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Discutiamo con le pagelle

Il saluto tra Rodgers e Balotelli

Il saluto tra Rodgers e Balotelli

Come ogni anno Daniele Fumagalli ci ha inviato le sue personali “pagelle” sulla stagione del Liverpool. Ovviamente è un modo per discutere, per ridere e magari anche sdrammatizzare al termine di un campionato davvero deludente.

PAGELLONE FINALE STAGIONE 2014/2015

MIGNOLET 6.5
La cessione di Agger in favore di Lovren, che si aggiunge ai due spagnoli sull’out di destra e sinistra, fa sì che il quartetto difensivo davanti al portiere cambi per il 75%. E così il “numero uno” belga entra in uno stato inziale di crisi mistica, che gli fa passare un autunno da incubo, nel quale colleziona svariati esemplari di farfalle. Paradossalmente il buon Simon ritorna in sé quando Rodgers gli leva dalle palle Lovren e passa ad una difesa a tre, con Emre Can. Da quel momento, il 27enne ex Sunderland diventa una saracinesca, e para l’impossibile. Era partito abbastanza male, ma si è ripreso bene. Da ricordare: il rigore parato a Rooney e la prestazione super al Bernabeu.

JOHNSON 5.5
Neanche venti presenze stagionali per l’ormai ex terzino destro della nazionale inglese, giunto alla sua sesta (ed ultima) stagione in maglia Red. Il passare da una difesa a quattro ad una difesa a tre vedrebbe teoricamente in posizione favorevole uno come Glen, più bravo ad attaccare che a difendere. Ma Rodgers in quel ruolo preferisce ali vere e proprie che logicamente non sanno difendere. Lasciamo perdere, comunque il 31enne ormai ex Liverpool gioca in modo quasi dignitoso nonostante un benservito già ricevuto da tempo ed una bollitura già ad uno stadio inoltrato. Da ricordare: il goal decisivo ed allo scadere contro lo Stoke City: inzuccata contro la palla e poi contro il palo, con conseguente morte apparente.

MANQUILLO 5.5
Una dozzina di prove non disastrose, ma neanche particolarmente esaltanti sono sufficienti per far capire a Rodgers che il terzino preso in prestito dall’Atletico Madrid non è esattamente una scommessa vinta. Può tornare al mittente senza alcun rimpianto. Da ricordare: il rigore procurato a tempo scaduto nella prima di Champions League contro il Ludogorets.

SKRTEL 6
Non un’annata col botto come la passata stagione, ma comunque una stagione sufficiente. Penso non ci siano dubbi su chi rimanga l’elemento più affidabile della difesa attuale (OK, non è un’impresa impossibile), giunto all’ottava stagione in maglia Red. Da ricordare: il goal del 2-2 all’Arsenal a tempo scaduto, con la testa incerottata. Guerriero.

TOURE 5.5
L’anno scorso era stato additato come il sabotatore inviato dal City. Quest’anno ce lo sorbiamo in dosi omeopatiche (una decina di presenze in totale), e di disastri particolari non ne combina. Di sicuro non è l’affidabilità fatta difensore, ma non lo scopriamo oggi. Da ricordare: probabilmente la partita al Bernabeu, dove tutti tremavano ad immaginare la sua “marcatura” su Cristiano Ronaldo, ma alla fine l’ivoriano non ha per nulla sfigurato.

SAKHO 6
L’ex PSG si conferma sui livelli della prima stagione: un difensore centrale fisico e talentuoso, ma che dà sempre la sensazione di avere la stronzata in canna. Un altro aspetto negativo (a lui non imputabile) è l’alto tasso di infortunabilità. Sicuramente una stagione nel complesso sufficiente, ma il salto di qualità ancora non c’è. Da ricordare: probabilmente la partita al Villa Park, sua miglior prestazione stagionale.

LOVREN 4
Venticinque milioni di Euro per portare ad Anfield il 26enne difensore centrale titolare della nazionale croata e della rivelazione Southampton. “Li vale tutti, è fortissimo”. Luglio 2014 o giù di lì, penso che una frase del genere non sia più stata ripetuta. Venduto per una scatola di biscotti il forte ma perennemente rotto Daniel Agger, Brendan ha scommesso ad occhi chiusi su Dejan Lovren, e diciamocelo, chi avrebbe immaginato una bidonata simile? Non si conoscono le cause (pressione ed aspettative sicuramente giocano a sfavore), ma il giocatore si presenta ad Anfield spaventosamente involuto. A furor di popolo, viene relegato in panchina dopo una dozzina di prove inquietanti, e da quel momento la difesa torna a funzionare. Viene reintegrato nel finale di stagione, dove quantomeno colleziona qualche prova sufficiente, ma nel complesso resta una grossa delusione. Da ricordare: il suo unico goal, a tempo scaduto, in League Cup contro lo Swansea.

