortunio del bambino prodigio Elliott. Lui, per dire, quando il Liverpool sconfisse il Milan a Istanbul aveva due anni. Quel successo gli è stato spiegato dai famigliari di fede rossa.
Sarà anche la prima notte di Champions con lo stadio pieno da quell’infausta partita contro l’Atletico Madrid. Sono passati più di cinquecento giorni. Il mondo è cambiato radicalmente, mostriamo al mondo stesso che una cosa non è cambiata: in Europa, siamo e saremo protagonisti.
di Gianluca Pusterla

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