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LA DISFATTA IBERICA

Partita di grande cuore da parte OX

Gli ottavi di Champions giungono all’atto finale, imperlati dalla solita grandiosità tipica della massima competizione europea, che nonostante la particolare situazione europea e mondiale non accenna ad affievolirsi, come un’enorme, immensa fiaba sognante che elargisce gioia ed emozioni all’intero vecchio continente. Liverpool e Atletico Madrid sono nuovamente faccia a faccia, in un doppio confronto che ha visto i “colchoneros” trionfatori nella partita d’andata grazie al gol di Saùl Niguez, in una partita che ha avviato un periodo negativamente fisiologico per i ragazzi di Klopp, alimentato dall’eliminazione in FA Cup ad opera del Chelsea e dalla brutta sconfitta rimediata contro il Watford nella penultima giornata di Premier League. Il campo di battaglia è un Anfield tutto esaurito, per un confronto che vede contrapposte due menti tanto ambiziose quanto diverse fra loro; Da una parte il calcio verticale e dominante di Klopp, dall’altra il difensivismo Guerriero di Simeone, in una sfida che si preannuncia carica di agonismo ed intensità. I Reds scendono in campo con il classico 4-3-3, che vede Adrian fra i pali; Van Dijk in coppia con Gomez al centro della difesa e gli esterni occupati da Alexander-Arnold e Robertson. A centrocampo rientra Jordan Henderson, fondamentale come non mai negli ultimi mesi in casa reds, affiancato da Oxlade-Chamberlain e Gini Wijnaldum; In avanti spazio al solito, meraviglioso trio composto dalle scimitarre africane Salah e Manè ad occupare gli esterni, con Firmino centravanti di manovra. Simeone schiera invece il suo classico 4-4-2 di sostanza ed equilibrio, con Oblak fra i pali; Trippier-Lodi sugli esterni con coppia centrale formata da Savic e Felipe. In mezzo al campo Koke e Thomas presidiano il centro della mediana, con Saùl e Correa che partono dagli esterni; In attacco spazio al tandem Joao Felix-Diego Costa. La partita comincia con una conclusione da parte di Diego Costa, che colpisce l’esterno della rete da una discreta posizione. Il Liverpool però prende subito possesso della partita, chiudendo gli spagnoli nella loro metà campo e cominciando a macinare la solita grossa mole di gioco. La prima occasione realmente pericolosa arriva al minuto 15’ con Oxlade-Chamberlain, con una splendida rasoiata che costringe Oblak ad un grande intervento in tuffo. Pochi minuti più tardi L’Atletico risponde con Felipe, che di testa spedisce a lato sugli sviluppi di calcio d’angolo. La partita è intensa ed i biancorossi serrano prepotentemente tutti gli spazi, impedendo ai ragazzi di Klopp di giocare con fluidità, complice il favorevole risultato dell’andata. Le fiammate dei reds sono però pericolosissime, ed infatti al minuto 37’ sfiorano clamorosamente il vantaggio con Firmino, innescato da Alexander-Arnold con un cross dalla destra, ma Oblak nega ancora una volta il vantaggio ai padroni di casa. Il Liverpool alza il ritmo nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione, trovando il vantaggio con Wijnaldum, che insacca di testa su un pregevole cross di Firmino; 1-0 ed Anfield esplode in festa, con grida e cori che calano il sipario sul primo tempo del match. La ripresa si apre con le squadre leggermente più lunghe ed un Atletico Madrid più intraprendente rispetto alla prima frazione, con un pressing più alto ed intenso; Tuttavia sono sempre i reds a fare la partita e a rendersi pericolosi, come al minuto 55’ con Oxlade-Chamberlain, che impegna Oblak con un gran tiro da fuori. Il Liverpool rialza i giri e va vicinissimo al raddoppio pochi minuti più tardi con Firmino, che sugli sviluppi di un calcio di punizione colpisce di piatto, trovando ancora una volta la risposta di Oblak. I colchoneros sono in evidente affanno in questo secondo tempo, attanagliati da un Liverpool opprimente che prova in tutti i modi a trovare la rete del raddoppio; Robertson colpisce una clamorosa traversa al minuto 67’ con un colpo di testa ravvicinato, mentre poco dopo ci prova Alexander-Arnold con un tiro da fuori, parato dal portiere sloveno. Nell’ultimo quarto d’ora i reds calano il ritmo, viste le energie spese durante il match e l’ottica dei supplementari sempre più vicina, ed in cui vediamo l’ingresso in campo di Milner al posto di uno stanco Oxlade-Chamberlain. I padroni di casa tentano l’assalto finale negli ultimi minuti di partita, mettendo letteralmente sotto assedio gli ospiti, che però resistono e portano la partita ai tempi supplementari. L’Extra time si apre con ancora il Liverpool a premere sull’acceleratore, con una bella verticalizzazione di Alexander-Arnold per Wijnaldum, il cui conseguente tiro viene parato da Oblak. Ma è solo il preludio al gol, che arriva un minuto più tardi con Firmino, che dopo aver colpito il palo ribadisce in rete per lo strameritato 2-0 dei padroni di casa. Ma ecco il fulmine a ciel sereno nella festa di Anfield, con Adrian che al minuto 97’ sbaglia totalmente il rinvio, regalando palla a Llorente che non ci pensa due volte e punisce il portiere spagnolo per il 2-1.

La rabbia e la delusione di Salah

La partita si fa ancor più nera per i reds, che subiscono il pareggio al minuto 106’ sempre con Llorente, che tira da fuori e trafigge Adrian, ancora una volta non brillantissimo. Tremenda ed immeritata punizione per i reds, che ora avrebbero bisogno di due gol per passare il turno. Il Liverpool accusa il colpo e non riesce a rialzarsi, pur provando, infruttuosamente, ad attaccare; L’Atletico nel approfitta e chiude definitivamente i giochi al minuto 121’ con Morata che, appena entrato, viene lanciato in contropiede e, solo davanti ad Adrian, non sbaglia. I campioni d’Europa in carica escono dalla Champions League in maniera tragicomica, dominando totalmente per tutto l’arco della partita e venendo penalizzati da errori grossolani da parte di un portiere non all’altezza della sfida. Il periodo negativo dei reds continua nonostante la dominante prestazione di stasera, e per quanto faccia male uscire in questo modo, è tempo di chiudere una Premier League da troppo tempo agognata ed ormai a portata di mano, per chiudere al meglio una stagione fatta di luci e ombre.

di Francesco Lionetti

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