donazioni

Iscrizioni Liverpool Italian Branch

OLSC Twitter
LFC Official Twitter
This Is Anfield
I Nostri Articoli

E’ ora di tornare a cantare..

di Giorgio Capodaglio

Il ritrovato entusiasmo della Kop

Il ritrovato entusiasmo della Kop

Aspettativa. Questa è la parola sicuramente più utilizzata alla vigilia della partita contro il Rubin Kazan. È infatti quella che i tifosi del Liverpool, la dirigenza, ma anche gli stessi giocatori hanno nei confronti di Jurgen Klopp, che giovedì sera contro il Rubin Kazan sederà per la prima volta sulla panchina di casa ad Anfield. Ma le sue aspettative le ha anche lo stesso Klopp. Innanzitutto nei confronti della squadra, che si è comportata bene contro il Tottenham, ma ha comunque confermato alcune sue lacune. Il tecnico tedesco ci sta lavorando per quanto gli è possibile. Ci sono certamente dei limiti strutturali, oltre che alcuni problemi legati agli infortuni. Sicuramente Klopp – e con esso anche tutta la tifoseria – si aspetta di vedere una squadra molto determinata, a differenza delle altre due uscite in Europa League contro Bordeaux e Sion, nelle quali sarebbe bastato davvero poco per portare a casa il successo. Se i Reds saranno decisi a vincere, non dovrebbero avere problemi nell’ottenere i tre punti, anche perché il Rubin è in grande difficoltà, tanto che in patria è soltanto un punto al di sopra della zona retrocessione.

Ovviamente però nella notte di Anfield, Klopp ha molte aspettative anche sui tifosi del Liverpool, sull’accoglienza che gli riserverà la Kop (e su quella non ci sono dubbi, sarà ottima, visto l’entusiasmo scatenato dal suo arrivo), ma soprattutto sul volume che accompagnerà i novanta minuti del match. L’allenatore tedesco ha scelto il Liverpool non soltanto per il progetto – probabilmente avesse aspettato l’estate, avrebbe potuto trovare anche una squadra più forte – ma soprattutto per ciò che i Reds rappresentano nell’immaginario collettivo, per la storia e per il tifo di Anfield. Non si accontenterà certo di un coro ogni cinque minuti e poi il silenzio profondo, al quale purtroppo ci siamo abituati negli ultimi anni. No, perché Klopp invece è abituato molto bene, dal momento che in questi anni ha avuto dietro di sé la spinta dei tifosi del Borussia Dortmund, con uno stadio sempre pieno, un muro umano giallo e nero che si è rivelato sempre il dodicesimo uomo in campo. Per non parlare degli almeno diecimila tifosi che hanno seguito il suo Dortmund in giro per la Germania e l’Europa, in ogni partita presenti anche al di fuori del settore ospiti, con le loro sciarpe e le loro maglie, ma soprattutto la loro voce. Ecco Klopp ha scelto il Liverpool perché questo si aspetta dai suoi tifosi, perché immagina che con il giusto entusiasmo la Kop possa ritrovarsi, tornare sé stessa, essere nuovamente il dodicesimo uomo.

È questa la sua battaglia più grande, ritrovare il pubblico, perché soltanto con la vera Kop il Liverpool può tornare quella squadra in grado di scendere in campo con il coltello tra i denti in ogni partita. Non serve tornare negli anni ottanta o novanta, sappiamo che è utopia aspettarsi nuovamente quel calore, con il calcio moderno che ha preso possesso ormai anche degli stessi tifosi, molti dei quali sognano anche il wifi all’interno della Kop. Ma sicuramente sarebbe bello tornare indietro di dieci anni, alla Kop che spinse con la sua voce il Liverpool alla vittoria della Champions League. Ricordate quel quarto d’ora infernale contro la Juventus? Qualunque squadra al mondo sarebbe capitolata. Ecco, ora tornate con la mente indietro di dieci mesi, a quel Liverpool-Basilea. Con tutti i suoi problemi, nonostante una squadra e un tecnico confusi, non credete che con la sua Kop, con quel calore, quella bolgia, anche quei Reds avrebbero avuto la meglio sull’avversario? Non pensate che magari di fronte a un pubblico caldo, anche l’arbitro magari non avrebbe espulso Markovic? Ecco Klopp ha bisogno di ritrovare innanzitutto quel calore, quella gente, deve avere una tifoseria che ci crede, non soltanto con gli striscioni “believe” o con il materiale comprato presso lo shop ufficiale, ma con la voce. Devono scendere in campo anche i tifosi per avere un grande Liverpool. La tifoseria era delusa? Non apprezzava l’allenatore? Voleva un nuovo personaggio simbolo dopo Gerrard? Ecco, almeno in questo la società l’ha accontentata. Ora la Kop e gli altri settori di Anfield non hanno più scusanti: devono tifare, urlare, spaccare le orecchie agli avversari, spingere coi loro respiri il pallone in rete al di là di coloro che scenderanno in campo. Klopp è venuto anche per questo, forse soprattutto per questo. Se la Kop dovesse deluderlo, allora anche il suo entusiasmo potrebbe venire meno, come accaduto a tanti suoi predecessori. C’MON, SUPPORT OUR GUYS!!!

Comments

comments