MORENO 5.5
Sicuramente diciotto milioni di Euro per un terzino che non conosce la fase difensiva sono uno sproposito. Difatti l’ex Siviglia, dopo un inizio con il botto (con tanto di gran goal in quel di White Hart Lane), comincia a far vedere le magagne: inadatto alla difesa a quattro, viene schierato come tornante nel 3-5-2 che risolleva la squadra tra autunno ed inverno, ed in quel ruolo fa vedere le sue doti migliori: corsa, impegno e simpatia. A tratti ricorda un Riise, ma senza il tiro da fuori. Conserva la titolarità per questioni che definire di prima necessità è riduttivo: Flanagan lungodegente, Enrique in crisi mistica, Glen Johnson improponibile a sinistra. Nel complesso, considerato anche che si tratta della sua prima stagione, non va oltre il 5,5, e comunque in quel ruolo serve un’alternativa valida (leggasi: un titolare presentabile).

ENRIQUE 4.5
Neanche dieci presenze stagionali sono sufficienti per far capire che il giocatore si è imbrocchito da una stagione all’altra. Non vedo strade alternative ai ringraziamenti e alla conseguente rottamazione, un po’ prematura se si considera che non ha neanche trent’anni, ma non vedo possibile fare ancora affidamento su di lui.

EMRE CAN 6.5

Il miglior acquisto della disgraziata sessione estiva di mercato 2014/2015 è questo 21enne difensore/mediano prelevato dal Bayer Leverkusen per dodici milioni di Euro. Non è il “nuovo Ballack” né il “nuovo Schweinsteiger”, ma nulla esclude che possa diventare qualcosa che si avvicini ai due campioni citati. Dopo una serie di panchine e tribune, Rodgers, vista l’inquietante serie di figure di merda della squadra, si gioca il tutto per tutto e lo manda in campo: prima a centrocampo, dove il tedesco di origini turche piazza anche un goal nella sfortunata partita casalinga contro il Chelsea, e successivamente in difesa, a dar manforte ad una banda di disperati. E la squadra ne beneficia. Da ricordare: migliore in campo nella vittoria per 3-2 in casa contro gli Spurs.

LUCAS 6.5
Ottava stagione in maglia Red per un giocatore che, piaccia o meno, è ormai una bandiera del nostro club. Non so se il motivo sia la presenza di bidoni molto più clamorosi o il suo effettivo miglioramento, ma il 28enne medianaccio brasiliano si distingue in positivo e quando non c’è, la differenza si vede, senza ironia. Da ricordare la sua grande prova nell’1-1 interno nell’andata di League Cup contro il Chelsea.

ALLEN 6
Il fedele scudiero di Brendan Rodgers, alla sua terza stagione con il Liverpool, si conferma al suo livello: un elemento sicuramente utile e dal rendimento abbastanza costante, ma che decisamente non dà alcun valore aggiunto alla squadra. In sintesi, come riserva può sempre tornare utile. Da ricordare: il suo goal del 2-0 casalingo contro il Newcastle.

GERRARD  7
Una stagione più da 6.5 che da 7, il mezzo punto in più è un mio personale omaggio alla sua strepitosa carriera (nella quale ha raccolto sicuramente molto meno di quanto avrebbe meritato, ma comunque qualche bel trofeo l’ha sollevato). Di quello che ha rappresentato per ogni tifoso di questa squadra se n’è già parlato abbondantemente e non mi sembra il caso di strappare lacrime anche in questa sede. Mi limiterò, in modo crudo, a sintetizzare la sua ultima annata in maglia Red: il capitano, pure in quest’annata travagliata per molti motivi, totalizza quarantuno presenze e tredici goal, risultando il nostro miglior marcatore (ricordiamo ancora una volta che si tratta di un centrocampista). Pur trentaquattrenne e probabilmente ancora sotto shock per il finale della scorsa stagione (oltre che un po’ scoglionato da una società ed una squadra a mio avviso non degne della sua grandezza), Stevie G riesce ad imprimere nella nostra mente altre bellissime immagini: il goal su punizione nel derby d’andata, la doppietta a Wimbledon nella prima di FA Cup, l’incornata vincente contro il QPR, un’altra punizione magistrale (e purtroppo anche in questo caso illusoria) contro il Basilea in Champions League, e soprattutto la terzultima di campionato a Stamford Bridge, in cui zittisce i beceri sberleffi dei tifosi del Chelsea, prima con un goal e poi con la standing ovation degli stessi tifosi nemici. Diciassette stagioni, settecentodieci presenze e centoottantasei goal. Grazie di tutto, Capitano.

