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The magic night 03 12 15

The magic night 03 12 15

La Cunard line, la più longeva tra le linee marittime britanniche, da oltre un secolo assicura il collegamento tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Da Southampton, settimanalmente, una nave parte dal porto dell’ Hampshire, bordeggiando al largo dell’isola di Wight, ed affrontando l’Oceano, vira su New York, seguendo la medesima rotta, funesta e tragica del transatlantico più sinistramente famoso del pianeta: il Titanic. Qui, dove il maestrale solleva le sue spire agitando le acque della Manica, e soffiando forte anche tra le mura del St. Marys e del più antico The Dell, che sorge adiacente la nuova struttura che ospita le gesta calcistiche del Southampton f.c, il Liverpool cerca forse l’ultimo traghetto utile per un posto in Europa. Magari il posto d’onore nella competizione più sfavillante, quella Champions League al momento distante una manciata di punti. Qui, dove Matthew Le Tissier, indimenticabile folletto in bianco rosso,capace di accendere la fantasia di una tifoseria che lo ha sempre nel cuore,dissemino’ della sua magia il football d’Oltremanica, spandendo la polvere del suo genio su un calcio all’epoca ruvido e muscolare, i Reds di Jurgen Klopp provano a lanciarsi nell’orbita di un finale di torneo che si annuncia rullante. Qui, poco più di tre mesi fa, il suo Liverpool, all’alba dell’avventura in rosso del tedesco dal fascino latino, spolpo’ il Southampton dopo una partita magistrale che lasciò la sua eco come gli strilli di quel maestrale che si infila nelle porte dei palazzi fiancheggianti le strade della città che si affacciano sulla Manica. Fu 6 a 1, anzi ,1 a 6, in coppa di lega, con i Reds sotto dopo un’oplà, e capaci di annientare l’avversario cavalcando una notte da percentuali di tiro paurose. Rinacque Sturridge, con una doppietta inattesa, Origi trovo’il suo battesimo trionfale del gol, regalandosi il pallone da portare a casa con una tripletta da cannoniere consumato, e perfino Jordon Ibe trovo’una delle sue poche serate da riflettori accesi, confezionando una prestazione convincente, con tanto di gol, una rarità, da allora in poi per il funambolo di colore che da quella sera disattese spesso il popolo reds. Il Liverpool apre questo finale di stagione, che gli porterà in dote sfide in smoking sotto le luci di lampadari luccicanti di candele, come quella contro il Chelsea, o il derby con i cugini, sotto l’egida emotiva che frulla di piacere al cospetto dell’ingresso nei quarti di finale di Europa League. La doppia sfida contro lo United, vinta mostrando i muscoli e gonfiando le gote in faccia all’avversario di sempre,ha consegnato a Klopp una squadra rigenerata dopo la sconfitta dolorosissima della finale di coppa di lega a Wembley contro il Manchester City. Il Liverpool ci prova, dunque. Ed è l’ultima chiamata utile. Partendo dal porto di Southampton, seguendo rotte di gloria. E’vero, da queste parti salpo’ il Titanic, che nel suo ultimo viaggio finì tragicamente in fondo al mare, ma altre due navi, l’epico Britannic e l’Olympic, fecero medesima spola tra l’America e l’Inghilterra. Loro, le due navi, non affondarono mai. Saliamo su una di quelle.

di Stefano Iaconis

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