donazioni

Iscrizioni Liverpool Italian Branch

OLSC Twitter
LFC Official Twitter
This Is Anfield
I Nostri Articoli

Il Liverpool visto da Ferguson

di Armando Todino

Ferguson scende in campo insieme all'odiato Benitez.

Ferguson scende in campo insieme all’odiato Benitez.

Ragazzi ho letto un po’ l’autobiografia di Ferguson, perché mi piace conoscere anche il pensiero dell’avversario e ho scoperto con stupore che ha dedicato un capitolo al Liverpool dal titolo: “Liverpool, a great tradition”. Ho tradotto per voi le parti principali del capitolo in cui, oltre alla rivalità ed alle critiche spesso obiettive ed equilibrate, emerge anche un grande rispetto per noi, cosa che mi ha molto colpito. Vi riporto il brano tradotto qui sotto in attesa di vostri commenti:

I  Club davvero illustri ritornano prima o poi al loro ciclo vincente. Ho sempre sentito il loro fiato sul collo da 25 miglia di distanza. Quando un club con la storia e la tradizione del Liverpool, ha tirato fuori un treble di coppe come fecero nel 2001 con Gerard Houllier sentii un tremito di paura. Quell’anno pensai: Oh no, non loro, chiunque ma non loro”. Con il loro background, la loro storia e il loro tifo fanatico, così come il loro terribile record casalingo, il Liverpool era un implacabile avversario, anche nei suoi anni negativi. Mi piaceva Houllier e lo rispettavo, Gerrard cominciava ad emergere come una giovane forza in mezzo al campo e avevano messo insieme una sensazionale coppia di bomber, Owen e Fowler. Il grande cambiamento culturale era investire in qualcuno che venisse da fuori, fuori dalla “Liverpool religion”. La successione di gente da Shankly a Paisley, Dalglish, Souness, Evans, mantenne quella continuità di obiettivi. Verso la fine del primo periodo di Kenny, la squadra era invecchiata e il Liverpool cominciò a fare acquisti inusuali come Carter e Speedie. Questi erano acquisti atipici per il Liverpool. Souness fece le mosse giuste, ma troppo velocemente, smantellando un team d’età troppo in fretta. Un grande errore fu togliere uno dei migliori giovani, Staunton.  Graeme lo ammise, non era necessario far andare via Staunton. Graeme è una brava persona, ma troppo impetuosa e questo gli costò. Una delle cose positive nel rapporto con il Liver fu che tutti venivano nel mio ufficio dopo la partita. Ho ereditato la tradizione di ogni membro del nostro staff che andava a far visita a loro ad Anfield e loro ricambiavano all’Old Trafford. Gli uomini della boot room del Liver avevano in questo più esperienza di me, ma ho imparato in fretta. Vittoria, sconfitta o pareggio c’era sempre un rapporto totale tra i due staff. Poiché c’è una tale divisione tra le due città e tanta tensione competitiva sul campo, era ancor più importante mantenere il rispetto a prescindere dal risultato. Gerard Hullier non stava entrando ad Anfield cieco nei confronti della tradizione, ma ne comprendeva l’ethos e le aspettative, era un brav’uomo, affabile…….Le aspettative incombono sempre sui manager del Liver e penso che la pressione abbia spezzato la resistenza di Kenny alla fine. Quando lui ha lasciato il suo ruolo di giocatore-icona per andare nel dug-out, non aveva ancora un background manageriale. Ricordo che venne a trovarmi in Scozia per chiedermi consigli sul lavoro manageriale che gli era stato offerto da un club e solo più tardi capii che si trattava del big one. Gli chiesi: “E’ un buon club?, lui rispose (solo) sì. Gli risposi che se era un buon club con storia, risorse finanziarie e un presidente che capisce il gioco, lui si sarebbe giocato la sua chance, ma se uno di questi elementi mancava, si sarebbe trovato in una battaglia. (Tornando ad Houllier) : lui iniziò a prendere giocatori stranieri e credevo che la stagione del treble li avrebbe riportati al massimo. Gente come Hamann, Smicer e Hyypia erano una solida base su cui costruire. Un treble è da prendere sempre sul serio: puoi dire che la fortuna gli sorrise nella finale contro l’Arsenal, perché Wenger li massacrò fino al secondo gol di Owen, ma non mi preoccupavano le individualità, ma il nome Liverpool, la storia. Poi ricaddero quando presero gente come Diao, Diouf, Cheyrou che non aveva il passo per la Premier. Il Liver era caduto nella stessa trappola in cui cadde lo United negli anni 70-80, quando bastava che uno segnasse contro lo United per essere comprato. Arrivarono vari giocatori che non erano da Liverpool. Sotto Benitez poi, gente che andava e veniva. La prima formazione di Benitez che vidi era il Liverpool più inimmaginabile che avessi mai incontrato…………Benitez si lamentava di non avere soldi da spendere, ma da quando arrivò spese una montagna di soldi e in conferenza stampa diceva di non averne. Gliene diedero un sacco, ma a parte Reina e Torres pochissimi erano da Liverpool. Giocatori utili erano mascherano e Kuyt che facevano un gran lavoro, ma non erano Souness, Dalglish, Whelan o Case. Benitez pensa più a distruggere il gioco che a vincere. Dopo Benitez iniziò una nuova fase di ricostruzione: Downing costato 20 milioni, era un buon “crosser” e un buon tiratore, ma 20 milioni? Carrol 35 milioni. Il suo problema è la mobilità: a meno che la palla non stia sempre in area è davvero difficile giocare come fa Carroll. L’attaccante moderno deve essere mobile. Poi è arrivato il 39enne Rodgers, mi ha sorpreso vedere che hanno dato questa chance ad uno così giovane. Rodgers ha dato chance ai giovani e questo è degno di ammirazione ed ha ottenuto una buona risposta dalla squadra (si riferisce al primo anno di Brendan). La nostra rivalità con il Liver è stata sempre intensa, ma sempre con rispetto reciproco. Fui orgoglioso del mio club il giorno della pubblicazione dell’Hillsborough report nel 2012, una settimana importante per Liverpool e quanti hanno lottato per la giustizia. Dissi ai giocatori quel giorno di non esultare in modo provocatorio in caso di gol e di tirare su un giocatore del Liver dopo un fallo. Prima dell’inizio Bobby Charlton è arrivato con una corona di fiori data a Ian Rush che l’ha collocata all’Hillsborough Memorial, una corone con 96 rose. Il Liverpool per tornare ad alti livelli ha bisogno di vasti investimenti, lo stadio è un fattore inibitorio con gli spogliatoi uguali a 20 anni fa. Henry ha allargato lo stadio dei Red Sox, oggi costruirne uno nuovo è una spesa da 700 milioni. La squadra ha bisogno di 8 giocatori (si riferisce al primo anno di Rodgers) per tornare ad alti livelli e se sbagli gli acquisti dopo rischi di doverli vendere per poco.

Comments

comments

Una risposta a Il Liverpool visto da Ferguson

  • Leggo con piacere le parole di AF che vanno ad affermare quello che è stato sempre il mio pensiero, bisogna dare atto alla lucidità e all’onestà di pensiero del vecchio scozzese.