HENDERSON  7
Quarantotto presenze stagionali e sette goal per l’uomo che ha ormai ereditato la fascia di capitano da Sua Maestà Steven Gerrard. Sebbene il paragone tra i due sia quasi blasfemo (per l’inarrivabilità di Stevie G), il 24enne nazionale inglese, alla sua quarta (e sempre più convincente) stagione con i Reds, è un elemento irrinunciabile per Rodgers. Rinnovo anche quest’anno le mie scuse a King Kenny Dalglish per quante gliene ho dette dietro il primo anno per questo acquisto. Da ricordare: su tutti, il gran goal nella partita vinta contro il Manchester City.

IBE 6.5
Non voglio dargli un voto più alto per evitare il temutissimo effetto-Sterling (ossia, il montarsi la testa all’inverosimile – come se poi leggesse le pagelle…), ma il ragazzino ha talento e si vede. Bravo Rodgers per averlo “lanciato” in prima squadra (meno bravo poi nel schierarlo da tornante, ma vabbè) e bravo lui per il primo (ho detto IL PRIMO) traguardo raggiunto. Può ancora crescere e speriamo voglia farlo con la nostra maglia. Da ricordare: la sua prova d’esordio nel derby, quel montante sta ancora tremando.

STERLING 6
Difficile dargli un voto, specie in questo momento. Cerco di essere il più lucido possibile: quarantasei presenze stagionali, condite da undici goal. Niente male, per un’ala di vent’anni, già punto fermo della nazionale inglese e richiesto dai club più blasonati d’Europa. Giusto quelli, i vari Real Madrid e compagnia cantante, che a furia di corteggiamenti neanche troppo velati, hanno fatto andar di volta il cervello al prodotto del vivaio del Liverpool, inducendolo a svariate manfrine riguardo il rinnovo, con pretese esorbitanti, degne del peggior bimbominchia viziato. Ci si aspettava tanto da lui quest’anno, e lui di tanto in tanto ha confermato sul campo il proprio talento (a parziale scusante, il fatto che l’anno scorso dialogasse con Sturridge-Suarez e quest’anno con Lambert-Balotelli-Borini), ma non è un campione, i campioni si caricano la squadra sulle spalle, non giocano per sé stessi (come lui spesso ha fatto nella stagione appena conclusa). Magari diventerà una grandissima ala, glielo auguro. Ma qui era venerato. Al Bernabeu o all’Etihad o ovunque andrà, sarà uno dei tanti, e contribuirà a piallare le assi della panchina. Contento lui.

MARKOVIC 5
Venticinque milioni di Euro nelle casse del Benfica per questa ennesima mezzapunta. Anche in questo caso, la gestione di Rodgers è esemplare: già il giovane Lazar proviene da un altro campionato, dove si gioca un calcio del tutto diverso, perlomeno potrebbe aiutare schierarlo nel suo ruolo. E invece niente, va a fare il tornante, con risultati alterni tendenti allo scarso. Da ricordare il goal decisivo a Sunderland e la somiglianza fisica con Aquilani. Ma prima di bocciarlo definitivamente (anche perché è costato parecchio) andrebbe “forse” provato nel suo ruolo, mettere un trequartista (con buoni piedi ma senza corsa) a fare il laterale a tuttocampo non sembra la migliore delle trovate.

COUTINHO 7.5
Penso non ci siano dubbi su chi sia il migliore dei nostri in questa stagione 2014/2015. Giocatore ormai imprescindibile per questa squadra, non è solo un regista con ottima tecnica e visione di gioco, ma con il passare del tempo si distingue anche per carisma e voglia di lottare. Il brasiliano (ormai “scouserizzato”) continua a sorprendere, e spero vivamente che rimanga sottovalutato dai media e dai “grandi club”, noi non possiamo che beneficiarne. Da ricordare i goal decisivi in FA Cup, contro Bolton e Blackburn, punte di diamante della sua miglior stagione sin d’ora.

LALLANA 6
Il centrocampista offensivo della nazionale inglese arriva a Liverpool dopo sei stagioni in crescendo nella rivelazione Southampton, per la modica cifra di 31 milioni di Euro. Il buon Adam fatica ad imporsi nelle prime giornate, si sblocca segnando il suo primo goal (contro il WBA), non gioca male, ma il famoso salto di qualità lo lascia solo intravedere in sporadiche prestazioni. Non aiuta il fatto che Rodgers di fatto non lo consideri un titolare inamovibile, anzi. Tutto sommato il 27enne di St Albans è promosso, ma secondo me può e deve dare di più. Da ricordare la bella doppietta allo Swansea.

