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Festa al Villa Park

di Walter Randazzo

Bellamy man of the match, festeggiato dai compagni

Dopo la vittoria interna di misura contro il QPR, il Liverpool va di scena a Birmingham ospite dell’Aston Villa. Due i cambi apportati da Dalglish alla formazione titolare, con Bellamy che torna dal primo minuto e a sorpresa anche il giovane Jonjo Shelvey, richiamato alla base dal prestito al Blackpool in seguito al grave infortunio di Lucas Leiva. McLeish invece deve fare i conti con un attacco decimato dalle assenze di Agbonlahor squalificato e Bent ammalato, e deve così affidarsi al giovane Delfouneso e all’ex Red Heskey.

Partono bene i padroni di casa che costruiscono una buona azione sulla destra con Albrighton, il colpo di testa di Heskey sul suo cross è però centrale e facile per Reina. Ma non passa molto perché i Reds facciano prendere alla partita una piega ben precisa. Passano 11 minuti e il punteggio si sblocca: angolo dalla sinistra di Downing, Shelvey di tacco manda il pallone nell’area piccola e prima Suarez, poi Bellamy si trovano il pallone tra i piedi, ma il gallese riesce a ribadire in rete e porta il Liverpool in vantaggio. Neanche 5 minuti dopo il match si mette completamente in discesa. Di nuovo da calcio d’angolo arriva infatti il gol del raddoppio, con uno stacco imperioso di Skrtel che di testa batte tutti e infila il pallone sotto l’incrocio sul palo lontano. 2-0 e Liverpool totalmente in controllo. Per il Villa l’unico che si fa vedere pericolosamente è N’Zogbia, prima con un tiro dalla distanza di poco alto, poi con un rasoterra che colpisce l’esterno della rete. Un altro paio di occasioni per i Reds prima dell’intervallo con Shelvey ed Henderson e con la complicità di Suarez, ma si rientra negli spogliatoi sul 2-0.

Nel secondo tempo il copione non cambia anzi, Suarez dopo quasi due minuti è lesto nel rubare palla a Dunne e a presentarsi di fronte a Guzan, ma quando il più sembra fatto colpisce clamorosamente, per l’ennesima volta in stagione, la solita traversa. Solo Liverpool in campo, ma il 3-0 non arriva. Ci prova prima Johnson dalla distanza con Guzan che si rifugia in calcio d’angolo. Poi è ancora Suarez che fa partire un pallonetto sontuoso che quasi si infila sotto il secondo palo, ma ancora una volta a portiere battuto è il legno a negare la gioia del gol all’uruguaiano, e questo tentativo lo avrebbe meritato eccome. È praticamente un tiro al bersaglio a cui partecipano a rotazione prima Suarez, poi Shelvey, poi Adam, ma la palla non ne vuole più sapere di entrare. Il match resta sempre e comunque nelle mani dei Reds che non corrono rischi tranne qualche rara mischia su calci piazzati, normale amministrazione.

Si chiude così sul 2-0 per il Liverpool una partita ottimamente condotta dall’inizio alla fine, coi tre punti in tasca e un altro clean sheet per quella che numeri alla mano è al momento la difesa più forte del campionato. Uniche pecche in attacco dove come al solito manca quel poco di cinismo in più per trasformare in gol con più facilità tutta la mole di gioco costruita in campo, ma per oggi va bene così.

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