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La Moglie … e l’Amante

di Gianpaolo Marlazzi

gianpaolo02Se da piccolo, all’età di due o tre anni, inizi a tirare i primi calci ad un pallone e questo accade nei giardinetti a ridosso dello stadio della tua città, non puoi non innamorarti di quella bambina vestita di viola che li vi risiede. Per quella bambina, un po’ bruttina, che vive in uno stadio un po’ bruttino è da subito nato il fatidico amore a prima vista. Sei troppo legato a lei, per vicinanza e per affetti. Un giorno te la sposerai, prima, qualche volta, e poi, tutte le domeniche, l’andrai a vedere. La  moglie, sempre fedele, sempre vicina. Poi, crescendo, capisci che ti manca qualcosa, che hai bisogno di qualcosa in più, ti accorgi e capisci che c’è dell’altro, che lassù nella perfida Albione, si gioca un calcio diverso, circondato da una passione superiore, un tifo più esaltante profuso in stadi più affascinanti. A quel punto ti rendi conto che la moglie non ti basta più. Se nella squadra del quartiere giochi come portiere, e se in una squadra lassù c’è un portiere pazzo, se il tuo colore preferito è il giallo, e il Guerrin Sportivo di quella settimana ti regala un maxiposter di una squadra  vestita di giallo, che si appresta a fare una finale di coppa intercontinentale, allora non puoi non appassionarti a quella squadra: il LIVERPOOL. Una squadra che vince Campionati e Coppe dei Campioni, ma che perde anche Campionati in casa all’ultima giornata e stregate Coppe Intercontinentali. La moglie è sempre lì, a 100m da casa tua, ma ora ti sei fatto l’amante! Come una bella donna dello spettacolo, all’inizio la guardi solo saltuariamente in tv, è lontana ma c’è qualcosa che ti prende in lei. Sarà forse quella curva magica che la sostiene, sempre, che non la lascerà mai sola. Leggi tutto su lei, compri gadget e magliette: e pensare che non hai mai comprato una maglietta ufficiale della moglie. Poi il satellite, ti permette di vederla tutti i fine settimana, in campionato e in coppa. Alla fine l’incontro, la vedi per la prima volta a Torino, da solo, poi conosci tanti amici che come te hanno questa passione e con loro vai la rivedi a Milano, per di più nel bel mezzo della travelling kop … fantastica! Che emozione! Ma ti manca sempre qualcosa, ovvero andare a trovare l’amante a casa sua. Quest’anno, un sorteggio beffardo, mette di fronte moglie e amante nella più importante competizione europea. E’ l’occasione di una vita. Organizzi tutto con largo anticipo, mentre inizia un lungo conto alla rovescia, partito a metà settembre. Ma finalmente arriva il giorno: scendi dal treno e respiri un’aria come di casa, come se tu ci fossi già stato 10, 100, 1000 volte, anche solo con la fantasia. Le strade dei Beatles, i docks, i gabbiani e il tramonto sul Mersey. Poi, ti avvicini a casa sua, con il bus nr 17. Che strano è il destino, lo stesso numero di autobus che ti ha portato tante volte a casa, dalla moglie. Scendi e ti ritrovi di fronte la mitica KOP, quella curva che ti ha fatto innamorare di questa squadra. I mattoni rossi, le case basse, il pub The Park sotto la KOP. Un serie di incredibili emozioni. Entri con rispetto e capisci che quassù  il calcio è davvero diverso. Nel posto dietro a me siede un bambino di non più di 3 o 4 anni: vero scouser. Impensabile a casa della moglie. Vivi e cerchi di memorizzare ogni singolo momento, conti gli spettatori che entrano, e aspetti quell’inno che hai sempre sentito in tv. E’ bellissimo sentirlo dal vivo, “You’ll never walk alone”, tutto lo stadio in piedi che canta, e tu che questa volta canti con loro. Non ci puoi ancora credere, ma è tutto vero. Poi la partita, con la moglie che supera l’amante: impossibile o forse impensabile. Però l’amante, a modo suo, pareggia il risultato del campo con un bellissimo quanto commovente YNWA. E’ questo che ti ha fatto conoscere l’amante. La moglie è la moglie ma l’amante resta sempre l’amante. Resta un gradino sopra. Un saluto ai miei due compagni di viaggio: Andrea e Luca. Un eterno grazie lo devo invece a Beatrice, mia moglie, quella vera, che mi permette queste “follie” calcistiche.

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