BORINI 5.5

Il suo voler a tutti i costi tornare e rimanere ad Anfield nonostante il suo allenatore (che peraltro ad Anfield ce l’aveva portato un paio d’anni prima) lo vedesse utile come un tosaerba nel deserto, è un attestato di stima fantastico. Anche se era chiaro a tutti, fin dall’inizio di questa stagione, che il buon Fabio avrebbe fatto meglio a rimanere a Sunderland. Perché il campo qui lo vede poco, e quando lo vede, non vede la porta. La grinta e la determinazione non mancano, ma è tutto il resto che manca. Da ricordare il suo unico goal, al Villa Park.

LAMBERT 5
Arrivare, anche a 32 anni, a giocare nella tua squadra del cuore, è un sogno che diventa realtà. E Rodgers vuole premiare questo ragazzotto, acquistandolo con il pacchetto promozionale “3×2” dal Southampton. Il problema è che quel lungimirante di Brendan Rodgers mai avrebbe immaginato che Sturridge si sarebbe spaccato più e più volte, che Balotelli si sarebbe rivelato un flop colossale, e che quindi si sarebbe trovato a far giocare il vecchio Rickie titolare e come prima punta unica ed isolata, a dialogare palla a terra con le mezzepunte del tiki-taka. Ed in tale ruolo, uno come Lambert, abituato a giocare nel Southampton e a vedersi arrivare una trentina di cross spioventi in area a partita, non può che naufragare mestamente. Da ricordare, uno dei suoi tre goal stagionali, quello in Champions League contro il Ludogorets.

BALOTELLI  3
Penso che di più sia impossibile dargli, non gli do di meno per non infierire. Lasciamo perdere tutto il mondo extracalcistico che gli ruota attorno e concentriamoci su quello che fa sul campo quando è in campo: il nulla più assoluto. Non esistono alibi, è uno dei rari giocatori che Brendan non dirotta in altri ruoli, anzi, il manager di fatto tenta di salvargli la carriera, acquistandolo e scommettendo contro tutti, difendendolo sempre, ovviamente senza essere ripagato dal calciatore, che per quel che mi riguarda, può pure continuare a giocare con la sua vita (possibilmente non coinvolgendo quella degli altri), ma non con la nostra maglia.

STURRIDGE 6
In un reparto così disastrato, l’unico che potrebbe mettere qualche pezza è il buon Daniel (secondo solo a Suarez – sigh – nella classifica marcatori dello scorso anno), su cui però qualche fattucchiera tifosa del Man Utd getta una maledizione, così la punta della nazionale inglese si ritrova a fare i conti con infortuni lunghi e continui. Colleziona meno di venti presenze (con risultati alterni) e riesce ad imbustarla solo quattro volte; da ricordare c’è ben poco (il momento più bello è stato il goal del 2-0 al West Ham il giorno del suo rientro dal secondo infortunio), anzi, ci sarebbero da dimenticare i tanti mesi di pesantissima assenza. Se è integro, è fortissimo. Ma se è spaccato (ed è quasi sempre spaccato), logicamente hai bisogno di una valida alternativa, che quest’anno non c’è stata.

coach RODGERS 4,5
La scorsa stagione ci ha fatto sfiorare il cielo con un dito. Per lui si sono sprecati paragoni pesanti, e lui stava imparando ad esultare come Shankly. A distanza di dodici mesi, il suo indice di popolarità nel mondo dei Reds è calato vertiginosamente. Data per inevitabile la partenza di Suarez, il tesoretto incassato non è stato speso benissimo (per usare un eufemismo): cifre spropositate investite per giocatori “scommessa” (Moreno, Markovic e Lallana scommesse per ora non di certo vinte a mani basse), per giocatori che si sono rivelati delusioni cocenti (Lovren) o per giocatori di cui si sapeva già in partenza come sarebbe andata a finire (Balotelli). Incomprensibile anche la cessione a prezzo di saldo di Daniel Agger, uno spesso rotto, ma per il quale solo sei mesi prima c’era chi offriva più del doppio. A mercato chiuso, l’inaspettato infortunio di Sturridge manda in crisi il nostro manager, che si trova a fare i conti con un attacco che non segna, dettaglio non da poco se si pensa che l’anno scorso il nostro punto di forza era proprio questo reparto, che sopperiva ai numerosi goal concessi da una difesa che sbagliava i movimenti più elementari; quest’ultimo reparto invece conferma la propria vulnerabilità anche quest’anno. BR si gioca la carta del cambio modulo (da 4-2-3-1 a 3-6-1), del cambio ruolo di molti giocatori, ma la squadra non trae particolare giovamento: esce infatti malamente dalle competizioni internazionali e dalla FA Cup contro avversari abbordabili, ha una sferzata d’orgoglio solo in League Cup, ma non basta per averla vinta sul Chelsea. In campionato agguanta la qualificazione all’Europa League per il rotto della cuffia. Più di un passo indietro, quest’anno. “Giudicatemi dopo tre anni”, disse al suo arrivo. I tre anni sono passati, di trofei in bacheca non se ne parla ancora, ma nella mia mente resta impressa la passata stagione e la sensazione che non sia stato solo un caso. Per questo io continuo a credere in lui.

