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IL MOMENTO PIU’ DIFFICILE

 

Allenamento pieno per Capitan JH14

È il momento più difficile; di questa stagione certamente ma anche di tutta l’era Klopp. Più di quando il primo anno ci si ritrovò esclusi da ogni competizione europea e con il peso di due finali perse sul groppone, più di Kiev e di Karius, più di un secondo posto a 97 punti… Semplicemente fino alla notte di Madrid non eravamo abituati a vincere. Eravamo sempre lì a rincorrere, a sperare, ad imprecare, a sbatterci aspettando il momento in cui gli astri si fossero allineati dalla nostra parte. Sono successe tante cose da quando quel momento è arrivato; i sogni, le coppe al cielo, una, due, tre volte, e poi anche la Premier, la fine di un logorio durato trenta anni proprio nel momento più beffardo, con il mondo in scacco di una pandemia. Sono successe tante cose ed una è cambiata di certo: abbiamo assaporato il gusto della vittoria come forse non avevamo mai fatto. Per questo motivo il gennaio terribile fin qui vissuto è più arduo che mai. Non perché non abbiamo mai conosciuto momenti del genere,anzi; bensì non lo abbiamo fatto da vincenti e quando tocchi il cielo con un dito è dura tornare a guardare con serenità la realtà. Già e quale è la realtà? La realtà è una stagione anomala, per mille motivi: una preparazione quasi nulla, i protocolli Covid, gli stadi senza pubblico e una serie di infortuni che farebbe paura a qualsiasi stregone. Aggiungiamo la discreta sfortuna di ripetuti episodi arbitrali sfavorevoli e avversari che legittimamente hanno alzato il loro livello, ed eccoci qui. Morti? Nemmeno per sogno.

Vogliamo solo i tre punti

Con parecchie difficoltà, sì, ma nella bagarre. In una stagione così anomala, vincere non è obbligatorio e a pensarci a mente fredda, non lo è proprio mai; vincere è sempre una possibilità, un obiettivo e un desiderio. L’ obbligo è lottare, non sfaldarsi, onorare il nome e la maglia di questo club, rendere i tifosi orgogliosi oltre il risultato. Klopp ha richiamato più volte all’unità del gruppo percependo il momento delicato; è probabilmente l’unico modo per evitare gli scogli, in attesa di tempi migliori. Nel mentre, oltre ogni discorso tecnico, è necessario tornare a due anni fa, con la testa. Tornare mentalmente a rincorrere, ad avere fame, a ricercare il cuore oltre l’ostacolo. Chi lo vorrà, avrà un posto riservato nel cuore (sempre) e in campo (ancora); chi è sazio o è arrivato, probabilmente dovrà riflettere se è giunto il momento di cambiare aria. Domani andiamo a casa di un Tottenham che desidera sbranarci dopo la beffarda sconfitta di un paio di mesi fa; probabilmente la peggiore partita possibile in questo momento. Conta interrompere al più presto il loop negativo, perché arrivare almeno tra le prime quattro in campionato è essenziale per continuare a costruire e ad ambire e poi perché la Champions e il Lipsia sono alle porte…

Ore 21 italiane, diretta SKY

Nel momento più difficile, questo Liverpool è chiamato a confrontarsi innanzitutto con sé stesso, con cosa è rimasto dentro dopo due anni di gioie immense, con cosa voler essere nel futuro; quello prossimo di questa stagione senza troppo senso logico, ma soprattutto quello remoto dei prossimi anni a venire. 
Essere Mighty Reds, ora più che mai. 

di Dario Damico

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