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La storia ha voluto una data: 7 Maggio 2019

Ticket to paradise

 

Un anno, è passato un anno, un lungo, lunghissimo anno, che lo scoppio della pandemia fa sembrare il più lungo della nostra era. Eppure è freschissimo il ricordo di quella incredibile, fantastica, indimenticabile serata di Liverpool-Barcellona, gara passata alla storia, incancellabile, indelebile e forse irripetibile. Pensare a quella serata ci dà il senso del miracolo, poiché di miracolo, anche se sportivo, si è trattato. I miracoli sembrano essere di casa ad Anfield e di ciò sono consapevoli anche i commentatori, che quella sera dicevano “è incredibile, però siamo ad Anfield!!! Quelle parole resteranno per sempre scolpite nel nostro cuore, nella nostra mente, marchiate a lettere di fuoco, di rosso fuoco!!! Ripensando a quella partita ripeto spesso a me stesso: abbiamo vinto due Coppe dei Campioni recuperando due volte un 3-0: 3-0 sotto ad Istanbul nel 2005 e 3-0 a Barcellona. Pensare che la nostra bacheca ha 2 trofei in più ( e che trofei!!) per due rimonte dal 3-0 è qualcosa di pazzesco, una cosa che ancora mi chiedo se sia veramente accaduta o se sia solo frutto della mia immaginazione. Quella sera ricordo che mi accinsi ad assistere al match per puro dovere di cronaca: ero rassegnato, ma dovevo scrivere l’articolo per il nostro sito. Un giorno o due prima di questa partita avevo assistito all’incredibile gol di Kompany, che aveva regalato al City la vittoria decisiva. Ero a pezzi: sapevo che quel gol irripetibile ci condannava all’ennesima beffa, sapevo che quel punto di vantaggio il City non lo avrebbe più perso, una speranza durata 14 partite era terminata, perché il City non era “riuscito” a pareggiarne neanche una. Aspettavamo quel maledetto pareggio disperatamente, ma alla fine quella speranza era svanita. Dopo la beffa del 2014, la beffa della finale di FA Cup con la traversa-linea di Carroll, la coppa di Lega, persa ai rigori sempre contro il City, e la beffa contro il Real Madrid, ora era giunta l’ennesima assurdità: un titolo perso con 97 punti e con il salvataggio sulla linea all’Etihad, che faceva coppia con Kompany, ho detto Kompany, non Ronald Koeman!!!

Pochi minuti prima dell’inizio del match

A queste sensazioni si era aggiunta l’assurda partita dell’andata, persa 3-0 senza sapere neanche come, avendo giocato alla pari, se non addirittura meglio dell’avversario. Ora attendevo mestamente il sipario che calasse sull’ennesima stagione beffarda, una beffa resa ancora più amara dalle assenze di Salah e Firmino. Pensando a tutto ciò, preso dallo sconforto totale, contatto Stefano Iaconis e gli chiedo di sostituirmi nella scrittura del post match, ma lui mi risponde “no, l’articolo è tuo, ma anche la partita, guardala con orgoglio nonostante tutto”. Lo ringrazierò in eterno!! Inizia il match, Anfield è da brividi e questo aumenta il mio dolore. Inizia la partita e al primo affondo andiamo in gol, segna proprio lui, il panchinaro Origi. Segno del destino? Mi dico “sono passati pochi minuti, dobbiamo assolutamente farne un altro entro la fine del primo tempo”. Il Barcellona però sembra ricompattarsi, crea anche 2-3 occasioni pericolose con Alisson che fa buona guardia e quindi si va negli spogliatoi con l’1-0 e pochissime speranze. Alloro mi dico “se però facciamo gol entro i primi 15 minuti, allora……” Allora accade che si fa male anche Robertson, il nostro stantuffo, per completare la sfiga disumana. Ma quando si tocca il fondo, bisogna solo risalire per una legge della fisica e quindi la ruota del destino ha esaurito il suo giro sfortunato ed inizia ad invertire il suo corso. Questa volta il destino mi ascolta e proprio Wijnaldum raddoppia ad inizio ripresa, calma e sangue freddo. Passano solo 2 minuti e Gini di testa cala il tris!!! E’ il delirio! Anfield esplode, le mie coronarie iniziano ad andare in crisi profonda. Due uomini del destino, Origi e Gini fanno ciò che forse né Salah, né Firmino avrebbero fatto. Quella sera se fossi entrato in campo, avrei probabilmente segnato anche io!! Penso a Mario sulle gradinate di Anfield, inquadrato in una storica ripresa a inizio gara, Giorgio, purtroppo senza biglietto ma rimasto fedelmente a seguire la partita in uno dei pubs fuori Anfiled, e ancora Eleonora e Stefano nella KOP per dare il loro contributo di pazzia, ma soprattutto a Nunzio, partito da Napoli alla ricerca del miracolo!! E il miracolo si materializza, angolo per i Reds: Arnold batte un corner storico, finge di tornare indietro, poi all’improvviso la mette a centro area,  la difesa blaugrana si addormenta e Origi, l’uomo della provvidenza, insacca il gol del 4-0.

The dream come true

Mi scende una lacrima, ma poi penso “attenzione, la sindrome di Kompany o di Gerrard è sempre dietro l’angolo! Forse Steven mi sente, perciò lascia il campo, perché un gol del Barca gli spezzerebbe il cuore. Inizio a pensare a tutto, a un gol nel finale in stile Iniesta a Londra, a un altro scivolone di un nostro giocatore o al primo giocatore spagnolo che si tuffa in area nei minuti di recupero!!! I nostri però riescono a tenere gli avversari sempre lontani dall’area di rigore, come se un’aria magica calata su Anfield avesse creato una barriera invisibile che impedisce l’accesso alla nostra area di rigore. Un divino divieto di accesso, segnale dal colore rosso!! Arriva il recupero, inizio a tremare ma di gioia e tensione adrenalinica. Vedo il mio mito, James Milner, difendere un pallone sulla linea del fallo laterale, lottare, cadere circondato da avversari, ma in quel preciso istante arriva il fischio finale. L’emozione è immensa, non riesco a trattenere la commozione, il destino è finalmente con il Liverpool. Mi godo tutto il post partita, perché so che andare a letto sarebbe inutile. Ricevo i messaggi di amici non tifosi dei Reds, che hanno immediatamente pensato a me e mi scrivono contenti dell’emozione vissuta pur non essendo tifosi del Liverpool. E’ una gioia immensa, qualcuno mi chiede se preferisco incontrare il Tottenham o l’Ajax, ma rispondo che mi è indifferente, perché il Fato ha deciso che il Liverpool è campione d’Europa. Sono le 2,30 di notte e domani devo alzarmi presto, ma mi alzerò con le ali ai piedi. Il resto è storia nota, anzi è leggenda.

di Armando Todino

Questo è l’album delle foto che abbiamo scattato in quei giorni https://photos.app.goo.gl/fijpVifEyiUkMoK77

 

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