YNWA

Daniele Fumagalli

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7 risposte a Discutiamo con le pagelle

  • Concordo al 90%.

    Si, la pensiamo allo stesso modo sulle pagelle, ma io avrei dato diversi punti in meno a Sterling, Borini e Skrtel.

    Giusto il 4 a BR. Che però diventa uno 0 spaccato non appena si cita l’affare Balotelli, la cacciata di Agger, e l’uscita dall’Europa contro avversari(Basilea, Lugocoso e Besiktas) che la squadra di mio cugino di 7 anni batterebbe facilmente.

    Comunque si, in generale sono pagelle con cui concordo.

  • Io invece, come al solito, non sono d’accordo con Danny. Per me Skrtel è da 5 così come Sakho. Avrei dato di meno anche a Johnson. Secondo me poi alcuni giocatori vanno valutati anche in base alle loro potenzialità e alla fiducia a loro mostrata. Lambert e Borini in pratica non hanno avuto opportunità, il 6 lo meriterebbero, un 6 politico. Mentre Sterling, per l’atteggiamento fastidioso della seconda parte di stagione, mostrato anche in campo, il 5 se lo meriterebbe tutto. Per il resto sono d’accordo, forse un po’ troppo 6,5 a Lucas e 7 a Henderson.

  • Il mio “come al solito” è riferito al fatto che lui è un amante di Skrtel e io non sopporto Skrtel

  • Pagelle impeccabili. Non concordo solo sulle considerazioni finali su BR, questa stagione è totalmente colpa sua, dal mercato folle ai risultati ridicoli in CL ed EL, senza contare le umiliazioni in Fa Cup e nelle ultime due del capitano, sul quale secondo me ha qualche responsabilità sul suo addio.
    Klopp for Kop, please.

  • Io sono un fortissimo detrattore di BR, lo vorrei sbattere fuori io stesso se potessi.

    Ma una stagione cosi disastrosa non può avere un solo colpevole. Secondo me i colpevoli sono i seguenti:

    -Proprietà: Assenteista. Servirebbe una ristrutturazione in dirigenza, cacciare Ayre, ma non lo fanno.

    -Dirigenza: Ayre è il CEO più incompetente che abbia mai visto. Scarsissime capacità dirigenziali unite ad una nulla conoscenza del mondo del calcio. Il Tranfert Committee invece è un Vaso di Pandora.

    -BR: In combutta con Ayre costruisce un mercato estivo da denuncia penale. Trasuda incertezza da Settembre a Giugno. Scarsissime capacità manageriali. Caccia Agger. Nei primi 4 mesi della stagione si ostina con un modulo che ci fa perdere anche col Basilea. Non da mai cattiveria alla squadra. Fallisce in tutto.

    La colpa è totale. Poi certo, BR ci ha messo del suo, ma è stato anche aiutato da una dirigenza che oggettivamente, non è una dirigenza competente.

  • Davvero simpatiche e piacevoli pagelle. Tutti i difensori o quasi bocciati: siamo sicuri che siano davvero così scarsi o il nostro modo di giocare (“all’arrembaggio” e con scarsa attenzione alla fase difensiva) li faccia diventare o sembrare peggio di quello che realmente sono? Non dimentichiamo che anche l’anno scorso ne hanno combinate di cotte e di crude, ma il nostro devastante attacco ha nascosto e alleviato i danni prodotti.
    Comunque anche per Rodgers un anno in più di esperienza che speriamo dia i frutti il prossimo anno. YNWA JFT96

  • Sono d’accordo su tutto, tranne due piccoli ritocchi: mezzo punto in meno a Manquillo e mezzo punto in più a Tourè.