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Falsa partenza al San Paolo

La delusione di Henderson e Matip dopo il goal di Mertens

Rieccoci. Dopo 3 mesi e 16 giorni circa dalla notte magica di Madrid in cui Jordan Henderson alzava la Coppa numero 6, i Reds sono di nuovo pronti ad iniziare una nuova campagna europea nella prima giornata della fase a gironi della Champions League. Ad attenderli ci sarà, come l’anno scorso, il Napoli di Carlo Ancelotti che tanto ci fece penare al San Paolo dieci mesi fa in una delle partite più mal giocate del Liverpool firmato Klopp. Per tanti di noi questa gara è una sorta di derby, ma di certo non sembra avere il “peso” che aveva lo scorso anno quando nello stesso girone c’era anche il super ricco PSG di Neymar. Salisburgo e Genk, le altre due avversarie di questa stagione, non sembrano poter spaventare, ma questa è la Champions e nulla è scontato. Le due compagini arrivano entrambe da due vittorie in campionato, contro Sampdoria e Newcastle, ed entrambe hanno cambiato pochissimo durante il mercato estivo. Sarà quindi ancora una gara difficile per i Reds, o avranno imparato dalla sconfitta dell’anno scorso? Il Napoli che ha subìto ben 7 reti in sole 3 gare di campionato, riuscirà di nuovo ad imbrigliare il super tridente di Klopp?

Le formazioni

Napoli (4-4-2)

Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Rui; Callejon, Allan, Ruiz, Insigne; Lozano, Mertens

Liverpool (4-3-3)

Adrian; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Milner; Salah, Firmino, Mané

La gara inizia subito a buoni ritmi, con entrambe le squadre che non hanno nessuna intenzione di rinunciare ad attaccare. Il Napoli parte meglio, e crea qualche pericolo ma la difesa dei Reds è in palla e, soprattutto con un ottimo Alexander-Arnold, sventa potenziali occasioni da goal. Al 7’ minuto Adrian si fa trovare pronto su due tiri consecutivi di Ruiz, poi sulla ribattuta Lozano insacca ma in posizione di chiaro fuorigioco. Il Liverpool comincia a tenere più la palla, con un possesso prolungato ma che raramente crea grattacapi agli azzurri anche per la poca vena del trio d’attacco e per un centrocampo soprattutto muscolare più che creativo. Quando ci riesce è Koulibaly a bloccare praticamente ogni pallone che arriva dalle parti dell’area napoletana. Al 21’ però Mané ha una grande occasione, dopo un primo controllo sbagliato, si defila troppo e calcia addosso ad un attento Meret; sul proseguimento dell’azione, la palla arriva al limite a Milner che però calcia malamente alto. Dopo questa fase è il Napoli a mantenere di più il pallone con il Liverpool, a dire il vero disordinato e poco preciso, che però lascia volentieri l’iniziativa all’undici di Ancelotti. La partita non ha grossi sussulti, entrambe le squadre sembrano annullarsi a vicenda, ma al 44’ su azione di calcio d’angolo, i Reds vanno vicinissimi al goal con Firmino che di testa sfiora il palo alla destra di un immobile Meret. Si va al riposo sullo 0-0.

Klopp non contento con i suoi

Ad inizio ripresa, 49’, la grande occasione ce l’ha il Napoli: cambio di gioco che pesca Insigne sulla sinistra, che con un gran cross trova Mertens a due passi dalla porta ma Adrian è semplicemente strepitoso e con la mano di richiamo manda il pallone incredibilmente in angolo. Parata che vale come un goal per il portiere spagnolo che sostituisce l’infortunato Alisson. Al 55’ Mané si invola in contropiede con Salah, soli contro un solo difensore del Napoli, ma l’attaccante senegalese, oggi in ombra, sbaglia clamorosamente l’assist per Salah e l’azione sfuma. La partita ora si scalda ma entrambe le squadre quando hanno la possibilità di affondare sbagliano quasi sempre l’ultima giocata anche grazie alle difese davvero attente. Fin quando al 65’ Manolas trasforma un innocuo disimpegno difensivo nella più grande occasione per il Liverpool: pallone svirgolato che arriva a Salah che di prima spedisce il pallone all’angolino. Ma stavolta è Meret ad indossare il mantello di Superman e a mandare la palla in angolo con un gran volo sulla sua sinistra. Iniziano i cambi, Milner fa spazio a Wijnaldum, mentre Insigne esce al posto di Zielinski e Llorente rimpiazza Lozano. Sembra una partita a scacchi e il ritmo si abbassa con i Reds ora in controllo del pallone. Al 74’ Manè ci prova ma Meret blocca. Un minuto più tardi Elmas entra al posto di Allan. All’80’ la svolta: errore in uscita del Liverpool, palla sulla destra a Callejon che cambia direzione eludendo l’intervento di Robertson che però sembra colpire l’attaccante spagnolo. Calcio di rigore per il Napoli. Dal replay si nota, però, come sia Callejon a tuffarsi sul corpo di Robertson per ingannare l’arbitro. Per fortuna c’è il VAR, penserete voi, e invece no, rigore inspiegabilmente confermato. Dal dischetto va Mertens che batte Adrian nonostante quest’ultimo tocchi il pallone con la mano destra. 1-0 Napoli. Il Liverpool, ora anche visibilmente stanco, comincia a perdere più volte il pallone e non impensierisce il Napoli ben piazzato a difendere il prezioso vantaggio. Entra Shaqiri, ma al 92’ su un raro errore di Van Dijk, Llorente ne approfitta e chiude i conti con il goal del 2-0 che regala al Napoli una grande vittoria e ai Reds una nuova sconfitta al San Paolo. Squadra indigesta per i Reds quella azzurra, ma questa volta la sconfitta è immeritata e si materializza a causa di un errore arbitrale clamoroso. Ma non sono mancati i meriti di un Napoli organizzato, aggressivo e talentuoso. A mancare per il Liverpool, per una volta, sono stati i tre davanti che troppe volte hanno sbagliato la giocata decisiva quando la difesa del Napoli era mal piazzata o troppo aperta. Note positive la prestazione mostruosa di Fabinho e quella di Adrian che non sta affatto sfigurando, anzi, permette ad Alisson di poter recuperare con tutta calma. Ora testa a domenica dove ci aspetta il Chelsea di Frank Lampard a Stamford Bridge per la sesta giornata di Premier League. Up the Reds.

di Gabriele Kopite Ventola

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