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Il miglior modulo sarà la nostra voce!

di Giorgio Capodaglio

La Kop sarà fondamentale per ottenere la posta piena...

La Kop sarà fondamentale per ottenere la posta piena…

A distanza di un mese e mezzo eccomi nuovamente intento a scrivere direttamente dall’aereo, mentre sfido una delle mie più grandi paure, quella di volare, per seguire ancora una volta il Liverpool. In questa occasione sarà più emozionante del solito salire quei gradini che portano all’interno di Anfield, perché ad attendermi ci sono le due sfide contro Arsenal e Manchester United. Sarà una grande esperienza a prescindere dal risultato del campo, perché avrò la fortuna di passare una settimana intera a Liverpool e vivere quella quotidianità che purtroppo dall’Italia mi manca, quella di ogni scouser che tifa per i nostri Reds. I giorni trascorreranno nell’attesa di questi due eventi e vedrò la città riscaldarsi nei cuori trepidanti della gente per la doppia sfida contro rivali tanto odiati. Non sarò solo, perché insieme a me ci sarà una buona parte dell’Italian Branch, che avrà l’onore di vivere questo doppio evento, di partecipare e il dovere di urlare, di sostenere la squadra, di tornare in Italia tra una settimana senza voce.

A livello personale la partita contro i Gunners mi evoca un bellissimo ricordo, perché contro l’Arsenal vidi per la prima volta dal vivo il Liverpool in Premier League. Indimenticabile la fatica con cui trattenni le lacrime mentre per la prima volta cantavo “You’ll never walk alone” con altre 40mila persone (nella precedente occasione, era l’estate del 2008, mi trovavo ad Anfield per lavoro, per la radiocronaca dell’amichevole Liverpool-Lazio). Il Liverpool non se la passava benissimo, un po’ come oggi: era la prima di campionato della stagione 2010/11, ma ad Anfield erano tutti consapevoli che il Liverpool non avrebbe lottato per il titolo (un po’ come quest’anno). C’erano ancora dei grandi giocatori, ma si era alla fine di un ciclo e con la paura di un fallimento alle porte. Eppure quel giorno Anfield si colorò, la Kop cantò per 90 minuti e i Reds sfiorarono il successo in inferiorità numerica (espulso Cole), dopo essere passati in vantaggio con N’gog. Purtroppo rovinò tutto un clamoroso autogol di Reina proprio al 90’. La rosa del Liverpool non era certo all’altezza della situazione, nonostante una buona difesa e un attacco con Gerrard e Kuyt. Torres aveva iniziato, con l’infortunio subito nella finale mondiale, la sua parabola discendente, mentre N’gog era il suo principale sostituto. Due mesi dopo il Liverpool cambiò proprietario, si salvò dal fallimento, mandò via l’allenatore (Hodgson) sostituendolo con Dalglish e dando una carica speciale a tutto l’ambiente. La società iniziò anche a costruire il proprio futuro con gli arrivi di Carroll e soprattutto Suarez, per una squadra che aveva maggiori individualità rispetto a quella attuale e che nel girone di ritorno si rese protagonista di una sensazionale rimonta (quanto vorrei aver assistito dal vivo al Liverpool-Manchester United della tripletta di Kuyt, ma soprattutto della splendida azione di Suarez). Oggi la situazione è simile, dal momento che ha preso il via un nuovo progetto, quello affidato a Klopp che ha avuto il risultato di caricare tutto l’ambiente, come accadde con Dalglish in quell’occasione. Ma ci sono anche delle differenze, dal momento che la società si è affidata al tecnico tedesco per un progetto a lungo termine, mentre il “Re” scozzese veniva considerato un semplice traghettatore. Il tecnico tedesco si trova oggi una rosa che è costata moltissimo, ma che qualitativamente ha non pochi difetti. La sua scelta è però quella di provare tutti, di lavorare non pensando all’immediato e alla qualificazione in Champions, ma al futuro, provando tutti i giocatori a disposizione.

“The Normal One” è però consapevole che l’ambiente vuole un nuovo grande risultato, un altro successo da poter ricordare con orgoglio in una stagione avara di soddisfazioni, ma soprattutto sa che vincere questi match può dare in ottica futura una grande fiducia alla squadra e maggiore consapevolezza nelle proprie capacità. L’Arsenal è forse il più tosto degli avversari affrontati fino a questo momento, perché sta attraversando un ottimo periodo di forma e dopo anni è tornato a sperare concretamente nella vittoria del titolo. I Gunners hanno una manovra avvolgente, corrono, arrivano con facilità alla conclusione e hanno anche quella fiducia che spesso gli è mancata in passato. Ma i Reds possono sperare, perché dal punto di vista tattico il gioco di Wenger si sposa alla perfezione con le caratteristiche di questo Liverpool costruito male, ma che si trova a meraviglia quando può giocare a spazi aperti, cosa che non può fare contro le piccole, tanto da aver perso molti punti contro squadre di medio-bassa classifica, mentre non a caso con le big ha sempre raccolto ottimi risultati. Certo peseranno non poco le assenze, in particolare quelle di Lovren e Skrtel in difesa, ma anche di Coutinho nel reparto offensivo, mentre ci auguriamo di veder rientrare Henderson. Per mettere in difficoltà l’Arsenal però servirà una squadra in grado di correre per 90 minuti e tenere i ritmi alti, come fatto con Chelsea e Manchester City. Probabilmente il Liverpool non avrà le energie per pressare a tutto campo per tutta la partita, considerati i tanti problemi fisici accusati dai calciatori, ma quando il fiato mancherà e le gambe si faranno pesanti, saremo noi in Kop a tirare fuori la voce e passargli il nostro fiato e le nostre energie, conducendoli per mano alla vittoria.

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2 risposte a Il miglior modulo sarà la nostra voce!